Ho invitato Sara

Ho invitato Sara per un caffè

Durante la fine del mese di maggio, stavo programmando in compagnia di altri amici una sorpresa a Carlo, ma per farla nel migliore dei modi, avevo bisogno dell’aiuto di sua sorella, Sara, che in quel periodo aveva un po’ di tempo libero da dedicarmi: l’ho chiamata quindi un martedì verso le 18, con in mente l’idea di soffermarmi a parlare con lei di quelli che potevano essere i piani della festa, e semmai, di bere pure un caffè insieme, durante quell’incontro alle spalle di Carlo.

Non appena l’ho vista arrivare con la sua andatura allegra, un po’ mi sono rallegrato pure io: era da tempo che non ci incontravamo, e farlo in quelle circostanze, era davvero un’esperienza piacevole, soprattutto, pensando a come ci saremmo potuti divertire alle spalle del mio amico (e di suo fratello) immaginando i peggiori scherzi da ordirgli per rendere davvero indimenticabile questo compleanno contraddistinto da qualcosa di unico, da ricordare nel tempo con il sorriso.

Dopo aver fatto entrare Sara in casa, e averla squadrata per bene al culo e alle cosce mentre era voltata per sistemare la giacca, ne ho approfittato per guidarla nella sala, e farla accomodare alla poltrona: le ho chiesto poi se volesse un caffè o un tè, e con un certo stupore da parte mia (considerando come in casa sua tutti fossero amanti del caffè) mi ha detto di voler invece gustare un buon tè, al che le ho risposto dicendole che le avrei fatto compagnia pure io gustandomelo con piacere.

Siamo finiti a festeggiare sulla cucina

Mentre mi aggiravo nell’angolo cottura, con lei che dalla poltrona mi guardava con quella sua espressione allegra, mi sentivo come soddisfatto della sua presenza, come se fosse davvero un momento speciale, un’occasione in cui trascorrere del tempo con quella bella ragazza, la sorella di un amico, che oltre a starmi simpatica (un po’ in gran segreto) mi piaceva pure, perché aveva tutto quel fascino straordinario di quelle gnocche poco appariscenti ma sicuramente fighe al punto giusto.

Quindi, preparai velocemente il tè per servirglielo il prima possibile e non appena pronto mi recai da lei anche con qualche biscottino da gustare insieme. Mentre si raffreddavano i nostri tè iniziammo a discutere circa la scelta della torta, delle decorazioni per gli ambienti, del menù che avremmo scelto per la serata e delle bevande che sarebbero state servite.

Tra un sorso di tè ed una chiacchiera, quindi, giungemmo anche alla lista degli invitati e, quindi, astutamente le chiesi se lei portava pure il suo ragazzo, al ché lei mi disse che era single e non aveva un ragazzo con cui trascorrere la serata del compleanno di suo fratello. A quel punto, dunque, il mio cuore sobbalzò e pensai subito che era l’occasione giusta per provare a portarla a letto, visto che poi non era neppure occupata sentimentalmente. Quindi, senza troppi giri di parole, inizia a lusingarla, dicendole che era una ragazza simpatica ed affascinante, che era un vero peccato che non vi fosse qualcuno a soddisfare le sue fantasie ed a sfiorare le sue forme così perfette e morbide.

A quel punto, Sara aveva capito che ci stavo provando e volevo proprio arrivare al “pezzo forte” e dunque, si alzò dalla poltrona poggiando la sua tazza sul tavolino in cristallo e si diresse verso la mia poltrona. Si sedette su di me e poi esclamò se volevo essere io a consolarla visto che gli altri uomini non la capiscono. A quel punto, il mio cazzo iniziò a vibrare nelle mutande, non lo riuscivo a contenere e lei stessa se ne rese conto, tant’è vero che esclamò pure che qualcuno aveva detto di sì prima ancora che io potessi aprire la bocca per risponderla.

Quindi, senza neppure farmi attendere troppo, levai subito la maglia e cercai di sistemare le mie mani sotto alla sua lunga maglia; successivamente, mi misi alla ricerca della molla dei leggings per sfilarglieli e farla rimanere solo in slip. Lei, quindi, mi aiutò nell’intento alzandosi e slacciò pure le scarpe da ginnastica, rimanendo così solo in slip e quella lunga maglia, che però venne subito tolta.

A quel punto, quindi, la feci voltare ed iniziai a baciarle il culo: era talmente perfetto che mi veniva voglia anche di moderlo e schiaffeggiarlo, lasciando qualche segno rosso. Dopodiché, le ho scansato il filo degli slip dal culo e l’ho fatta inchinare a 90° su una poltrona. A quel punto avevo la vista aperta sulla sua splendida figa bionda: quei pochi peli che costeggiavano il clitoride mi mettevano ancor di più curiosità nell’assaporare la sua passera; quindi, inizia a saggiarla con la lingua e poi immersi direttamente la mia faccia su di essa.

La sua figa emanava un profumo intenso e già si stava eccitando, dato che vedevo un po’ di agitazione in lei; cogliendo proprio l’attimo, quindi, ho abbassato le mie mutande e le ho puntato il cazzo contro, facendoglielo entrare lentamente nella passera. Lei sospirò e poi mi disse che adesso dovevo darci sotto, che voleva essere sfondata e desiderava vedere cosa ero in grado di fare.

Allora non me lo sono fatto ripetere due volte ed iniziai a sbatterla, emettendo un “clap” ogni volta che toccavo la sua pelle; dopo averla sbattuta diverse secondi interminabili, ho iniziato a sentire il mio cazzo pulsare e, anche lei, se ne era accorta e dunque si è scansata ed ha continuato a scopare con il mio cazzo direttamente nella sua bocca, fino a quando non le ho svuotato lo scroto sulla faccia e sul collo.

È stata una scopata incredibile ed ho subito pensato che le volte successive sarebbero state ancor più invitanti di questa volta. Una volta rivestiti, abbiamo continuato a parlare del compleanno di suo fratello, anche se oramai le nostre teste erano altrove…

Brava Sara: dopo il caffè, ti sei subito lasciata andare a Marco, che ci ha inviato un racconto erotico davvero stupefacente.

Ho invitato Sara per un caffè, di Marco di Modena

Prima edizione: Settembre 2016, by Atlantia Media.

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