Volevo che mi slegasse

A volte lo so, sono un po’ strana, ma posso garantirti che anche se mi piacciono le cose strane so godere proprio come tutte le altre donne. Quella sera avevo indossato delle semplici manette in tessuto e dei ferma piedi e, senza volerlo, mi erano cadute le chiavi di terra. Semplicemente volevo masturbarmi da sola, in quel modo, ma oramai avevo combinato un vero disastro. Mattia era nell’altra camera a giocare con la Playstation e aveva indosso le sue cuffie per parlare con i suoi amici.

Non sapendo che cosa avere, non ho potuto far altro che chiamarlo ad alta voce; fortunatamente era nella camera di fianco e dopo 3 volte ho sentito la sua porta aprirsi e urlare:

-Valeria, mi stai chiamando? Che vuoi?

-Ho combinato un casino Mattia, ho bisogno della tua mano!

-Va bene, saluto i ragazzi e arrivo.

-Grazie Mattia!

Dopo circa 5 minuti (ma ci volevano davvero tutti questi minuti?), esce di nuovo fuori dalla stanza ed esclama:

-Valeria dove sei?

-Sono in camera da letto…ho un problema!

Così senza la camera aprirsi e mi trova legata come un salame.

-Ma che hai combinato?

-Stavo provando qualcosa di nuovo!

-Ma da sola?

-Tu eri impegnato con la Play.

-Dovevi chiamarmi. Ma qual è il problema?

-Sono cadute le chiavi e non posso più liberarmi!

-Perché dovresti farlo? Resta così!

-Come resta così? Dai aiutami!

Allora si è avvicinato ancora di più a me, ha raccolto le chiavi cadute poco distante dal letto e le ha poggiate sul comodino. A quel punto, ha allungato una mano ed ha iniziato a toccarmi il clitoride.

-Che fai?

-Mi diverto…non lo vuoi anche tu?

Senza rispondere lo guardai dritto in faccia….era ovviamente un sì!

Che i giochi abbiano inizio!

Iniziò a giocherellare con il suo dito sul clitoride e, dopodiché, lo spostò direttamente sopra alla mia figa, penetrandomi dentro.

-Aaaaaah!

Tirai un respiro intenso, agitato e mosso dalla voglia di essere scopata.

Con un’altra mano, mi ha spostato le gambe legate dalle grosse manette nere e poi ha iniziato a far uscire ed entrare il suo dito dentro di me, compiendo anche dei movimenti circolari per allargarmi la figa. Di tanto in tanto, usciva anche completamente e mi dava delle piccole pacche sul clitoride, facendomi saltare sul letto.

-Voglio vedere quanto godi così oggi, legata così.

A quel punto, si sbottonò i pantaloni e li fece lentamente calare. Il suo cazzo era già in tiro e me lo mise tra i piedi legati. Iniziai così a masturbarlo muovendo le caviglie quel poco che potevo. Lo vedevo che godeva lentamente e sentivo il suo cazzo che incrementava di dimensione lentamente.

Proseguii così per qualche minuto fino a quando non decise di fermarmi ed alzarmi le gambe. Di nuovo con il suoi dito mi stuzzicò il clitoride per far aumentare il mio piacere e poi, lentamente, appoggiò la punta della cappella sulla mia figa.

Mantenendo leggermente alte le gambe, mi penetrò delicatamente. Potevo sentire come il suo cazzo veniva inghiottito e stretto dalla morsa della mia figa. Non riuscivo a muovere bene le gambe ed allargarle, quindi il suo pene era come in una strettoia…saldo e pronto a farsi “massaggiare” compulsivamente dalla mia topolona bollente.

Mattia iniziò a muoversi per accrescere il suo piacere e cercava ad ogni spinta di penetrarmi sempre di più. Quella forse non era la posizione più comoda, ma in questo modo poteva manovrare la scena e godere vedendomi legata dinnanzi a lui e, quindi, pronta a subire tutto quello che gli passava per la testa. A quel punto, però, non gli bastava più quella posizione, così mi rivoltò a cagnolino e mi penetrò nuovamente, ma questa volta lo fece con più vigore. Sentii davvero il suo cazzo bollente sfondarmi la figa, allargarmela tutta, fino in fondo. Il suo grosso cazzo era perfettamente entrato tutto e le sue palle sbattevano contro la mia pelle. Non avevo modo di sfilarmi da quella posizione, legata com’ero potevo solitamente muovere la mia testa.

Mattia spingeva, spingeva e ancora spingeva, tirando i miei fianchi a sé. Voleva accertarsi che ogni millimetro della sua pelle fosse risucchiata dalla mia figa. Non poteva fare a meno di sentire il contatto delle sue palle contro il mio clitoride e, per rendere ancora di più tutto bollente, afferrò un sex toy vibrante trovato sul letto. A quel punto, lo attivò alla massima velocità e lo posizionò sul mio clitoride, continuando sempre a penetrarmi con audacia.

-Aaaaah, ti prego, ti prego, nooo, aaaah, aaaah

-Ti piace porca mia!

-Aaaaaah, aaaah, aaaah, aspetta, aaaah.

Lo sapeva che mi piaceva e ad ogni sussulto stringevo forte il suo cazzo dentro di me. Quindi, il mio piacere si tramutava automaticamente in un piacere per lui.

-Fammi quello che vuoi!

Gli urlai così a quel punto e fu allora che Mattia decise di spostare il sex toy e arrivare al dunque. Mi fece poggiare contro il letto con il busto, indirizzando meglio la figa verso di lui e montò quasi sul mio culo. In questo modo, aveva una panoramica migliore sul mio lato B e anche la possibilità di penetrarmi maggiormente in profondità. Iniziò a sculacciarmi forte, a spingermi il cazzo dentro con vigore e non si limitò a delle semplici spinte…diete il meglio di sé, spingendolo dentro, senza neppure distanziarsi troppo dalla mia pelle, quasi volesse entrarmi con le palle dentro. Poi d’un tratto indietreggiò tutto, levandolo da dentro, e mi penetrò di scatto. Lo fece tre volte, tre spinte volti, con tre urla mie date dal piacere, e solo alla terza esplose dentro di me, inondandomi di sborra bianca.

A quel punto tirò un respiro di piacere anche lui, proprio come me.

-Aaaaaaaaaaaaah

Ci fermammo entrambi, in silenzio, io sfinita dalla spinte e lui sfinito per le botte che aveva rifilato al mio corpo.

-Tra poco ti slego…se non decido di andare avanti!

Volevo che mi slegasse da Valeria da Udine

Prima edizione: agosto 2024, by Atlantia Media. 

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