All’aperto e da dietro

All’aperto e da dietro è più bello

Con quel suo culone abbondante e rotondo, Manuela mi ha conquistato dal primo momento in cui ci siamo incontrati nei pressi di una fattoria di un amico comune, dove per caso ci siamo ritrovati entrambi durante quella mattinata che ci sarebbe rimasti sicuramente a lungo in mente, considerando come ci siamo potuti divertire alla grande.

Da Luca, infatti, io c’ero andato per comprare un po’ di frutta, e per trascorrere qualche ora un po’ fuori città, perché avevo proprio bisogno di ossigenarmi la mente, trascorrendo del tempo in un contesto dove ci fosse spazio per distendere i nervi e toccare con mano un po’ di natura.

Manuela era lì, prima di me, in fila per comprare un po’ di frutta pure lei, e con quel suo bel culone abbondante chiuso nei jeans, attendeva il suo turno mentre io, dietro di lei, fissavo e rimiravo quel popo’ di culone, sognando anche di poterlo sculacciare rumorosamente, e farlo diventare rosso per gli schiaffi tirati.

Lei era lì, ferma in fila, mentre Luca si stava per avvicinare e per chiederle che cosa desiderasse acquistare, essendo ormai venuto il suo turno: e quando lei si rivolse a lui, io sentii quella voce così suadente da farmi sciogliere, che non potei non intervenire chiedendo se rimanesse poi un po’ di roba pure per me.

Che voglia incredibile di trombare

Luca capì subito che quello era uno stratagemma per attaccare bottone e, rivolgendosi verso di me sorridendo, mi disse “uè, sei qui anche oggi a rompere i coglioni, Tony? Quand’è che te ne vai a ‘fanculo?” disse sfottendomi e ridendo, mentre Manuela davanti a me rideva pure lei di gusto, e io di rimando dicevo “eh Luca, ma qui se mi fai fare i chilometri e poi non mi dai nulla, mi sa che devo fare il giro da un’altra parte” e lui scherzando di nuovo “eh, ti pareva che ‘na testa di cazzo come te non mi dicesse una cosa simile?!”

A quel punto pure Manuela si intromise nella nostra chiacchiera, dicendo che semmai avrebbe rinunciato a qualche frutto perché potessi acquistarne pure io, e di fronte alla sua proposta, le dissi che era davvero molto gentile da parte sua, e che ad un’offerta simile non si poteva che ricambiare con un bel fiore: Manuela a quel punto mi parve quasi arrossire, quasi come se si fosse resa conto di aver fatto colpo, e in effetti le dissi “una bella rosa del pallor del tuo viso è l’omaggio che a una siffatta donzella si convien”.

Manuela si mise a ridere, divertita dalle mie parole, ma nello stesso tempo mi accorsi che era davvero gratificata da quelle attenzioni, e quando mi chiese cosa avrei mangiato, le dissi “lo stesso edibil dono che la signoria vostra prelibata nei gusti assaporerà…” e ridendo di nuovo di gusto, mentre io guardando Tony mi immaginavo come sarebbe stato divertente continuare quel dialogo magari un po’ altrove, e lui quasi come mi avesse letto nel pensiero, scherzoso, aggiunse “per i fidanzatini c’è la veranda di là con i tavolini, così se volete farvi una chiacchierata e mangiare all’aperto…”

Ringraziai il mio amico Luca e, avviandomi con Manuela verso la terrazza, con lei davanti a me, Luca mi fermò un istante e mi disse sottovoce “uè, se te la fai non fare tanta scena, non ti mando nessuno di là…” e io gli dissi “sei sempre un amico, sei un fratello, Luca…davvero, il top” e lui “vai, vecchio marpione, prima che vengo a farti compagnia” e mi diede una pacca, che quasi mi rinviò direttamente verso Manuela, che nel frattempo stava quasi salendo i gradini della veranda.

