Ana la troietta

Ana mi ha fatto godere tantissimo da vera troietta quale lei è

Credo di non aver avuto in vita mia tante clienti così piacevoli ed affidabili quanto Ana, una giovane ragazza bionda che, oltre ad essere bella e interessante dal punto di vista professionale, era anche molto simpatica e con la quale si poteva parlare di tante cose senza troppi problemi né paranoie.

Prima di preparare ogni nuova consulenza, leggevo in modo approfondito le sue richieste, proprio perché per la sua correttezza e gentilezza, volevo essere sempre certo di offrirle il meglio, anche perché segretamente sognavo anche di conquistarla.

Bionda con gli occhi chiari – e con un fisico particolarmente affascinante – questa ragazza mi ha rapito lo sguardo sin dalla prima volta che ci incontrammo, circa un anno fa, per puro caso in un locale del centro, dove stavamo entrambi pranzando da soli.

Fu per un vero e proprio caso fortuito, che iniziammo a parlarci quel giorno: le scivolò la borsa, mentre si stava alzando per andarsene, e io la raccolsi da terra, sorridendole, al che lei mi rispose con un’espressione rassicurata e allo stesso tempo inspiegabilmente contenta.

Bevemmo insieme un caffè, quel giorno, e parlammo di lavoro: fu così che mi disse che era alla ricerca di un consulente per alcune questioni di marketing, al che non esitai un secondo per propormi a lei, sottolineando che si trattava proprio del mio lavoro.

Ci scambiammo quindi i biglietti da visita, e così, dopo un paio di giorni andai a farle visita in azienda, per discutere insieme con lei dei suoi bisogni e di quello che avrei potuto fare per lei, dando il via ad una collaborazione preziosa per entrambi, con grandi soddisfazioni per tutti.

Grazie ai risultati ottenuti, il nostro rapporto diventò sempre più costante ed intenso, con inviti a cena da entrambe le parti, fino alla scorsa settimana, quando Ana mi invitò in azienda da lei, e mi fece una sorpresa di quelle che non avrei mai immaginato di ricevere.

Sulla scrivania di Ana

Erano ormai le 19, e pian piano, i suoi dipendenti se ne stavano andando a casa, essendo ormai conclusa la giornata lavorativa: da lì a poco, mi ritrovai solo con lei, a discutere dei nuovi obiettivi nel suo ufficio, sorseggiando un aperitivo fresco, perché saremmo usciti da lì a poco.

E invece, mentre stavo per alzarmi dalla poltrona per accendere le luci, lei mi si gettò ai piedi, all’improvviso, e si mise a strusciarmi il cavallo con quella faccia da vera troia desiderosa di cazzo, e iniziò a leccarmi i pantaloni, dicendomi di darglielo senza perdere tempo ché ne aveva voglia.

Mi scalzai le scarpe in fretta e mi abbassai i pantaloni senza pensarci, dopodiché, lei gettò delle carte e alcuni oggetti che c’erano sulla scrivania sopra un altro tavolino, e spingendomi con determinazione, mi fece finire sulla sua scrivania, e mi infilò le sue manine nelle mutande.

Mi strinse subito il cazzo, e lo fece con un desiderio irresistibile di averlo tutto per lei, impugnandolo e iniziando a segarmelo lentamente, assaporando il lento scappellarsi del mio uccello infuocato, che lei voleva assolutamente possedere, e iniziò anche a leccarmelo con voglia.

La sua linguetta che mi stimolava la cappella, mi faceva godere e non poco: Ana lo sapeva bene, e giocava a farla scorrere velocemente, leccando e picchiettando il mio cazzo con voglia, finché fece affondare la sua bocca vogliosa, e con le labbra me lo inghiottì tutto d’un colpo.

Iniziai a godere per davvero, e le dissi di succhiarmelo di più, di spompinarlo in punta senza pietà, perché volevo riempirle la bocca di sbroda, e lei non si fece scrupoli: iniziò a slabbrare rumorosamente, e più lo faceva e più mi eccitava e mi soddisfaceva completamente.

