A casa di Barbara

Ho goduto incredibilmente con Barbara scopando a casa sua

Nella mia compagnia, c’era una bella donna contraddistinta dai suoi capelli lunghi e scuri, nonché dagli occhi verdi brillanti, e da una voce a dir poco suadente: come non ricordarsi, infatti, di una bella capace di provocare come Barbara, che con il suo ancheggiare attirava gli sguardi di tutti noi?

Ogni volta che si preparava per andare da qualche parte, era attentissima ad ogni dettaglio, amando lei vestirsi con grande cura dei particolari e, soprattutto, degli abbinamenti più azzardati e geniali da ogni punto di vista, capaci di calamitare letteralmente gli occhi degli uomini.

Noi ci ritrovavamo sempre nello stesso posto, non molto distante dall’università, dove con un paio di altri amici avevamo una sorta di nostro locale dove conservavamo strumenti musicali, dei divani, un sacco di roba da bere e anche dove vivevamo le nostre serate in compagnia.

Lei arrivava sempre con quella sua Vespa rossa, e la si sentiva avvicinarsi velocemente, sgattaiolando tra le auto, per poi lasciarla proprio di fronte all’ingresso di quella vecchia cantina per il vino, che noi avevamo riconvertito a ritrovo per intellettuali alternativi ed amanti della trasgressione.

Barbara infatti portava sempre con sé una curiosa borsa di pelle beige, al cui interno c’erano i suoi libri preferiti, le sue letture da proporre agli amici durante la lettura accompagnata dal narghilè e da qualche bicchierino di vino, con il quale davamo poi il via alle nostre digressioni sul mondo e su tutto quanto si trovasse attorno a noi.

Quella sera a casa di Barbara

Una volta, con Barbara decidemmo di trascorrere un po’ di tempo insieme, allontanandoci sulla sua Vespa, andando alla scoperta degli angoli più affascinanti e piacevoli della nostra città, lasciandoci ispirare dalla voglia di conoscere cose nuove e forse, perché no, anche noi.

Quel giorno, lei aveva un paio di jeans scuri, e una bella camicetta bianca, molto leggera, che svolazzava allegramente da una parte all’altra, leggiadra quasi come il suo spirito, che la rendeva sempre irresistibile, soprattutto per uno come me, amante di questo tipo di persone.

Avevamo appena finito di parlare delle sue ultime letture, e di quello che aveva intenzione di fare per il week-end, cioè un bel viaggetto fuori porta, e lei mi propose di passare da lei per mangiare un buon piatto di pasta preparato da lei, per condividere un po’ di tempo insieme.

Appena arrivati, lei mi disse di lasciare la giacca subito sulla prima poltrona in sala, senza preoccuparmi troppo, e mi mostrò quindi la sua casa: la rappresentava in pieno, con uno stile eclettico e creativo sotto ogni punto di vista, che mi conquistava veramente appieno.

Io mi lasciavo letteralmente affascinare dalle sue parole, dai suoi racconti, e dalle sue fantasie: e mi piaceva anche stare a guardarla mentre preparava da mangiare, in un modo così amorevole e piacevole, da non poterne ignorare nemmeno il più piccolo gesto in quella cucina.

Mi piaceva anche osservarla mentre si muoveva tra il tavolo e i mobili della cucina, con quel suo fisico slanciato, capace di farmi fantasticare oltre ogni logica: e lei se ne accorse che la fissavo, e a un certo punto, ridendo, mi chiese se già lei mi avesse conquistato.

Sulle prime, tra il mio rossore in volto e il mio imbarazzo, non seppi esattamente come risponderle: e lei mi sorrise, annuendo, sapendo di esser già riuscita a fare colpo su di me, senza che ci fosse bisogno di dire tante altre parole, né tantomeno di concentrarci troppo sulla ragione.

D’istinto, la presi per le mani, che le baciai, e quindi le dissi quanto mi piaceva: Barbara sorrise, mi strinse a lei, e mi baciò con leggerezza la bocca, guardandomi con quel suo sguardo magnetico, ed accarezzandomi leggermente i capelli, sussurrandomi parole indimenticabili.

