L’ho fatto con la mamma del mio amico

Il racconto erotico di oggi non è un’invenzione della mia testa, bensì è realmente accaduto: sì, l’ho fatto con la mamma del mio amico e posso dirvi che questa milfona mi è davvero piaciuta nella sua splendida cavalcata. Andiamo per ordine…vi racconto che cosa è accaduto l’anno scorso, quando ancora si poteva girare tranquillamente senza aver paura del virus.

Giuseppe è il mio migliore amico da ben 5 anni, ci frequentiamo spesso e la sera, dopo la lunga giornata di lavoro, ci ritroviamo al bar per bere una birretta. Purtroppo, non riusciamo più a vederci come ai tempi delle superiori, ma siamo comunque rimasti in ottimi rapporti tra di noi e pure con le nostre famiglie. Maddalena e Claudia sono, rispettivamente, la mamma e la sorella di Giuseppe: entrambe mi hanno sempre trattato come un componente della loro famiglia, tant’é vero che spesso sono rimasto a dormire pure da loro quando dovevamo andare a scuola. Oramai, però, sono trascorsi molti anni da quei momenti e non mi fermo quasi mai a dormire da loro; capita però di restare per una cena che mi offre la mamma di Giuseppe, la sua ottima pizza fatta in casa è sempre gustosa, per non parlare della pastiera napoletana che mi prepara qualche volta.

Un giorno, però, Giuseppe mi chiese di dargli una mano con il rinnovo della cucina: mi disse che lui purtroppo non poteva assentarsi da lavoro perché il suo datore di lavoro gli aveva detto che si era già assentato troppo. Non avendo un padre, Giuseppe aiuta spesso la mamma in diverse commissioni e quindi si assenta con motivi validi dal lavoro. Ad ogni modo, quella volta mi chiese se potevo aiutare la mamma di mattina a spostare i mobili fuori dalla casa, visto che poi sarebbero passati gli operatori ecologici a ritirare i vecchi mobili. Nel pomeriggio, poi, sarebbero arrivati quelli di Mondo Convenienza a consegnare la nuova cucina! Così, gli offrii il mio aiuto volentieri e gli dissi che quella mattina ero libero da lavoro, visto che avevo il turno di notte.

Il giorno del lavoro, così, mi presentai a casa di Maddalena per aiutarla a spostare tutto: aveva già preparato tutto e cercato di spostare qualcosa, ma senza tanti risultati visto che pesavano. Così, dopo aver spostato vari scaffali, mobili, ante, tavoli, sedie ecc riuscii a svuotare tutta la stanza; Maddalena per sdebitarsi mi aveva preparato una gustosa torta cioccolato e pere e mi aveva offerto un buon caffé: così mi fermai a sorseggiare il caffé in suo compagnia, scambiando due parole. Guardandola faccia a faccia, mentre bevevamo il caffé, notai i suoi meravigliosi occhi azzurri, quella pelle leggermente segnata ma comunque ancora abbastanza soda, quel suo seno prosperoso, ma per nulla esagerato e quel vestitino nero fin sotto il ginocchio che le cingeva in maniera stretta le gambe. Immaginavo come potesse essere bello il suo culo, quello della milfona che avevo davanti e che, in un certo senso, sognavo di poter mozzicare e sculacciare.

Maddalena non ci mise molto a capire che nella testa mi girava qualcosa di hot e così, senza farsi troppi problemi mi disse:

-Vuoi venire nella mia camera?

-Perché no Maddalena!

-Rimarrà tra me e te questo

-Va bene!

Siamo saliti al piano di sopra, si è seduta sul letto ed ha alzato il suo abito nero, lasciando intravedere le sue mutandine di pizzo bianco e la carne rosa della sua figa. Senza perdere tanto tempo, ho iniziato a sbottonare i pantaloni e poi mi sono inchinato verso di lei, scostando le mutande; ho così iniziato a leccare quella figa vecchia, ma bella e vogliosa. Percepivo ogni suo singolo respiro e sentivo che si faceva sempre di più calda ad ogni mia leccata.

Così, da li a poco si è piazzata a pecorina ed ho iniziato a scoparla, come se fosse una ventenne: ad ogni spinta il suo seno ballava e sentivo il mio cazzo che sprofondava nella sua figa e lo attirava a sé. Non avevo mai provato una sensazione così intensa: sembrava di essere in una conca stretta dove sei risucchiato tutto insieme in un attimo: il mio cazzo era così stretto tra le sue labbra che, ad ogni spinta, si ingrossava sempre di più. Potevo sentire la punta della cappella aderire perfettamente verso le pareti della sua figa. Una sensazione assurda, ma intensa, che sentivo mi stava facendo andare su di giri.

Il mio cazzo era infuocato dentro di lei, iniziamo a sentire pulsare sempre di più la punta del cazzo, tanto che dopo alcuni minuti le sono esploso dentro, sborrandole tutto il mio nettare nella figa. Non appena ho tolto il mio cazzo dalla sua figa, la mia sborra ha iniziato a colore tra le sue labbra. Lei, ancora ansimante sul letto, con una mano ha prelevato il mio nettare e l’ha portato alla bocca, dicendo che era buono.

Così ci rivestimmo e la salutai, portando via la torta che mi aveva preparato con tanto amore!

L’ho fatto con la mamma del mio amico, Massimo di Roma.

Prima edizione: gennaio 2021, by Atlantia Media.

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