Sara la stronza

Ho gustato la figa di quella gnocca stronza e irresistibile di Sara

Sara mi ha subito affascinato sin dal primo incontro, con quella sua espressione in bilico tra l’innocente e il voglioso, quegli occhi che a seconda di come li guardavo, sembravano suggerirmi in un momento che aveva una voglia incredibile di cazzi e, l’attimo dopo, che voleva rinunciare alla passionalità per vivere invece di sogni e di fantasie delicati, quasi sospese in una dimensione onirica, dove tutto sfumava in colori e sensazioni leggerissime.

Proprio questo mi aveva affascinato di lei, e continuava a rapire la mia attenzione, spingendomi a desiderare di avere con lei una storia che andasse al di là del classico rapporto tra trombamici, che non si fanno mancare per nulla il godimento e il piacere del sesso, ma che poi, quando si tratta di andare un po’ più al sodo, non riescono invece a concretizzare qualche cosa di più serio e di soddisfacente, che potesse essere positivo per entrambi.

Eppure, con Sara non si riusciva a capire esattamente quali potessero essere le reali probabilità che nascesse qualcosa di stabile per entrambi, perché era sempre così incerta e imprevedibile, quasi come se non volesse impegnarsi troppo in qualche cosa che poi finisse per non dare spazio alla sua voglia di improvvisare sempre, e di vivere alla giornata la sua esistenza, alla ricerca sempre di nuovi stimoli in ogni persona incontrata.

I nostri incontri di sesso, però, quelli erano davvero fin troppo soddisfacenti e piacevoli, perché lei aveva quasi sempre un certo livello di stress da sfogare, che non appena arrivava l’occasione di rilasciare, sublimava in trombate indimenticabili, dove si dava da fare con posizioni impossibili, facendo il ponte per scoparmi il cazzo con quel suo culetto bello, che tanto mi piaceva sentire su di me, e pronto ad accogliere la mia cappella infuocata.

Una tipa che ci sapeva fare con due cazzi

Abbiamo continuato a frequentarci così, con scopate serali o pomeridiane, finché a un certo punto, mi son accorto che qualcosa non doveva essere come sembrava: in effetti, Sara frequentava anche un altro tipo, e la cosa, per quanto non dovesse forse interessarmi del tutto in qualità di trombamico, devo ammetterlo, sulle prime mi diede comunque del fastidio, perché non ero contento del fatto di condividere la sua arte del sesso con un altro.

Poi, una sera, me lo disse apertamente che si frequentava con un altro tipo, e che la cosa la affascinava davvero parecchio, perché poteva assaporare due modi differenti di concepire il sesso e il godimento, a cavallo tra due uomini che non si facevano mancare nulla quando si trattava di trombare: e così, mi proposse di avere una bella avventura a tre, coinvolgendo anche il suo altro partner, Umberto, che era eccitato all’idea di farlo in tre.

L’idea, dopo un paio di ripensamenti, mi piacque e le dissi che avremmo potuto incontrarci a casa sua: mi presentai un giovedì sera, il suo altro uomo era lì con lei, e decidetti di unirmi per gustare un bel ménage à trois, senza perdere tempo, perché l’idea di trombarmela e vederla godere in due modi differenti, mi eccitava davvero parecchio, perché non me la immaginavo a spompinare dalla parte e prenderlo di dietro o davanti dall’altra.

Dopo le presentazioni, ci lanciammo subito nella nostra avventura, che iniziò con lei che teneva nelle mani i nostri due cazzi, e li segava delicatamente, per poi succhiarli a turno, facendoci eccitare, mentre io le sgrillettavo già il clitoride, e le infilavo il pollice in culo, perché avevo voglia di sentirla diventare più porca: si lasciò andare, ansimando, e succhiando più intensamente i nostri cazzi, e subito dopo, proposi un’idea per trombare insieme.

Si mise a pecorina, quindi, le allargai la figa e glielo misi dentro, mentre Umberto se lo lasciò succhiare per un po’: a forza di scoparla, lei iniziava a mugolare rumorosamente con il cazzo in bocca, e sembrò sempre più vogliosa, perché mentre veniva, spompinava a un ritmo forsennato il cazzo di Umberto, mentre io continuavo a trombarla, perché desideravo venirle dentro, quasi come se dovessi segnare il territorio nella sua intimità.

Qualche istante dopo, da tanto mi era piaciuta la trombata, mi son lasciato andare e l’ho riempita tutta con il mio seme, rilassandomi e preparandomi a qualche altra fantasia. Umberto prese quindi il mio posto, e infilandole dentro il suo cazzo, la fece godere di nuovo: Sara guardava entrambi con soddisfazione, e non vedeva l’ora che iniziassimo a fare dell’altro, al che io le diedi il mio membro da succhiare per farla rilassare.

Quindi, Umberto si mise sdraiato, Sara sopra di lui infilandosi il cazzo in figa, e io, dietro di lei, mi feci strada nel suo culo, facendo scivolare il mio cazzone già in tiro dentro, e riprendendo a trapanarla a dovere: lei perse la testa, mentre veniva stimolata da entrambi i suoi buchetti, e continuò a mugolare ed ansimare come una vera troia, desiderando di essere scopata così per un bel pezzo, perché si sentiva davvero viva.

Umberto venne dentro di lei, ululando dal piacere, facendo colar fuori dalla sua figa la sborra, mentre io, poco dopo, innondai anche il suo culo di quel poco di sbroda che mi era rimasta nei coglioni: Sara si fermò, ansimante, e ci guardò, dopodiché scoppiò a ridere, dicendo che era troppo indimenticabile la scena, una troia come lei, alle prese con due cazzi surriscaldati che la trapanavano senza sosta…

Troia e vogliosa, irrefrenabile nei suoi gesti e nelle fantasie, una tipa come Sara è quella che tanti sognano: Gianni ci ha inviato il suo racconto erotico trasmettendo le emozioni che ha provato con lei!

Sara la stronza che teneva il piede in due scarpe, di Gianni di Urbino.

Prima edizione: luglio 2015, by Atlantia Media.

© copyright MMXV by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.