Bianca la stragnocca

Ho fatto sesso con quella stragnocca impenitente di Bianca

Nell’ultimo periodo che ho trascorso in compagnia dei miei amici al nostro bar, si sono viste delle tipe molto interessanti, che in precedenza non avevo mai visto in giro per la nostra città: Bianca si poteva infatti ritenere una di quelle tipe che mai, se non per puro caso, avrei potuto incontrare in giro, e che mai e poi mai mi sarei potuto trombare come volevo, se non fosse stato il caso a portarmela sulla mia strada quella sera di maggio.

Come ogni mercoledì, ci eravamo ritrovati nel solito posto per trascorrere una piacevole serata insieme con gli altri, senza fare troppo tardi, ma senza nemmeno farci mancare un po’ di allegria e di divertimento, esattamente come abbiamo sempre fatto: a un certo punto, al nostro tavolo si avvicina una tipa che mai si era vista prima, e che sembrava oltre che un po’ altezzosa, anche presa da mille ideali che la rendevano però un po’ antipatica.

Bianca, così si era presentata, mentre stavamo bevendo qualche cosa insieme, si era avvicinata e dopo avermi guardato, mi aveva detto che cosa ce ne stessimo lì impalati, mentre c’era l’emergenza dei migranti, e bisognava dare una mano, anziché pensare a bere e a trascorrere tempo così, sprecandolo per raccontare delle nostre vicende personali senza pensare al resto del mondo che andava in rovina, come lei non voleva che succedesse.

Sulle prime, siamo scoppiati a ridere, e vedendola innervosirsi per la nostra reazione, ci siamo divertiti ancor di più, quasi come se volessimo provocarla e giocare a farla infuriare: e per tutta risposta, disse che eravamo dei veri coglioni, come tutti gli uomini, e che non poteva credere che avessimo quella reazione così, disimpegnata e lontana dalle preoccupazioni di tante altre persone, quasi come se non esistessero altre questioni importanti.

… e che stravedeva per il cazzo

Dopo averla fatta calmare un po’, ricordandole che ognuno di noi potesse avere qualche cosa di importante da risolvere nella sua vita, i miei amici si avviarono a casa, perché avevano parecchio da fare l’indomani: io, invece, ero troppo incuriosito da questa tipa, e siccome non volevo perdere un’occasione per conoscere qualche ragazza diversa dal comune, le ho detto che l’avrei seguita per vedere di che cosa si occupasse.

E così, lei ha iniziato a raccontarmi di lei e di tutte le cose che aveva fatto fino a quel momento, dicendomi che in sostanza aveva bisogno di una mano per supportare alcune sue colleghe di una onlus, e che se l’avessi aiutata, ne sarebbe stata molto felice: vedendola così interessata e pronta a condividere, mi son lasciato prendere dall’euforia e l’ho assecondata, dandole una mano per un paio di ore con le sue vicende lavorative.

Al termine della serata, era talmente stanca ma comunque piena di vita, che guardandomi, Bianca mi ha detto chiaramente che aveva voglia di lasciarsi andare, di farsi una bella trombata con me: e mentre ci trovavamo nel suo ufficio, ha chiuso la porta a chiave, si è sollevata la gonna, e me l’ha messa letteralmente in bocca, da leccare e torturare, come ho fatto tra leccatine e trapanate con il dito e sfioramenti al suo clitoride.

Bianca si è distesa sulla scrivania, era ormai in preda al desiderio, e allargandosi le gambe, mi ha detto che non vedeva l’ora di prenderselo dentro: non mi son fatto pregare, e qualche istante dopo, l’ho affondato in quella bella figa calda e vogliosa, godendo anch’io e rilassandomi dopo tanto lavoro, mentre volevo che durasse il più a lungo possibile, senza che ci fossero interruzioni e soprattutto venendo per bene alla fine.

A un certo punto arrivò una collega di Bianca a bussare alla porta, Federica, che la chiamò sottovoce: lei le rispose dicendo che era occupata, e la sua amica rise e le disse che sarebbe tornata più tardi, tenendo lontano altre persone che la cercavano per parlarle. Continuammo a trombare, ancor più intensamente di prima, e mentre il mio cazzo sembrava a uno stantuffo dentro di lei, e a un certo punto, Bianca venne rumorosamente.

Mentre godeva ed annuiva, dicendo che lo voleva di più, io continuavo a trapanarla senza pietà, spingendolo dentro, più a fondo, e lei desiderava sempre più di essere posseduta, di lasciarsi andare ancora una volta, mentre scopavamo, perché ne aveva proprio bisogno: le proposi di cambiare posizione, perché ero stanco, e le dissi che mi sarei sdraiato io sulla sua scrivania, e che mi avrebbe montato lei sopra.

Bianca si sollevò, si piegò sulle ginocchia, e affondò la sua figa sul mio cazzo, facendoselo entrare tutto: riprese a scoparmi, e la cosa mi eccitava parecchio, con lei che si metteva a pieno ritmo a cavalcarmi rumorosamente, godendo ancora come una troia, e spingendomi ancora una volta al massimo del piacere, scopandomi sempre più velocemente, senza perdere tempo e soprattutto lanciandosi verso il massimo piacere.

Qualche minuto più tardi, mentre stava cavalcandomi un po’ più lentamente, la feci venire per la seconda volta, vedendola girare la testa all’indietro per quanto godeva e la piaceva: poco dopo, mi lasciai andare anch’io e le spruzzai dentro ttuta la mia sborra, senza contenermi, e godendo comemai mi era capitato prima, lasciando che poi lei si appoggiasse sopra di me con grande leggerezza, assaporando quel momento indimenticabile…

La mitica Bianca ha colpito alla grande regalando a Salvo una parentesi di piacere che non poteva non diventare un racconto erotico pieno di particolari da condividere con la community: un sentito grazie a questo amico e scrittore 🙂

Bianca la stragnocca che aveva una voglia tremenda di cazzo, di Salvo di Chiavari.

Prima edizione: giugno 2015, by Atlantia Media.

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