La prof che non sapeva fare ordine nella sua vita

Francesca insegna matematica e sembra l’esempio perfetto di come si possa organizzare la vita in modo impeccabile. Metodica e puntuale, i suoi studenti sanno benissimo che cosa significa non fare i compiti e presentarsi a lezione impreparati: la sua ira si sfoga immediatamente sui disattenti.

Ogni giorno, Francesca fa sempre lo stesso tragitto verso la scuola, senza cambiare mai strada. Arriva e parcheggia l’auto nel piazzale, sempre al solito posto. I ragazzi la salutano rispettosamente, e lei non manca di ricambiare, sempre con cortesia. La prof è un esempio anche tra i colleghi.

Tutti la lodano: ai consigli ne tessono le lodi, dicono di lei che è la massima ispirazione per tanti studenti. Eppure, durante le sue lezioni, al di là di tanta serietà e impostazione, c’è spazio anche per qualche momento divertente. La prof, infatti, lascia spazio anche all’ilarità, sempre senza esagerare.

Un giovedì, però, la prof sembrava un po’ meno attenta del solito. Gli studenti hanno notato subito quell’aria un po’ svampita che aveva. Pareva che fosse su un altro pianeta, che stesse ragionando di chissà quali vicende personali. «Tutto bene, prof?» Le chiese una studentessa «sì, sì…grazie»

Il saluto galeotto

Nonostante si fosse affannata subito a mettere in chiaro che nulla potesse perturbare la sua serenità, in realtà, i ragazzi continuavano ad essere convinti che ci fosse sotto qualcosa. Sempre quella studentessa, infatti, ci aveva notati mentre la salutavo sul cancello, prima che rientrasse.

Mi ero presentato a scuola perché avevo bisogno di vederla. Abbiamo parlato brevemente e, proprio prima di lasciarla, le ho dato un bacio. La scena non è passata inosservata agli occhi della sua studentessa, che proprio in quel momento ci ha notati. Per quale motivo era tanto interessata a noi?

Perché la ragazzina, nonostante non me ne fossi accorto, conosceva benissimo anche me. È la figlia di una mia vicina. La studentessa sa che io sono fidanzato e, allo stesso tempo, che la sua prof è single. Allora le voci nella scuola sono iniziate a rincorrersi: ma la prof lo sa con chi sta?

Francesca, probabilmente, non si era accorta degli occhi indiscreti della sua studentessa. Ma quando, durante la pausa di mezza mattinata sono passato di nuovo a farle un saluto per bere un caffè, ne abbiamo parlato. «Ma sai che Jessica ci ha visti insieme?» E Francesca «Ma che, davvero?»

«Sì, ne sono certo… Ci fissava, perché lei è la figlia di una mia vicina…» «Cazzo!!» Esclamò senza tanti riguardi Francesca. «Allora lei sa che tu stai con…e che noi ci frequentiamo?» «Brava…ci ha sgamati in pieno mentre ci stavamo baciando stamani…mo’ sono cazzi davvero…» «Non ci pensare, anzi…»

Mi fermai un istante e la guardai. «Cosa?» Le chiesi. E lei. «Niente, è che mi è venuta una certa idea…Sai, io mo’ alla terza ora non ho lezione…» La guardai di nuovo e le dissi «E quindi?» E lei rispose «niente…fermati un attimo che dopo andiamo insieme a bere un altro caffè!» Mi rispose.

La terza ora: più di un caffè per noi

Francesca continuava a fare la misteriosa. Non appena risuonata la campanella, tutti tornarono in aula, tranne noi due. Ci aggiravamo ancora nel piazzale, finché ha deciso di prendermi per mano e condurmi dentro la scuola. «Stiamo qui ancora un attimo, andiamo in laboratorio che devo prendere una cosa…»

Mi guidò al piano superiore, verso uno stanzino che si trovava in fondo al corridoio. Arrivammo davanti alla porta, poi aprì velocemente l’uscio. Entrammo e richiuse la porta dietro di noi. Le tapparelle erano abbassate e non si vedeva quasi nulla. Poi mi si buttò addosso. «Dai, sono la tua troia, scopami qui!»

Mi disse decisamente. «Ma vuoi farlo qui?» E lei «sì, voglio che mi sfondi come la tua troia, qui…non perdere tempo, dai! Fammi sentire il tuo uccello…» E mi toccò il cazzo. «Mmmm, è già bello duro…dai, trombami senza pietà, sfondami e vienimi dentro…sono la tua troia…».

Non mi feci pregare, iniziando a spogliarla. Ma lei si fermò un attimo e poi allungò la mano nel buio «chiudo, perché non si sa mai…dopo la sgamata di stamattina, non è il caso…» Continuai a spogliarla, mentre lei cercava insistemente il mio cazzo. Anche lei mi svestì rapidamente, e mi incitò di nuovo.

«Dai, dammi il tuo cazzo, sono la tua troia» disse convintamente. Così glielo sfregai in faccia, e poi la schiaffeggiai col mio uccello. «Ohh, sì, sbattimelo in faccia così!!» E la sentii eccitarsi, mentre le sfregavo il mio cazzo bello duro su di lei. «Sì, dammelo tutto!!» E glielo infilai per bene in bocca…

Francesca non si fece pregare per spompinarlo. La sentii inghiottire per bene la cappella, e succhiarla come un fungo goloso. Continuava a stringermi le labbra come un anello e a farselo scorrere in bocca «mmm, come mi piace la cappocchia…dammela tutta, sì, dai…» e riprese a succhiare avidamente.

In preda all’eccitazione di questo improvvisata tappa del calippo tour, la prof si lasciò andare anche a un clamoroso squirting. Ansimava mentre succhiava, e implorava di averne sempre di più. «dammelo, dammelo…sbattimi come la tua cagna: prendimi e sbattimi senza pietà»

Si mise a pecorina davanti a me, con quella bella figa e quel culo che nella penombra dello stanzino potevo comunque scorgere. Francesca era già su di giri, e quando entrai, si lasciò andare «ohhhh siiii, sono la tua troia, ohhhhh siiii» Nel laboratorio risuonarono i suoi gemiti di piacere.

Le dissi di non gridare, perché altrimenti ci avrebbero scoperti. «va bene, ma godo troppo…» Le dissi «dai, spingimi tu il culo sul cazzo, mi piace quando sei attiva!!» E lei non si fece pregare «ohh sì, sono la tua troia, oh sì, fammelo arrivare in gola…ohhh sì, che bello, che bello, che bello…»

E accelerò talmente tanto il ritmo che mi fece trasalire…ormai in preda all’enfasi del piacere, non potei resistere. Gli ultimi tre colpi serrati e profondi mi fecero sborrare. «ohhhhhhhhh siiiiii» e mi liberai dentro la sua bella figa calda e bagnatissima, svuotandomi i coglioni come un idrante fuori controllo.

«Dio, che bello farlo qui…» E lei «ti piace scoparti la tua puttana qui a scuola?…poi chi cazzo se ne accorge di noi?» «Sì, trombarmi la mia troia a scuola è la massima fantasia che potessi avere»

La prof che non sapeva fare ordine nella sua vita, di Luca di Roma

Prima edizione: marzo 2025, by Atlantia Media.

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