Mirko ha una sorella che ha studiato con me al liceo, che sin da quel periodo della mia vita mi ha sempre attratto con quel suo sorriso gentile. A differenza di tante altre sorelle di amici, talvolta un po’ scorbutiche e poco amichevole, lei mi ha sempre trasmesso vibrazioni positive.
Quando andavo a trovare Mirko a casa, e la vedevo dipingere nell’angolo del salotto che si affaccia sul mare, rimanevo estasiato dalla sua bravura. Sembrava immersa, col suo sguardo, nei panorami infiniti che si stagliavano all’orizzonte, pronta a carpire ogni sfumatura presente nell’aria.
Il suo modo di guardare alla realtà attorno a sé, tramite quegli occhi espressivi e profondi, lo trasmetteva poi nei quadri, con tutta la passione incendiaria di una giovane. Mi sentivo come rapito, forse anche assorbito, dalla sua bravura nell’osservare e riprodurre la magia dei nostri giorni.
Gloria, di tanto in tanto, si lasciava distrarre dalla mia presenza. Si voltava verso di me, sorridente, mentre io la ammiravo all’opera. Ogni volta, le dicevo quanto mi piaceva il suo lavoro «sei davvero brava, che bello, Gloria!» «Grazie, Andrea…sei troppo gentile…» rispondeva lei con gli occhi bassi.
Una vera strafiga gentile e timida
Mirko aveva notato che c’era una strana intesa, come un legame invisibile, tra sua sorella e me. Qualche volta, lui si divertiva a prenderci in giro. Le sue battutine erano allusive, e talvolta, Gloria si girava divertita a sorridere, cercando il mio sguardo, guardandomi in modo intrigante.
«Eh, Andrea sarebbe il tuo modello ideale…Ti piacerebbe farlo posare per i tuoi ritratti, eh?» Disse Mirko. Gloria rideva, evitava di rispondere, ma sembrava che la proposta non gli dispiacesse proprio. Nonostante il fratello la incalzasse, però, lei si sottraeva accuratamente: non rispondeva…
Mirko allora si divertiva con me. «Ehi, fra’… Dai, dovresti proporti come modello! Mia sorella è un’artista vera: ha bisogno di ispirazione per dare il meglio» E le sue parole mi facevano un po’ arrossire. Poi tornava alla carica «Dai, lo sai che lei non chiede mai… ma sono certo che apprezza!»
Alla fine, cedetti. Decisi di farmi avanti, e proposi a Gloria di ritrarmi. «Che ne dici, Gloria? Mi faresti un bel ritratto con lo sfondo del panorama?» Il suo sguardo era un misto di curiosità e malizia. Abbassò gli occhi, e poi, rispose fulmineamente e semplicemente. «Sì, dai… mettiti qui, che iniziamo!»
Mi guardava e ritraeva con passione
Mi accomodai su una piccola sdraio, con lo sguardo di profilo all’orizzonte. Gloria mi fermò subito. «Resta così, non muoverti assolutamente…» E cominciò a tratteggiare sula carta. Con la coda dell’occhio, osservavo la sua espressione seria, ma al tempo stesso appagata.
Poi mi disse «rialzati pure un attimo, ho fissato i punti…» Mirko, dietro le quinte, osservò l’arte della sorella. «Sei davvero brava…» Quindi aggiunse «scendo un attimo a prendere le sigarette, qualcosa da bere e torno subito…» «Ok» gli dissi io. «Ti aspettiamo…» aggiunse Gloria.
Mirko richiuse la porta dietro di sé. Gloria mi chiese se volessimo riprendere a fare il ritratto. «Sì, va bene…mi rimetto in posa» «Aspetta…ma che ne dici se…» «Dimmi, che cosa?» «Se facciamo un bel ritratto di nudo di te?» Sobbalzai alla sua proposta. «Beh, ma non è un po’…» E lei «non dire nulla!»