Ci sistemammo ai tavoli riparati dietro la parete della sala di Luca, e da li, riparati un po’ dal sole ancora caldo di questi ultimi giorni, potevamo parlare tranquillamente senza essere disturbati dai rumori della fattoria e dall’andirivieni dei clienti, che non mancavano davvero da Luca: Manuela mi chiedeva di tutto e di più, mi sembrava veramente desiderosa di conoscermi a fondo, quasi come se fosse incuriosita dalla mia insolita personalità, quel mio modo di essere divertente e colto nello stesso tempo.

Tra una chiacchierata e l’altra, Manuela mi chiese se fossi single, e dopo aggiunse “se la risposta è sì, allora, dimmi che vuoi un pompino da una bocca focosa come la mia, dimmelo…” e io le dissi “voglio che mi sbocchini come una troia, sotto il tavolo, e poi che te lo prendi da dietro, mettendoti lì davanti sulla staccionata, perché mi piace vedere il tuo culo, soprattutto mentre ti trombo” al che Manuela rispose “questo sì che è un bel programma per finire alla grande questa giornata, altroché chiacchiere e storielle” e si infilò sotto al tavolo, tirandomi fuori il cazzo dai pantaloni.

Ci metteva tutta la passione e la gioia di un’amante dei pompini, in quel momento in cui succhiava il mio cazzo con dedizione, quasi a volerselo ingoiare tutto quanto, per assaporarselo in ogni suo millimetro: e quei soffoconi intensi sembravano senza fine, esattamente come il suo desiderio di lasciarsi andare al sesso, quando poco dopo averlo spompinato, mi disse che ora era tempo di sfondarla, perché voleva sentirlo dentro di lei, e non soltanto in bocca come un gigantesco leccalecca da assaporare ad ogni giro di lingua.

Si levò i jeans, e quindi, anche la maglietta, e rimasta nuda, mi fece toccare le sue belle tette e il culo, e poi, girandosi a pecora, appoggiandosi alla staccionata, mi disse che era tempo di farla godere “dai, picchiamelo in figa, non perdere tempo…” e io glielo spinsi dentro, tirandomi a lei per le tette, sfondandola con un colpo solo, che la fece trasalire e gemere “ohhhh siiii, finalmente un bel cazzo caldo dentro, che mi sfascia la figa e mi fa godere, siii, spingilo tutto, non fermarti, fammi godere come una troia, voglio che mi riempi tutta.”

Manuela continuava a provocarmi con queste parole e con i suoi gesti, cercando di trascinarmi verso la massima passionalità, desiderosa di sentire il mio cazzo pulsare dentro la sua figa: e la mia cappella fotteva quel suo bel buco caldo e umido al giusto ritmo, penetrandola fino in fondo, senza fermarsi mai e, soprattutto, trasmettendomi delle sensazioni uniche, perché in quel momento scoparmi proprio lei, mi sembrava la cosa più divina di questo mondo, finché mi disse poi per concludere in bellezza “oh, non venirmi dentro, eh?! Voglio che mi riempi la bocca, voglio ingoiare”.

E continuando a scoparla così, le dissi “non ti preoccupare, Manu, te la riempio tutta, e voglio vedere la tua bocca succhiare fino all’esplosione, e non fermarti finché sono finiti gli ultimi schizzi, mi raccomando, perché ho voglia di sborrare abbondante oggi” e quando fu il momento, lei si voltò di corso, lo prese in bocca, e prese a spompinarlo con il giusto ritmo, con quella voglia di gustarselo tutto, e di non perdersi nemmeno una goccia del mio prezioso seme…

Tony non si è fatto pregare per farlo in veranda: e da quanto scrive, c’è davvero da eccitarsi, grazie ad un racconto erotico disinibito nei dettagli.

All’aperto e da dietro è più bello, di Tony di Bologna

Prima edizione: Ottobre 2017, by Atlantia Media.

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