Lauretta una figona

Lauretta mi ha fottuto bene il cazzo con la sua figona

Quando mi sono spostato per gli studi qui in città, ho dovuto cercare per un po’ di tempo un appartamento ideale in cui andare ad abitare: poi, grazie ad un amico, ho trovato una sistemazione in un tre locali insieme con una tipetta simpatica e un’altra ragazza piuttosto taciturna, e insieme, siamo riusciti finalmente a creare un ambiente piacevole dove condividere il nostro tempo insieme senza casini troppo grandi da gestire.

Considerando anche quanto avessi bisogno di tranquillità per dare il meglio negli studi, e comunque anche come le altre due coinquiline fossero abbastanza impegnate pure loro, in casa c’era un’atmosfera rilassante ideale per non stressarsi ed ottenere il meglio, finché un pomeriggio, ritrovandomi da solo a casa con la fighetta, o meglio la figona, ho capito che era ora di farsi avanti e di divertirsi un po’ dopo tanto studio.

Lauretta era appena tornata da un corso ed era abbastanza scoglionata, perché il corso non le piaceva e, soprattutto, era un po’ stressata per un esame che doveva dare da lì a poco: così, dopo avermi salutato velocemente, ed aver sbattuto per terra le sue cose in camera, si è avviata verso la cucina, dove avrebbe voluto preparare qualche cosa da gustare per ripigliarsi un po’ dallo scazzo di quella lezione interminabile e noiosa.

A un certo punto, nel sederci a tavola, mi son accorto che sotto i suoi leggings marroni aveva messo un bel perizoma stretto, che le faceva risaltare ancor di più quelle meravigliose chiappe tonde che si ritrovava: e mentre si muoveva tra la cucina e il tavolo, mi sono ubriacato di quel belvedere, finché a un certo punto, voltandosi, mi ha chiesto se non ne avessi avuto ancora abbastanza di fissarle in quel modo il culo.

Lauretta mi ha trombato divinamente

La domanda mi colse alla sprovvista, e in effetti, nel momento in cui cercai di abbozzare una risposta, quasi balbettando, ammisi che ero rimasto ad osservare quel culo troppo bello per essere vero: lei mi guardò con un’aria che difficilmente poteva nascondere la soddisfazione per le mie parole, e quindi, dopo avermi detto che scherzava, e non aveva intenzione di mortificarmi, mi sorrise dandomi un colpo sulla spalla per scherzare.

E nel fare ciò, mi fece intravvedere per bene le sue belle tette attraverso una camicia sbottonata al punto giusto, facendomi eccitare ancor di più: mi disse che si era accorta delle mie attenzioni, e che ora finalmente, si sarebbe lasciata andare con me, proprio in questa giornata in cui era fin troppo scazzata per studiare o per fare qualunque altra cosa che non fosse del sano e libero sesso con qualcuno che avesse il cazzo bello in tiro.

Il sugo era ormai pronto ma la pasta non era stata ancora messa sul fuoco, quindi, Lauretta mi propose di fare una bella sveltina senza troppi complimenti: me lo tirò fuori, lo scappellò, gli diede al volo una leccata e succhiata, dopodiché le abbassai io i leggings e il perizoma, mettendole le dite nella figa, sfregandole sempre più velocemente per farla godere, e di tanto in tanto, leccandole il clitoride con una vera e propria foga.

Mentre la masturbavo così velocemente, Lauretta era già tutta su di giri, eccitatissima, e si bagnava incredibilmente: ansimava, gemeva, mi stringeva affondando le unghie nella mia carne finché, dopo un paio di minuti di masturbazione intensissima, era già venuta e non si conteneva più dal tanto piacere, guardandomi con un’aria più che soddisfatta, direi quasi di chi aveva dato tutta l’energia che aveva in corpo e volesse solo dormire.

A quel punto mi sedetti, lo presi in mano e, tenendolo bello duro e dritto, le dissi di sedersi sopra di me: con quel bel culo voglioso, si appoggiò e quindi fece scorrere il mio cazzo dentro di lei come un manganello incandescente, eccitandosi ancor di più mentre sentiva tutta questa vitalità dentro la sua fighetta, stringendosi le grandi labbra con le dita, quasi come se volesse aggraffarmele attorno al cazzo per farmi godere ancor di più.

Ero già talmente eccitato dalla cosa, che la lasciai muoversi lentamente: poi prese il sopravvento la voglia di farmi sborrare in fretta, quindi iniziò a saltarmi velocemente su e giù sul cazzo, provocandomi con quel bel culetto, schiantandolo come una troia su di me, per farmi eccitare. Ero talmente preso da lei, che dopo due minuti nemmeno sborrai godendo come mai mi era successo prima di ora, venendo come un quattordicenne illibato.

Si sfilò il cazzo dalla figa, si sollevò, e mostrandomi le sua grandi labbra da cui gocciolava la sborra, mi disse che era stata una scopata breve ma intensissima: e che questa era soltanto la prima di tante altre trombate memorabili da coinquilini vogliosi di sesso…

A Lauretta piace prenderlo sempre dentro: e quando Claudio se l’è trovata a disposizione, non si è tirato indietro, anzi spingendolo avanti e castigando questa troietta protagonista del suo racconto erotico focoso!

Lauretta una figona che trombava senza sosta il mio cazzo, di Claudio di Pavia.

Prima edizione: novembre 2015, by Atlantia Media.

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