Che indimenticabile scopata sul tavolo

Con pochi ed abili gesti, lei mi si strinse al petto, e mi fece immergere il volto tra le sue tette, non troppo grandi né tantomeno piccole, ma sufficientemente provocanti da riuscire a farmi perdere la testa, cercando con foga il suo corpo, per farmi ispirare dallo stesso.

Barbara si lasciò fare, e anzi, lei mi voleva ancor più determinato e pieno di fantasia: fu così che mi mise le mani sul petto, quindi le fece scorrere sul mio addome, e cercò velocemente il mio cazzo, accarezzandolo mentre mi baciava dolcemente e mi sussurrava parole piccanti.

Lei si inginocchiò di fronte a me, e con un gesto deciso, mi aprì i pantaloni, si divertì a solleticarmi il cazzo con le sue dita, e quindi, abbassandomi le mutande, me lo leccò in punta, poi, anche fino in fondo, e quindi se lo fece scorrere tutto quanto in bocca risucchiandolo.

Mi sentii subito rapito dal suo gesto provocante, e la accarezzai sulla nuca, mentre lei si divertiva con la bocca giocando con il mio cazzo: e ogni volta che entrava tra le sue labbra, mi sembrava che fosse capace di farmi venire, di continuo, stimolandomi fino a farmi esplodere dal piacere.

Quindi, si rialzò e si lasciò prendere per i fianchi, la tirai a me, e le abbassai i jeans e le mutandine: le infilai subito il mio pollice nella figa, e iniziai a giocare, facendolo rotare sul suo clitoride, sentendola sempre più desiderosa delle mie attenzioni e dei miei desideri più piccanti.

La sollevai quindi di peso, e la adagiai sul tavolo della cucina: lei mi incitò, si sentì rapita da questa iniziativa insolita, e allargando le sue gambe divinamente, si preparò a prendere il mio bel cazzo nella sua fighetta rasata, che era troppo invitante con quelle labbra belle rosate.

Con il mio cazzo, iniziai a giocare, sfregandole la mia cappella infuocata sul clitoride, mentre lei si eccitava ed attendeva il momento magico in cui entrasse: in pochi istanti, si sentì sfregare la sua fighetta umida dal mio cazzo caldo e duro, che la penetrava a ritmo serrato.

Al contatto con quella fighetta eccitante, un brivido di piacere mi percorse la schiena, e le dissi che l’avrei voluta di più, tutta per me: e iniziai a stantuffarle la figa con più decisione, sentendola gemere e desiderare sempre più di sentirmi dentro di lei, riempiendola di piacere.

E continuai quindi a scoparla con decisione, con il tavolo che scricchiolava, e noi sempre più in preda al piacere, finché mi disse che lo voleva da dietro: e così, dopo essersi risistemata sul tavolo, mi diede le spalle facendo sporgere quelle gambe e quel culo da sogno.

Lo misi dentro, e da tanto mi piaceva sentirmelo scopato da quella bella fighetta stretta, non ci misi tanto a venire: prima di sborrarle dentro, lo tirai fuori, e quindi la riempì sul sedere del mio seme, mentre gemeva ad ogni spruzzo del mio piacere su quelle chiappe belle ed intriganti.

Barbara quindi mi guardò soddisfatta, e mi chiese quanto mi fosse piaciuto farlo con lei, a casa sua: ero talmente rilassato dal godimento, che lei vedendo il mio sguardo contraddistinto dalla pace dei sensi, mi sorrise e mi prese per mano, dicendomi che ci saremmo rivisti molte tante altre volte.

Cosa ne pensa Paolo di Pisa:

“Quella sera a casa di Barbara è stata qualche cosa di incredibilmente eccitante: ero arrivato per mangiare della pasta, e son finito a trombarmela allegramente sulla tavola della cucina.”

Gli incontri a casa di tipe come Barbara non possono che tradursi in magnifiche storie di sesso in cui non mancano particolari goduriosi, di quelli che restano a lungo nella mente.

A casa di Barbara la troia desiderosa di godere, di Paolo di Pisa.

Prima edizione: marzo 2015, by Atlantia Media.

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