Da Paola

Da Paola: a casa sua il giorno dopo la goduta

Dopo esserci divertiti e non poco in ufficio, il giorno dopo, venerdì – Paola per il suo lavoro o forse anche nostro – ha ottenuto un buon riconoscimento da parte del nostro capo, che le ha proprio detto di aver apprezzato tanto il suo lavoro: mentre si sentiva dire queste cose, lei aveva lo sguardo anche rivolto verso di me, con quell’espressione irresistibile, che mi ha subito ricordato quella che ho visto la sera prima in ufficio, mentre eravamo sul divano a trombare insieme.

Quella sera, mentre ci stavamo avviando verso casa al termine della giornata di lavoro, ci siamo incrociati di nuovo all’uscita e, siccome aveva voglia di un po’ di compagnia, mi ha chiesto che cosa avessi in mente di fare: io non avevo nulla in programma e, quindi, quando mi ha proposto di andare a cena da lei, che mi avrebbe preparato qualcosa di buono, l’ho subito assecondata, seguendola nel parcheggio per prendere l’auto e raggiungerla da lei, perché non potevo rinunciare a ciò.

Non appena arrivati sotto casa sua, una piccola casa in un quartiere residenziale, mi son sentito a mio agio: era davvero molto accogliente, una di quelle abitazioni in cui ci si sente subito a proprio agio, perché non manca nulla e, soprattutto, perché quello che c’è regala sensazioni piacevoli, quelle avvolgenti di una casa in cui Paola ha messo tutta sé stessa per farti trovare bene, quando ti accomodi e trascorri del tempo in sua compagnia, proprio in quel luogo caldo e conviviale.

La prima cosa che ha fatto, quando siamo arrivati quel venerdì sera, è stato lanciare la borsa e la giacca su una sedia e, poi, spintonandomi scherzosamente, mi ha fatto finire sul divano, dove subito dopo, lei mi si è sistemata sopra, sbaciucchiandomi e dicendomi sottovoce che non vedeva l’ora di spogliarmi e di divertirsi di nuovo con me, perché il mio bel cazzo le era piaciuto da morire, soprattutto, quando se l’è sentito dentro a pecorina, in quel modo selvaggio e animalesco.

Paola era davvero eccitatissima, e non nascondeva questa sua natura di porca cui piaceva il sesso, soprattutto quello fatto in quel modo: senza perdere tempo, ci siamo quindi spogliati di nuovo, e siamo finiti per terra sul suo bel tappeto peloso del salotto, uno di quelli lanosi spessi, perfetti per due amanti infuocati come noi che non vedevano l’ora di darsi da fare, di spingersi al massimo del godimento su quel pavimento, trasformandolo in un testimone del nostro piacere.

Poco dopo ci sistemammo in un perfetto 69: la sua bella figona era sulle mie labbra, il mio cazzone tra le sue, e poco dopo abbiamo dato il via a un vortice di piacere irrefrenabile: lei succhiava rumorosamente, io leccavo senza sosta, e nello stesso tempo, si sentivano i nostri reciproci mugolii di godimenti, soffocati soltanto dal nostro ritmo nel fare sesso orale, che era diventato ormai sempre più intenso e indescrivibilmente eccitante finché le dissi che avevo troppo voglia di scoparla.

Lei era già pronta a fottermi, e mi disse che sarebbe stata lei stavolta a dare il ritmo: mi si sedette sopra e se lo infilò nella figa, con un gesto che mi fece subito godere, come pure lei si sentì travolgere da quel piacere forte e indescrivibile, qualche cosa che le faceva perdere la testa. Si muoveva su di me come una cavallerizza, con il suo bacino ondeggiante, sinuoso: e continuò così per un bel po’, piegandosi sulle ginocchia, in un continuo saliescendi che sembrava sempre più infuocato.

Era già abbastanza eccitata quando, a un certo punto, mi disse che voleva cavalcarlo al contrario, perché quella era la sua posizione preferita, considerando come in quel modo il cazzo le entrava tutto dentro, e poteva goderselo, spingendolo fin dove voleva dentro di lei: si alzò, si girò, e mi mostrò quel bel culo tondo, mentre si schiantava di continuo su di me, e io mi sentivo sempre più fottuto divinamente da questa collega fin troppo divina nello scoparmi.

Le schiaffeggiai il culo, mentre mi trombava, e lei iniziò ad eccitarsi ancor di più: poi le misi il mio pollice in culo, e Paola prese a gemere a fottermi ancor di più, finché la sentii gemere profondamente e, tra versi e parole sconce dette a voce alta, si lasciò andare, ripiegando indietro la testa, ormai in preda ad un bell’orgasmo intenso, al quale seguì qualche istante dopo il mio, con il mio cazzo che iniziò a sparare sborra dentro di lei, e, con i suoi ultimi movimenti su e giù, mi lasciai andare del tutto.

Nel giro di due giorni, mi ero trombato questa divina donna un paio di volte: si alzò, voltò nuovamente, e mi si sdraiò sopra, iniziando a sbaciucchiarmi e a dirmi che era stato troppo bello farsi trombare da me, che il mio cazzo le piaceva da morire, e non poteva fare a meno di scoparmelo. Restai con lei in quella posizione per un po’, poi le dissi che avevo ancora voglia di lei, della sua figa meravigliosa: così divaricò le gambe, e se lo mise di nuovo dentro, perché pure lei non poteva farne a meno…

Quando ci si accorge di aver goduto meravigliosamente, non si può non desiderare di fare il bis: ecco che Alessio si è quindi divertito nuovamente con Paola, creando i presupposti per una nuova storia di sesso.

Da Paola: a casa sua il giorno dopo la goduta, di Alessio di Piacenza.

Prima edizione: gennaio 2016, by Atlantia Media.

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