Le tette di Lo erano sempre là

Quando ho scelto di tornare a studiare, non pensavo che sarebbe stata più un’avventura hot che un’occasione per conoscere qualcosa di nuovo. Quando ho incontrato i miei compagni di corso, ho capito che il focus non era sullo studio: ma sul trovare qualcosa di divertente e piccante da fare.

Con una ventina di altre persone più o meno coetanee, ci siamo ritrovate tra i banchi. Com’è inevitabile che accada, esattamente come al liceo tra adolescenti, anche qui si sono creati dei gruppi. Nel mio, c’erano uno tipo simpatico e pieno di vita, nonché due tipe: una un po’ addormentata e l’altra hot.

Manco a farlo apposta, ogni volta a me toccava stare di banco con l’addormentata. La tipa hot toccava sempre al mio compagno di studi. Mentre ascoltavamo (distrattamente e svogliatamente) le lezioni, il mio occhio cadeva sempre su di lei. La tettona dallo sguardo pieno di malizia.

Maliziosa e vogliosa…ma mai di banco con me

Quando il mercoledì sera ci ritrovavamo a corso, ogni volta c’era Alessandra ad aspettarmi: aveva sempre quell’aria poco sveglia, ma tutto sommato era una compagnia non fastidiosa. Alla mia destra, su un altro banco, c’era sempre lei, Lo: e di tanto in tanto, lanciava occhiate furtive verso di me.

Un paio di volte, intercettai pure il suo sguardo, alzando gli occhi. Ogni volta mi guardava sorridendo con gli occhi, quasi come a volermi dire «Lo sai che sono troia e ti guardo quando voglio…» Alla terza volta che notai il suo sguardo rivolto verso di me, le chiesi sottovoce «Lo… ma che c’è?»

«Niente» rispose lei con un ghigno che pareva quello dello stregatto. Ma quando mi resi conto di aver la tuta grigia, capii dentro di me che cosa volesse dirmi quella tettona. Continuava a guardarmi il pacco e a fantasticare, e forse aveva anche voglia di fare altro, perché lo studio era troppo noioso.

Non mancava molto al momento della pausa e, quella sera, decidetti che avevo proprio voglia di un bel caffè. Appena iniziato il break, vidi Lo che si avvicinava alla macchinetta. «Scusami per prima…È che a forza di ascoltare e studiare, ne ho davvero piene le palle…Tu no?» Mi chiese la ragazza.

«Altroché, Lo…ma figurati, no problem…» Sorseggiammo tutto d’un fiato il caffè, dopodiché ce ne andammo al bagno. Il corridoio che portava ai WC era piuttosto lungo e buio, e sia a destra sia a sinistra c’erano diverse porte. Poi c’era una scala che portava nel seminterrato.

Prima che potessi entrare al bagno, Lo si fermò di fronte alla misteriosa (e buia) scala «Chissà che c’è qui sotto? Mi affascinano i luoghi bui e da esplorare… Che dici se andiamo a vedere?» Io le dissi «Lo, ma non è una buona idea… tra un po’ dobbiamo tornare in aula: va a finire che ci chiudono fuori»

Mi guardò ancora una volta, ridacchiando, e mi disse «Ma dai, chi se ne frega…Andiamo a vedere cosa c’è» Di fronte alla sua insistenza, finii per cedere. «Va bene, scendiamo e diamo un’occhiata…però non mettiamoci troppo» le risposi, convinto che la nostra esplorazione sarebbe finita subito.

Scendemmo i gradini e arrivammo al seminterrato. Al penultimo gradino, Lo perse l’equilibrio e mi finii addosso, facendomi cadere a mia volta. Me la ritrovai addosso, sentendo tutto il peso e la sostanza di quelle splendide tettone su di me. «Scusami…spero non ti sia fatto male qui sotto… e che cazzo!!»

«Non ti preoccupare, Lo…Non mi sono fatto niente. Ma questa scala è proprio una cagata» E lei annuì guardandomi ancora una volta con quell’aria maliziosa. Le chiesi «Di’, Lo: che ti piglia stasera?» E lei, passandosi la lingua tra le labbra, mi riguardò fugacemente e aggiunse «Vorrei farmi perdonare…»

E io «Per cosa?» E lei «Beh, ti sei quasi rotto la schiena per colpa mia». Quindi la sentii accarezzare il mio cazzo, da sopra i pantaloni. «Lo…ma io…» E lei «Non dire nulla…tanto qui sotto non ci vede nessuno: rilassati, e ce la spasseremo insieme. Chi se ne frega dello studio: c’è sempre tempo!»

La sentii farsi strada tra i pantaloni della mia tuta. Le sue mani afferrarono magistralmente il mio cazzo. Lo baciò subito e disse «mmm… guarda che bel cazzo che hai…». «Ti piace?» Domandai. «Mi piace il cazzo, soprattutto il tuo…» E Lo se lo ingoiò senza tanti complimenti, facendomi subito godere.

Mi scappellava e giocava con la sua lingua sotto, stuzzicandomi come una pompinara espertissima. Godevo e gemevo in silenzio. Le tenevo la testa, e la tiravo a me. Ne volevo di più, non mi bastava, volevo sentirla divorarsi il mio bel cazzo duro «Dai, prendilo tutto…» Le dissi sottovoce.

Non si fece pregare per darci di soffocone. Nella sua bocca vogliosa sparì il mio cazzone focoso come una torcia incadescente. Poi la sentii fermarsi un attimo. Se lo tirò fuori dalla bocca. Scostò la maglietta da cui fuoriuscivano due tettone esageratissime. Me lo sfregò tra quelle bocce e prese a spagnolarlo.

«Ohh sì, che bello» Le dissi godendo. Mi guardava godere «Oh, come ti piace, Dio come ti piace…» E continuava stimolarmi, in preda alla voglia di farmi sborrare tra le sue tettone. Poi mi disse «vuoi che te lo succhio di nuovo e mi vieni in bocca o preferisci che ti sego con le tette?»

Le dissi «sbocchinami, ti prego, ti adoro troppo» E lei lo riprese in bocca. Sentii che prese a succhiare sempre più in fretta, andando sempre più a fondo. Il mio cazzo era diventato il suo calippo. E la sentii sfregare con soddisfazione le labbra e la lingua sotto la mia cappella, sapendo che stragodevo.

«vengoo, veengoo, più in fretta, dai, ohhhhhhh…ohhhhh..ooohhhh sìiiiiii» e mi lasciai andare, liberando tutta la sborra che avevo in corpo, che la sbrodolò da tutte le parti. Dagli angoli della bocca, le finì sulla faccia, i capelli, la maglietta. Un po’ ovunque c’erano i segni di quella mia venuta epocale.

«Ti è piaciuto il mio pompino?» «Divino, Lo… come le tue tette…che sono sempre divinamente là!»

Le tette di Lo erano sempre là, di Marco di Novara

Prima edizione: febbraio 2025, by Atlantia Media.

© copyright MMXXV by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.