Sara una troia

Era troia da trombare senza pietà

Mercoledì pomeriggio sono proprio capitato per caso di fronte alla casa di un mio conoscente e, mentre mi stavo affrettando a raggiungere la macchina, per puro caso ho intravisto Sara in giardino: era lì come una troia che dava un’occhiata ai fiori, in leggings come sempre, apposta per attirare su di sé le attenzioni dei passanti.

L’ho salutata sorridendo e lei, di rimando, mi ha sorriso, chiedendomi come andasse: così, fermandomi di fronte al cancello di casa sua, Sara mi ha invitato ad entrare un attimo, e poi, mi ha pure offerto da bere, chiedendomi che cosa desiderassi gustare. Le dissi che una bella coca fresca sarebbe stata la scelta migliore durante quella giornata di primavera insolitamente calda per la stagione, e così, dopo avermi fatto accomodare, e raccontandomi di lei e delle sue novità, Sara mi ha fatto notare come fossi dimagrito (e forse la cosa la faceva pure eccitare).

Non pensai subito a questo dettaglio e, anzi, soltanto nel parlare con lei mi accorsi che fissava i miei polpacci di tanto in tanto, forse perché li trovava abbastanza eccitanti, e d’altro canto mi osservò con quell’aria da vera troiona in cerca di gustose avventure. Quando le chiesi se andasse ancora in palestra, lei mi rispose che da un po’ di tempo aveva interrotto la cosa, perché non aveva più tempo: le dissi che era incredibilmente in forma e che, davvero, ormai la palestra l’aveva resa ancor più bella di prima.

Sara mi guardò sorridendomi, e mentre beveva il suo bicchiere, mi accorsi che si passò la lingua tra i denti, in maniera quasi provocante, probabilmente perché già cercava di immaginarsi quale sarebbe stato l’argomento seguente, dopo aver parlato del mio dimagrimento e della sua palestra, considerando come eravamo abbastanza insolitamente provocanti nel nostro modo di parlare e di guardarci.

Poi di colpo mi ricordai di quella volta che, nel salutare Sara, per caso ci baciammo: la sensazione fu elettrizzante e, così, facendole presente quell’episodio, lei si sciolse letteralmente: mi disse che il tipo con cui stava non era proprio il massimo a letto, e che un po’ era insoddisfatta, aveva bisogno di un po’ di trasgressione.

Io la guardai, mi si accesero gli occhi, e poi pure io le dissi di rimando “dimmi che mi vuoi scopare, perché io ne ho una voglia matta Sara, e se non lo faccio mi scoppiano davvero i coglioni stasera” lei mi guardò di rimando, dicendomi “ma Davide, sei fuori? Pensi davvero che sia una troia così?”
Quindi spintonandomi e scoppiando in una risata mi disse “dimmi che ce l’hai bello duro, perché davvero ho bisogno di sentirlo nella mia figa per un bel po’, ho bisogno che me la sfondi e mi fai godere, e davvero parecchio” e così mi abbassai i pantaloni e lo tirai fuori, dicendole “guarda com’è già adesso che è moscio, figurati quando è in tiro” e lei mi sorrise, dicendo “nmmmmm, che bella cappella, che bel cazzo, dai dammelo tutto che ne ho davvero bisogno, ho proprio voglia di cazzo”.

Di lì a poco si sarebbe lasciata andare

Mi sembrava davvero su di giri, a un punto di non ritorno, quasi come se sapeva che di lì a poco ci saremmo lasciati andare nel salone di casa sua, scopando con decisione su quel tappeto, così morbido, alto ed accogliente, che sarebbe diventato il testimone discreto della nostra avventura, così esplosiva ed eccitante che, di lì a poco, ci saremmo ricordati davvero a lungo, soprattutto pensando al luogo in cui ci siamo lasciati andare alla passione senza pensare ad altro.

Con il mio cazzo in bocca, Sara iniziò a succhiare la cappella con passione e desiderio, trasmettendomi tutto quel desiderio di assaporare un cazzo che, da fin troppo tempo, lei non riusciva proprio nemmeno a vedere in lontananza: così quando glielo lasciai scivolare tra le labbra, sentii come lo stringeva e lo desiderava, come lo stimolava con la lingua, e poi, come serrava le sue labbra vogliose, in cerca di quel cazzo da fottersi e far sborrare, magari per gustarsi tutta la mia sborra.

Continuò a spompinarmi in quel modo voglioso, inginocchiata di fronte a me, facendosi scivolare il cazzo fino in gola, come un talismano da adorare in ogni suo millimetro, come un vero e proprio idolo da trastullare, senza nemmeno darmi tregua per un istante, perché sapeva che prima o poi sarei esploso in una bella sborrata, magari abbondante: e la vedevi tutta desiderosa di assaporare quella cappella gonfia e dura, che ormai era diventata il miglior simbolo del desiderio di questa troia.

Spompinava con decisione, ingoiandosi la cappella per intera, quasi come se fossi una caramella golosa: le piaceva, e continuava a darsi da fare nel suo spompinare, finché le dissi che avevo voglia della sua figa, e lei mi guardò dicendomi “dai, sfondamela un po’, ma voglio che mi sborri assolutamente in bocca” e io a quel punto le infilai il cazzo tra quelle meravigliose gambe, fino a raggiungere quella figa calda e vogliosa, che non appena penetrai iniziò a bagnarsi, come non mai, mentre Sara si eccitava e voleva che lo spingessi sempre più dentro, desiderosa come non mai di godere.

Ansimava e gemeva rumorosamente, era già stranamente fin troppo eccitata per esser stata trombata così poco, e in effetti, di lì a poco squirtò, sorprendendomi: la guardai e le dissi “eri già piena di di voglia, eh?! Ma un po’ in culo non lo vorresti?” e Sara disse “spingilo piano piano dentro e vediamo che cosa succede”.

Lo lasciai scivolare in quel meraviglioso buco del culo, e mi sentii stretto in un posticino caldo e magnifico, eccitatissimo, mentre spingevo pian piano il mio cazzo dentro di lei, certo che di lì a poco sarei venuto, se avessi continuato a trombarla in culo.

Lo tirai fuori, e le dissi “spompinamelo tutto, dai, senza pietà, così ti riempio la bocca di sborra” e lei si lasciò andare, prendendolo tra le labbra e serrando alla base le sue dita, tenendolo duro e dritto, fottendomelo in punta come una troia. Era troppo eccitante il suo modo di farlo e, in effetti, pochi secondi dopo mi lasciai andare, sborrandole in bocca, godendo tantissimo e guardandola, eccitata e soddisfatta, ingoiare la mia sborra. Aveva una faccia a dir poco soddisfatta quella troia di Sara, ma del resto, avendomi svuotato i coglioni aveva già dimostrato di saperci fare per davvero…

Sara una troia da trombare senza pietà, di Davide di Como

Prima edizione: Marzo 2017, by Atlantia Media.

© copyright MMXVII by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.