Angelica la figa

Angelica la figa che stava a gambe aperte

Lo scorso mese, una sera, per puro caso mi sono incontrato con Angelica: stava rientrato a casa, dopo aver fatto la spesa al supermercato dietro casa sua, e mi ha invitato a prendere un caffè insieme, perché voleva parlarmi di alcune cose e, soprattutto, perché avrebbe voluto condividere una buona cena insieme. Considerando come pure io non avevo granché da fare, alla sua proposta, non ho potuto che rispondere positivamente seguendola verso casa sua per stare un po’ insieme.

Dopo essere entrati, lei mi ha mostrato le cose che stava facendo in giardino – insieme con suo fratello – per riuscire a rinnovare un po’ l’ambiente, dando un tocco di eleganza in più in quell’oasi di verde: l’aspetto così curato di quell’angolo di città, mi ha subito affascinato e fatto desiderare di restare un po’ a vedere meglio quali fossero le ultime piante e gli ultimi fiori messi in quel meraviglioso giardino, che avrei tanto voluto potesse essere il mio.

Dopo aver concluso il giro, lei mi ha invitato ad entrare, anche perché – in effetti – non è che fosse proprio molto caldo, quella sera, e starcene troppo all’aperto non era certo un’opzione interessante per noi: poco dopo siamo quindi entrati in casa, e sin dai primi passi in quella meravigliosa abitazione, mi sono sentito in un luogo familiare, un posto che conoscevo da sempre e dal quale non me ne sarei mai voluto andare per alcuna ragione al mondo.

Angelica mi guardò di nuovo e, vedendo il mio sguardo così ricco di entusiasmo, felice tutto d’un colpo, mi domandò che cosa avesse contribuito tanto a rendermi più contento: le confidai che, in quella casa, mi sembrava di sentire tutto il piacere di un angolo avvolgente e piacevole di mondo, un posto in cui sentirmi davvero bene, e dove mi sarei lasciato andare anche dal punto di vista intimo, perché non avrei mai potuto resistere al suo fascino.

Dopo aver udito queste parole, lei mi condusse nella sua camera da letto e, senza che potessi dire nulla, mi mise un dito sulla bocca e, quindi, prese a baciarmi e a stringermi a sé, presa in quel momento da una voglia incredibile di lasciarsi andare: e la cosa mi conquistò letteralmente, perché non potei in alcun modo opporre resistenza, e iniziai anch’io a sbaciucchiarla, lasciandomi conquistare da quel suo modo meraviglioso di baciare e di trasmettere passionalità.

La sua lingua era nella mia bocca, mi sentivo ormai completamente conquistato in quel momento, e le accarezzai i capelli mentre rispondevo ai suoi baci appassionati: quindi, lei iniziò a svestirsi lentamente, sfilandosi pian piano i vestiti e, poco dopo, si mostrò per quella che era. Non di certo una tipa completamente magra, ma sicuramente, con un corpo capace di accendere in me un desiderio irresistibile, soprattutto quando vidi la sua bella figa pelosa davanti ai miei occhi.

La presi in braccio e, quindi, la sistemai sul suo letto, con le gambe sporgenti al punto giusto: in quel momento, iniziai a leccarle appassionatamente quella meravigliosa figa, sentendola eccitarsi e scomporsi di fronte al mio modo irresistibile di provocare il suo piacere, e poco dopo, i suoi umori iniziarono a farsi strada e a colare su di me, che ormai non avevo che lingua ed occhi per lei, conquistandola con tutti i miei gesti delicati e il mio modo di possederla delicatamente.

Dopo averla leccata per bene, quindi, le sfregai il mio cazzo sulla faccia e le labbra, cercando di guidarlo nella sua bocca: Angelica non si fece pregare più di quel tanto e, poco dopo, il mio membro infuocato iniziò a sgusciare tra le sue labbra e la lingua, entrando ed uscendo da lei, che era ormai in preda al desiderio di succhiare quel bel cazzo, tutto caldo e duro, che prometteva di farla godere e non poco sul suo bel letto, che era a questo punto pronto per accogliere i miei desideri.

Si sdraiò sul letto a gambe belle aperte, e quindi mi avvicinai a lei, appoggiandomi: lasciai sfilare il mio cazzo dolcemente dentro di lei, sentendo quella bella figa che tratteneva il mio uccello dentro di lei, uscendo ed entrando, in un esercizio piacevole capace di regalarmi delle emozioni veramente infinite. Quel modo di scoparla era per me il migliore, quello più emozionante e rilassante, considerando come mi sentivo una cosa unica con quella bella tipa, figa e alla mano nello stesso tempo.

Angelica mi disse di spingerlo più dentro di lei, e pian piano ansimava sempre più velocemente ed intensamente, perché si poteva ritenere che fosse ormai pronta per venire: a me piaceva incredibilmente vederla così eccitata, quella sua espressione di piacere mi faceva sentire ancor più soddisfatto, con il risultato che continuai a spingerlo dentro, ma senza esagerare, giacché avevo voglia di resistere anch’io ancora per un po’, per godermi quel piacevole momento erotico.

Lei venne pochi istanti dopo e io, trattenendomi ancora per qualche decina di secondi, mi sentii sempre più incapace di resistere, finché mi liberai di tutto il mio piacere, facendolo scorrere come un nettare prezioso dentro di lei: Angelica si eccitò sentendo che ero venuto dentro di lei, e poco dopo, quando lo tirai fuori, si mise due dita nella figa e, quel po’ di sborra che c’era sopra le stesse, se lo leccò con gusto portandosele alla bocca…

La guardai con uno sguardo soddisfatto e felice, di come mi aveva fatto godere e aveva condiviso con me quel momento: quindi andammo in cucina e iniziammo a cucinare insieme, perché quella sarebbe stata la nostra più bella serata insieme.

Marcello si è preso tutto il tempo che gli serviva per farsi una gnocca come Angelica: ed eccoci servito un bel racconto erotico amatoriale pieno di dettagli eccitanti.

Angelica la figa che stava a gambe aperte, di Marcello di Udine.

Prima edizione: gennaio 2016, by Atlantia Media.

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