Il culo da sogno

Vedevo il culo di Pamela mentre mi facevo quella scopata da sogno

Parlando con alcuni amici delle persone che abitano nel mio palazzo, un giorno, per caso ci siamo ritrovati a discutere di una donna piuttosto figa, di cui non sapevo il nome, ma che comunque mi aveva colpito per il suo fascino, considerando il suo fisico ben curato: all’apparenza avrei detto che potesse avere una quarantina di anni – la sua età mi è stata poi confermata – ma mi piaceva per come sembrava restare aggrappata alla giovinezza.

Quella strepitosa cougar si chiama Pamela, ed è qualche cosa di superlativo soprattutto a livello di cosce e di culo, il punto esatto in cui il mio occhio si è soffermato sin dalle prime volte che l’ho vista di fronte a me: mi pareva di avere davanti agli occhi una fighetta liceale, eppure, questa donna nella sua seconda giovinezza, mi ha subito affascinato e conquistato per come riusciva a dimostrarmi tutta la sua simpatia e vivacità.

Così un giorno, mentre stavamo prendendo la posta entrambi, mi son fermato a salutare qualche istante e, parlandole, ho scoperto che viveva da sola e, in genere, per pranzo non aveva mai voglia di preparare nulla, considerando che non condivideva il piacere della tavola con qualcuno: senza pensarci, le ho quindi detto che le avrei fatto compagnia, sempre che l’idea le piacesse e avesse poi del resto anche voglia di preparare pure me.

Alla mia proposta, le si illuminarono di colpo gli occhi: quasi come se avesse già fatto qualche fantasia erotica di quelle spinte, e così da un momento all’altro, non volesse più fare a meno di fantasticare di un possibile incontro con me, magari proprio quel giorno nuvoloso, dove probabilmente ci voleva un po’ di colore per rallegrarsi, dimenticandosi di tutto e di tutti, lasciando spazio soltanto alla voglia di godere (e bene).

Dopo averla guardata bene la volevo per me

Mentre stavamo risalendo in ascensore, i miei occhi non potevano staccarsi dal suo culo, e soprattutto, non potevano fare a meno di fantasticare di lei: mi rispose di andare da lei, che avremmo gustato insieme qualche buon piatto. Io le dissi di sì, che non vedevo l’ora di condividere finalmente un po’ di tempo con qualcuno che aveva davvero voglia di stare in compagnia, e quindi, mi feci avanti e le dissi che il mio cazzo era assolutamente pronto per lei.

Pamela sulle prime sembrò fingere di non capire ciò che le dissi, poi, chiedendomi di ripetere le parole, le dissi nuovamente che il mio bel cazzo era già duro e caldo e non vedeva l’ora di essere fottuto da lei: mi sorrise eccitata, si passò un dito sulla figa, e mi disse che allora avrei dovuto leccarla per bene prima di trombarla, perché soltanto se avessi saputo farla venire solo con la lingua, mi avrebbe concesso il privilegio di scoparla in figa.

La spogliai su quello stesso tappeto, e dopo averle divaricato le gambe, iniziai a concentrarmi sulla sua figa, facendo ondeggiare la mia lingua dentro di lei, e sentendola pian piano eccitarsi, con il respiro che da rilassato iniziò a farsi un po’ più ritmato: mentre leccavo a dovere quella meravigliosa fessura per il paradiso, le mie mani viaggiavano sulle sue belle tette, tormentandole con tanti gesti delicati e provocatori al tempo stesso.

La sentii poi farsi sempre più eccitata, per come le sue gambe erano sempre più tese, e nel frattempo il suo piacere cresceva: il suo gemere era sempre più percettibile, con me che mi impegnavo ad essere sempre più veloce nel leccare, e Pamela che si bagnava, per poi finalmente afferarmi la testa con quelle sue mani piccole e delicate, prima che finalmente si lasciò andare nel gemito conclusiva, venendo ad alta voce lì per terra.

Subito dopo, mentre continuavo a tormentarla con la mia lingua, lei mi disse che ora aveva voglia del mio cazzo, e che lo voleva tutto dentro: glielo misi in mano e le proposi di scegliere la posizione. Da vera troiona qual era, mi propose una bella smorzacandela al contrario, cosa che mi eccitava non poco, considerando che avrei visto la sua splendida figa scoparmi il cazzo, nonché quel bel culo da stringere tra le mie mani, tutto mio.

Pamela si muoveva con la determinazione e la troiaggine di una cougar che sapeva esattamente cosa voleva dire gustarsi il cazzo: ad ogni discesa sul mio cazzo, alternava una lunga risalita, quindi un’attesa, e di nuovo una bella discesa a picco, quasi come se l’idea di farsi trapanare così di botto la stimolasse ancora di più, la rendesse ancor più troia di quanto già non fosse di suo normalmente, sculettando mentre mi scopava.

Le dissi di continuare così, perché sarebbe stata una scopata paradisiaca, e lei non si fece pregare due volte, dandoci dentro con tutta la sua determinazione e la sua passione: quindi le allargai le labbra con le dita, e osservai lo spettacolo di quella meravigliosa trombata, abbandonandomi ai suoi movimenti appassionati, venendo finalmente come un annaffiatoio dentro di lei, mentre ansimando la pregavo di continuare a scoparmi.

Quando ormai i miei coglioni erano vuoti, le si sollevò, si voltò verso di me, e mi montò sopra di nuovo: aveva voglia di andare avanti, stavolta cavalcando nella maniera abituale, e lo fece…

Che spettacolo la storia di sesso di Marco con Pamela, un vero e proprio concentrato di emozioni esplosive: e il suo racconto erotico della trombata è davvero superlativo.

Il culo da sogno di quella gnocca di Pamela, di Marco di Alghero.

Prima edizione: novembre 2015, by Atlantia Media.

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