Simo la tettona

Simo mi ha fatto pompini spinti da vera tettona ciuccacazzi

In ufficio è arrivata una nuova collega, una tipa molto socievole e alla mano, che è pure una vera figa: si chiama Simo, e ogni volta che arriva al lavoro, ha sempre un look interessante, e si diverte pure a trasmettermi tutta la positività ed allegria con gesti e parole che sembrano essere allo stesso tempo anche un po’ provocante, perché sicuramente lei sa di essere abbastanza figa e, alla fine, anche di aver un po’ affascinato pure me.

Ieri verso l’ora di pranzo, infatti, mentre l’ufficio si stava svuotando con i colleghi che si avviavano per andare a fare una pausa pranzo fuori azienda, lei con una scusa mi ha detto che aveva bisogno di una mano per sistemare una cosa sul PC: e così, mi ha chiesto se potessi sacrificare un attimio della pausa per aiutarla a risolvere un problema che, negli ultimi giorni, le rendeva un po’ fastidioso l’uso del computer, facendola lavorare male.

Nel frattempo, anche Giulia – l’ultima collega rimasta con noi in ufficio – si è avvicinata alla sua scrivania per scambiare due chiacchiere, ed è rimasta lì con noi, per trascorrere insieme qualche momento a parlare: mentre sistemavo il computer di Simo, dentro di me, non sapevo quanto maledire questa nostra collega che, anziché andarsene e lasciarci da soli, si era messa lì in mezzo, limitando le possibilità che potessi farmi avanti con Simo.

Tra computer e cellulari, un bel bocchino di Simo

Così, ho preso a dare un’occhiata alla problematica di Simo e, dopo aver individuato quello che era il problema della sua macchina, ho provato a sistemarlo a più riprese, con soluzioni che continuavano a chiedere il riavvio e, nel frattempo, Simo è andata a prendere due bibite da bere lì in ufficio, almeno per non restare proprio a bocca asciutta mentre rinunciavamo a quei preziosi minuti di pausa, che nel frattempo erano già una decina.

Giulia quindi disse che ero in gamba con il PC, e pure Simo annuì, dicendo che meno male c’ero pure io lì in ufficio, altrimenti, sarebbe passato parecchio tempo prima che Luca, il nostro capo, si fosse degnato di dare un’occhiata a questo problema. A un certo punto, Giulia disse che sarebbe andata un attimo al bagno, perché oggi aveva il ciclo e, inoltre, non si sentiva nemmeno troppo bene quella mattina: rimasi quindi solo con Simo nell’ufficio.

Era talmente felice del fatto che le avessi sistemato il computer, che mi disse che mi ringraziava con tutta l’anima, e che mi avrebbe premiato per l’aiuto: e senza pensarci due volte, si inginocchiò davanti a me, e mi slacciò la cintura e abbassò i pantaloni, quindi si fece strada tra le mutande, scostandole, e iniziò a giocare far scivolare le sue labbra semiaperte sulla mia cappella, facendomi venire una voglia incredibile di sborrare.

Iniziò a divertirsi a succhiare la cappella, a leccarla, facendola scivolare dentro e fuori dalle sue labbra, provocandomi con quel suo modo di succhiare e leccare, prendendola tutta intera in bocca, e giocando poi a levarselo dalle labbra, per iniziare a leccarmelo tutto, o ancora, a giocare a provocarmi, strusciando le labbra e facendole scorrere su e giù, facendo entrare ed uscire il mio bel cazzo desideroso di attenzioni dalla sua bocca focosa.

Da tanto mi eccitava, e sapeva farlo benissimo, mi comparve un bel gocciolino sulla punta della cappella, con Simo che, accorgendosene, iniziò a sorridere a giocare ancor di più con il mio cazzo, succhiandolo e levandolo, facendolo roteare tra le sue labbra, come fossi un bel leccalecca tutto suo, che nessuno avrebbe dovuto osare levarle di bocca, qualunque cosa fosse successa al mondo e, soprattutto, all’interno di quell’ufficio.

Giulia vuole farsi trombare da me

Mentre Simo ormai si era messa a spomparmi il cazzo con vigore, e io mi sentivo sempre più preso dalle sue fantasie, lei iniziò a spingersi più in giù, ingoiando in parte il mio cazzo, finché, con la sua lingua seppe stimolarmi al punto giusto e mi fece spruzzare una bella sborrata tra le sue labbra: nello stesso momento, Giulia ritornò in ufficio dal bagno e, vedendomi sborrare nella bocca della sua amica, iniziò a toccarsi la figa e a contorcersi.

Mentre io godevo e gemevo per il piacere, Simo mi guardava soddisfatta: e la sua amica Giulia, ci disse che prima o poi avremmo dovuto fare un bel terzetto per assaporare al meglio trasgressione e sesso insieme…

Guardando il bel davanzale di questa tipa, non può che venire voglia di accomodarsi: Simo è davvero meravigliosa con la sua bocca e le tette così perfette per stimolare ogni desiderio…

Simo la tettona amante dei pompini spinti, di Patrizio di Milano.

Prima edizione: aprile 2015, by Atlantia Media.

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