Sara la superfiga

Ho soddisfatto una superfiga con il mio cazzo: Sara

La scorsa settimana, mentre stavo facendo la spesa, mi sono incontrato al centro commerciale con una gnocca incredibile, la sorella di un mio amico, che non vedevo da un po’ di tempo. Dovevo comprare due cose, fare in fretta e tornarmene a casa al più presto, ma poi sono rimasto più del dovuto, anche perché un piacevole imprevisto ha interrotto la mia routine quotidiana, qualcosa di unico da sperimentare almeno una volta.

Mi aggiravo per il supermercato con le borse della spesa, finché ad un certo punto, di fronte a me si è materializzata all’improvviso Sara. Mi guardava con quella sua aria simpatica e desiderosa di qualcosa, che da tempo attendeva ma che non giungeva mai. Io, in realtà, fantasticavo continuamente di lei, e mi immaginavo quanto potesse essere bello vederla piena di energia e di voglia di trasgressione, desiderosa di farmi assaporare un po’ di sesso.

In effetti, già diverse volte ho avuto il piacere di scoparmela per bene, di assaporare quanto è troia e si lascia andare a letto. Soprattutto, quando è da un po’ di tempo che non fa qualcosa di suoi interesse: allora, in quei momenti, riesce davvero a dare il massimo. E a me piace sempre approfittarne, per davvero, perché il tempo passa e la soddisfazione del mio cazzo deve venire prima di tantissimi discorsi di morale e tante altre cazzate simili.

Sara, poi, non è che la pensi poi molto diversamente da me: vogliosa di trasgressione, si lascia andare alle mie provocazioni e, poi, scarica la sua voglia su di me. Mi scopa divinamente, mi tortura con i suoi giochi di piacere, e io mi lascio andare innondandola del mio seme, sempre caldo ed abbondante, tale da farle perdere la testa in ogni occasione, conquistandone al meglio la natura da vera troia vogliosa.

Stavolta, quindi, l’occasione per godere ed assaporare i piaceri dell’eros è venuta da un incontro al centro commerciale. Il momento buono, infatti, si è manifestato quando siamo passati di fronte al cesso, e guardandoci negli occhi, si è accesa una scintilla. Dovevamo farlo, non potevamo fermarci: e, infatti, soltanto l’orgasmo ci avrebbe fermati, quell’esplosione di godimento che soltanto l’erotismo riesce a regalare in ogni situazione.

Dopo averla presa per mano, e dopo esser passati per quella porta, ci siamo guardati negli occhi di nuovo. E lei, senza nemmeno troppi giri di parole, mi ha detto “lo so che vuoi scoparmi, adesso ci facciamo una bella goduta insieme” e, vedendomi soddisfatto, mi ha dato pure una pacca sul culo. L’ho guardata e le ho detto “mi piaci perché sei determinata, vuoi godere, e non ti piace perdere tempo quando si tratta del piacere.”

Sara mi guardò di rimando, e poi, mi diede un bacio: era davvero eccitata, non poteva nasconderlo in alcun modo, mentre si mostrava a me. Il suo sguardo, i suoi movimenti, le sue parole e quel suo fisico mi attizzavano incredibilmente, sapevo che non avrei mai (e poi mai) potuto resistere a quella tentazione, non aver voglia di sborrare e di svuotare la mia abbondante quantità di sborra che tenevo in serbo per lei nei coglioni.

Entrammo in quel bagno, e poco dopo, tirai fuoi il mio cazzo mettendoglielo in bocca: sentire le sue labbra e la sua lingua sul mio cazzo, mi fece percorrere da un lungo ed intenso brivido. Mi sentii davvero preso in quella trappola piacevole, mentre lei serrava la sua bocca sul mio membro, e se lo inghiottiva tutto, come fosse uno di quei gustosi calippo che lei era solita concedersi durante l’estate, guardandomi con aria provocante.

Le lasciai fare tutto ciò che voleva al mio cazzo, di tanto in tanto spingendole la testa, perché mi piaceva troppo l’attenzione che rivolgeva al mio membro voglioso. Ciucciava il suo idolo, quel bel cazzo duro e caldo, e lo voleva sempre di più: non poteva rinunciare all’idea di farsi trombare dal mio uccello, che già conosceva bene, ma che ogni volta sembrava scoprire per la prima volta, con quella voglia di trasgressione davvero inguaribile.

Mi spompinò per un po’ di tempo, dopodiché, le abbassai i jeans e cercai la sua figa, bella rasata come al solito, e desiderosa di essere leccata. Affondai la mia lingua dentro di lei, e mi lasciai andare, leccando e succhiando quella sua meravigliosa figa, che mi piaceva incredibilmente e mi tentava. Dopo averla assaggiata per bene, con lingua, labbra, naso e dita, la sentii ben bagnata e pronta ad accogliere il mio cazzo voglioso di godere.

Le diedi il cazzo da succhiare ancora un po’, e infatti, dopo qualche ciucciata ero pronto a metterglielo dentro. Allargò le gambe quanto bastava per mostrarmi quella figa perfetta, e poco dopo, il mio bel cazzo fu dentro di lei, spingendo decisamente in quella figa, calda e bagnata, che sembrava la porta del paradiso. Ad ogni spinta, vedevo Sara mordicchiarsi le labbra e gemere, lasciandosi andare al piacere erotico senza alcun freno.

Spingevo il mio cazzo, e mi piaceva sentirlo stretto in quella figa rasata, mentre le stringevo le tette e le davo l’indice da ciucciare, come fosse un manifesto al piacere senza alcun tipo di inibizione. Vederla su di giri, ciucciarmi il dito e gemere, era una vista a dir poco eccitante: e la sua figa calda, e sempre più sbrodolosa, mi eccitava e mi spingeva a voler goder ancor di più delle sue fantasie, di quelle che erano le sue voglie.

Stringeva perfettamente la sua figa, mentre il mio cazzo si faceva strada dentro di lei, e sapevo che spinta dopo spinta, la mia resistenza si faceva sempre meno tale. Il piacere mi stava letteralmente consumando, soprattutto perché mi sentivo divorare la cappella da quella figa divinamente calda, così capace di trattenere dentro di lei il mio desiderio, quella voglia di venire e di sbrodolarla per bene con uno schizzo ben copioso.

Qualche istante dopo, infatti, mi lasciai andare sborrandole dentro la figa, mentre Sara ormai gemeva conquistata dalla mia copiosa sversata di vita. La vidi passarsi l’indice nella figa e, dopo aver assaporato un po’ della mia sborra, mi guardò con quel suo viso da gnocca trasgressiva…

Ancora una volta, Sara è protagonista di una trombata unica: e il suo trombamico, in questo caso, ne ha approfittato per bene della sua gnoccaggine e della sua esitazione per farsi una trombata più che memorabile.

Ho sfasciato per bene quella superfiga senza pari di Sara, di Davide di Como

Prima edizione: agosto 2018, by Atlantia Media.

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