Prese in mano la situazione. Si legò i capelli a coda di cavallo e, poi, si sbottonò la camicetta. Si intravvedevano le sue bocce generose e mi eccitai immediatamente. «Gloria, ma sei sicura?» «Sicurissima, abbiamo già perso troppo tempo finora, Andrea…»
Quindi mi ordinò di sdraiarmi. Cominciai a spogliarmi, e lei mi guardava rapita dal momento. Poi mi sdraiai e tornai a fissare l’orizzonte. «Va bene, così è il top…» Disse lei, osservandomi non senza una punta di malizia. Di tanto in tanto, si mordicchia il lato sinistro del labbro…E poi tornava a guardarmi.
Io continuavo a posare, e notavo la sua espressione sempre più desiderosa di trasgressione. Si forzava di continuare a dipingere, ma poi, in realtà la sua attenzione era altrove. Con la coda dell’occhio osservavo la sua mano muoversi sulla tela. Poi, i miei occhi cadevano sullo spacco delle tette.
Aveva due bocce clamorose, che non potevo fare a meno di ammirare in tutto il loro splendore. Gloria si accorse che la guardavo lì. «Ti piacciono, eh? Vorresti solo dipingerle o anche toccarle?» «Ma io non sono bravo a dipingere…» «Non è vero, sei un artista anche tu…Ma non solo su tela, anche altrove…»
Gloria appoggiò la matita e poi si avvicinò a me. «Dai, dimmi che vuoi giocare con le mie bocce…» E me le lasciò toccare…Le accarezzavo, e poi le strinsi un po’. Ero già abbastanza eccitato, col cazzo che mi si stava indurendo, e lei lo sentì. «mmm, che bello questo cazzo… che ne dici se lo fottiamo?»
E io «fottimi tu, Gloria, dai… Hai già la gonna, sei perfetta così!» «Solo una sveltina, però, prima che torni mio fratello!» E dalla sdraio ci sistemammo sul tappeto. Mi venne sopra, e si sistemò comoda sulle ginocchia, a farfalla. La vidi prendere il cazzo in mano, tenerselo con la destra, e guidarlo in lei.
«ohhhh….siiiii» fu il prologo della nostra bella scopata. La sentii bella bagnata e piena di desiderio. «Sìi, che bello…ohhhh, lo adoro…» Esclavama dimenandosi, mentre montava e scendeva su di me, come una cavallerizza esperta. Con le mani, le cingevo quel meraviglioso culo, guidandola.
«Sì, scopami Gloria, scopami…» la incitavo a fare. Nel frattempo, con le mani le afferrai quelle meravigliose tette, suggerendole il ritmo del piacere. Mi montava senza tregua, godeva ed ansimava, esattamente come me. Eravamo ormai prede dell’orgasmo, pronto ad irrompere in noi.
Gloria saltava quasi sul mio cazzo, facendoselo scivolare dentro come una spada infuocata. «Mi trafiggi con questa spada rovente…ohhh…ma come mi piace…dai, trafiggimi!!» Esclamava in preda al massimo piacere, mentre io le stringevo le tette. «mmm, che bocce divine!!»
Mentre dava le ultime spinte, il rumore inequivocabile del citofono ci scosse un po’. «Beh, chi se ne frega, dai, vieni…» Esclamò lei, continuando a cavalcarmi selvaggiamente. Le ultime spinte su di me mi fecero eccitare ulteriormente, e poi mi lasciai andare completamente in lei.
Mirko, nel frattanto, suonò ancora una volta. Riprendemmo fiato velocemente, ricomponendoci, mentre Gloria andò al citofono. «Sì, chi è?» Il fratello le rispose. «Scusa, stavo finendo dei dettagli del bozzetto, ma pensavo avessi le chiavi…» Mirko le disse «sì, certo…e io volo come una cicogna…»
Dalle risate dei due, capii che lui aveva già intuito tutto, o forse già sapeva come sarebbe andata a finire. Strinsi a me Gloria, la baciai, e lei fece altrettanto. Lei era la mia artista dalle bocce scolpite…
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Un’artista dalle bocce scolpite, di Andrea di Napoli
Prima edizione: giugno 2025, by Atlantia Media.
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