Con un paio di soffoconi, mi fece poi venire veramente nella sua splendida boccuccia raffinata: e quando la vidi piena della mia sbroda, mi fece eccitare ancor di più, e le dissi che volevo trombarla in culo e in figa lì, su quella scrivania, fino a smontarla per l’energia messa nella scopata.

Ana non si fece pregare due volte e, con la figa che ormai era bagnatissima dall’eccitazione, mi si sedette sopra, abbassandosi di colpo su di me: mi levò il respiro con la prima penetrazione, e le arraffai letteralmente le chiappe, stringendole forte, facendola eccitare di più.

La guidai su e giù violentemente sul mio cazzo, mentre la sentivo inumidirsi sempre di più e godere gemendo, perché lo voleva di più, e voleva sentirlo tutto suo, e mi disse che dovevo metterle dentro anche i coglioni nella sua bella figa calda e desiderosa di essere sfondata.

Non mi feci pregare e iniziai a spingere sempre di più, e a quel punto iniziò a godere come una vera troia, implorando perché lo mettessi sempre più dentro, e volendo una bella sborrata: così si sollevò un attimo, si inumidì di nuovo la figa sputandoci sopra, e si voltò.

Iniziò a provocarmi, strusciandomi il cazzo sulle sue grandi labbra, e mi disse che avrebbe voluto cavalcarmi a dovere, davanti e dietro, finché sarei stato in grado di resistere alla sua voglia di trombare, soddisfacendola più e più volte, fino a farla stancare del mio cazzo.

Ricordo che non appena mi fu sopra e calò il suo culo meraviglioso di fronte a me, mi sentii risucchiare il cazzo fino alle palle, e lo volli di più: mi scopò alternando a una decina di penetrazioni in figa, un’altra decina di stantuffate nel suo culo stretto e caldo, facendomi impazzire dal piacere.

Non so per quanto andammo avanti così, perché in poco tempo le riempii la figa di sborra, e mi lasciai letteralmente andare sulla scrivania, avendo ormai perso il controllo, ed essendo completamente nelle sue mani, considerando come lei aveva ancora voglia di cazzo.

Se lo mise in culo, tutto quanto, e riprese a scoparmi con determinazione: e quanto mi piaceva sentirlo entrare ogni volta nel suo buchino, per poi tornare in quella splendida figa, fonte di piacere, che ormai era completamente surriscaldata anche lei.

Così le dissi di farlo scivolare ancor più velocemente, su e giù, in una gara in cui, se fossi venuto prima io, lei avrebbe continuato a scoparmi fino a farla venire, mentre che, se fosse arrivata prima lei, avrei potuto metterlo nella sua bocca e scoparmela fino a sborrarle in gola.

Alla fine, mi fece venire prima lei, e mi lasciai scopare il cazzo per un’altra decina di minuti, quando finalmente la sentii perdere completamente la testa e implorare pietà, perché aveva goduto talmente tanto, e ce l’aveva talmente calda, che mi chiese di smettere di trombare…

Da tanto mi aveva soddisfatto con la sua prestanza e il suo desiderio, le dissi di sì, e ci accovacciamo un po’ sulla scrivania, dove iniziamo a ridere a scherzare, mentre io avevo comunque ancora voglia di lei, soprattutto del suo culo, perché mi faceva godere di brutto.

Le dissi del mio desiderio, ma lei si mise a ridere e mi disse che avrebbe voluto trombare magari domani, perché era letteralmente ko…

Angel racconta di Ana:

“Non so se ho trovato l’anima gemella, ma probabilmente, poco ci manca: Ana mi ha fatto sentire soddisfatto in tutti i sensi…”

Con una partner così focosa e incredibilmente carica di vitalità, è davvero impossibile non lasciarsi coinvolgere in goduriosi momenti di piacere: e Angel non si è dimenticato di alcun particolare, regalandoci un racconto erotico davvero irresistibile.

Ana la troietta era una cliente insaziabile, di Angel di Mantova.

Prima edizione: aprile 2015, by Atlantia Media.

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2 pensieri riguardo “Ana la troietta

  • 11 maggio 2016 in 7:37
    Permalink

    Il mio cazzo tutto è per te!

    Risposta
  • 11 maggio 2016 in 11:44
    Permalink

    Dimenticavo, porta anche un’amica :D:D Non si sa mai..

    Risposta

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