Cinzia la rossa

Ho dato il mio uccello a quella rossa vogliosa di Cinzia

Andando ad acquistare i pezzi di ricambio per un paio di clienti da un grossista della mia città, mi son imbattuto più volte in una cortese e simpatica impiegata, Cinzia, che mi ha sempre servito con una certa attenzione e gentilezza: rossa di capelli e con un bel fisichetto niente male, mi ha subito conquistato il cuore – e il cazzo – con il suo modo di muoversi tra le scrivanie e gli scaffali, sempre molto femminile e provocante al punto giusto.

Lo scorso lunedì, ero proprio in trasferta per comprare poche cose, come di solito mi capita ad inizio della settimana, e lei era lì in ufficio da sola, perché la sua collega era ancora in ferie, come altri: mi disse che non chiudevano perché qualche cliente come me andava da loro a rifornirsi, ma erano veramente poche le persone che si facevano vedere in quelle giornate assolate e calde della seconda parte di questa estate 2015 così rovente.

Chiacchierando del più e del meno con questa tipa, mi son presto accorto di come, nel suo modo di fare, c’era un che di provocante, come se desiderasse sempre conquistare le persone con dei gesti e delle parole mai scelte a caso: e così, mi son lasciato andare alle sue lusinghe, in quella tarda mattinata di lunedì, soffermandomi con lei, e dicendole quanto lo trovavo elegante e provocante nei suoi movimenti e nel modo di porsi verso di me.

Una spagnola e una sborrata nella sua bocca

Cinzia mi ringraziò, e mi disse apertamente, senza troppi giri di parole, se volessi che mi facesse un bel pompino con una bella spagnola, proprio lì in ufficio: la guardai con un’espressione divertita e vogliosa, quindi le dissi che non vedevo l’ora si mettesse all’opera, con quelle belle labbra carnose e quello splendido seno abbondante, tipico delle donne mediterranee, che mi faceva venire una voglia incredibile di venire subito su di lei.

Così, una volta tirato fuori il mio cazzo, e messo nella sua bocca, l’ho lasciata giocare a lungo con la mia cappella, che le piaceva da muorire: scivolava tra le sue labbra carnose, poi entrava in quella bocca calda, per andare giù giù fino alla sua gola, in un continuo movimento che mi stordiva dal piacere, tant’è vero che le afferravo la testa e la spingevo giù, dicendole che amavo l’idea che se lo prendesse tutto quanto, fino alle palle, nella sua bocca.

Cinzia non si fece pregare, andò più a fondo con il suo sesso orale, e mi dimostrò quanto era troia nei fatti – ancor più che nelle parole – stupendomi per come riusciva a gestire perfettamente il mio uccello, senza farselo scappare mai, nemmeno per un istante, mentre scivolava nella sua splendida bocca: e lo spingevo a fondo, poi lo tiravo fuori a metà dalla sua bocca, quasi come se la stessi scopando con il mio cazzo duro e ormai violaceo.

Quindi, le dissi che volevo una bella spagnola: mi esaudì subito, passandosi il mio cazzo tra le tette, e massaggiandolo sulla cappella, strofinando su e giù e i suoi seni, con una dolcezza infinita, che prolungava il mio piacere e l’attesa per la sborra liberatrice, che era ormai questione di pochi instanti. Ma prima che venissi, me lo prese di nuovo in bocca, succhiandolo e quindi, facendosi esplodere tra le labbra tutta quella ondata di sperma.

In parte lo ingoiò, e in parte no: ma mi guardò con un’espressione che era a dir poco provocante, con il dito sporco di sborra, strofinato sulla sua bocca e anche sul viso. Quindi le dissi che era stata semplicemente divina con le sue fantasie erotiche a dir poco spettacolari…

Con quel suo fisico così eccitante e il suo desiderio insaziabile, Cinzia ha regalato ore di fuoco a Fabrizio, che ne ha tratto un racconto erotico capace di regalare emozioni uniche.

Cinzia la rossa calda come il fuoco che voleva il cazzo, di Fabrizio di Caserta.

Prima edizione: settembre 2015, by Atlantia Media.

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