Vale la gelataia

Vale è la perfetta sbocchinatrice che fa la gelataia poco distante da casa

In una gelateria non molto lontano da casa mia, avevano assunto una nuova gelataia che da subito mi è stata simpatica, un po’ per il suo modo di fare dolce e, allo stesso tempo, per quel suo sapersi vestire in maniera provocante, considerando come metteva ben in evidenza i suoi fianchi e quelle chiappe d’oro, che mi facevano sempre venire una voglia incredibile di scopare senza alcun ritegno nel retrobottega con quella mora figa.

Una domenica sera, mentre stavo rientrando a casa, mi è venuta voglia di un gelato e mi son fermato proprio da lei, chiedendole la solita coppetta vaniglia e cioccolato: sulle prime mi ha guardato sorridendo, con un’aria che era tra il provocante e il desideroso, e poi mi ha detto che me l’avrebbe offerta lei, dopo tanto tempo che frequentavo la gelateria, ma dicendolo con una voce maliziosa che subito mi ha fatto immaginare il meglio.

Soffermandomi di fronte al bancone, l’ho vista vestita sempre alla sua maniera provocante, con un bel paio di leggings neri che le sottolineavano le curve, la pancia scoperta al punto giusto, e una magliettina leggera che le copriva quelle tette meravigliose. E quando si è voltata per dare un’occhiata alle coppette, mi ha mostrato quel culo meraviglioso: ma il meglio è venuto qualche istante dopo, quando si è chinata di fronte a me.

Stava cercando negli armadietti un pacchetto di cucchiaini, e nel farlo, si è messa praticamente a novanta gradi di fronte a me, mettendo in evidenza quelle magnifiche cosce: e mentre frugava nell’armadio, aveva un ghignetto provocatorio, e sorrideva con soddisfazione, perché si era accorta che non levavo gli occhi da quella zona erogena che per me era diventata qualche cosa di mitico, un vero totem proibito del desiderio del sesso.

Vale me l’ha data nella gelateria

Mentre si apprestava a chiudere la gelateria, con una scusa mi ha detto che mi avrebbe comunque offerto il gelato: e una volta chiusa la porta, e avermi portato nel retro del negozio per mostrarmi come faceva il gelato, ha preso un po’ di vaniglia e me l’ha tirata sui bermuda, apposta. Sul primo istante ho avuto un sussulto, per come il gelato era finito sul mio cazzo facendomelo congelare all’istante, mentre lei rideva divertita a più non posso.

Così, senza pensarci due volte, di fronte a quanto era divertita all’idea di vedermi soffrire per il freddo, mi son abbassato pantaloni mutande e le ho detto di mettermelo di nuovo lì il gelato, se ne avesse avuto il coraggio: prendendone in mano un po’, senza battere ciglio, me l’ha spalmato sul cazzo, ridendo, e poi ci ha passato la sua lingua, provocandomi in un gioco a dir poco a cavallo tra il godimento e la sofferenza per quella temperatura gelida.

Dopo aver ripetuto un paio di volte il gesto, con me seduto su una sedia e lei inchinata sulle ginocchia a leccarmelo, ho fatto correre la mia mano sui suoi leggings, fino a quel meraviglioso culo, e ho iniziato a stringerlo e a palparlo con soddisfazione, perché non vedevo l’ora che fosse mio, che potessi finalmente assaporarne la perfezione infilandoci il mio cazzo che reclamava ormai a gran voce di essere scopato impietosamente.

Vale si alzò in piedi, si lasciò spogliare da me, e poi, dopo aver lanciato una pallina di gelato al cioccolato sul mio petto, con la scusa di abbassarsi a succhiarlo, mi è montata sopra a gambe aperte, infilandosi il mio cazzo voglioso nella figa già bagnata, e iniziando a scoparmi piacevolmente, senza correre, con una delicatezza dei movimenti che mi faceva assaporare ogni penetrazione come se fosse la prima e la più bella della mia vita.

E mentre sospiravamo, gemevamo e ansimavano insieme durante una scopata che era memorabile, con lei che continuava a ridere divertita godendo, mettendomi il gelato addosso, io le stringevo il culo sempre più tra le mani, guidandolo su di me, perché mi scopasse tutto il cazzo, e non si fermasse mai, considerando come quel ritmo mi stava facendo letteralmente perdere la testa da tanto mi piaceva sentirlo dentro di lei.

Quando ancora una volta mi ha spalmato del gelato alla vaniglia sul petto, e ormai ero pieno di voglia di trasgredire, nel guidarla su e giù sul mio cazzo, l’ho fatta scivolare e gliel’ho fatto finire dolcemente in culo: Vale ha sospirato soddisfatta, e ha iniziato a prendere lei il comando della situazione, scopandomi ancor più lentamente, facendomi sentire con una lentezza incredibile la penetrazione del mio cazzo nel suo ano meraviglioso.

E mentre la mia mano destra era impegnata a sgrillettarla, e ormai godeva sempre di più fuori controllo, Vale è venuta squirtando allegramente, gridando dal godimento, e lasciando che il suo culo mi fottesse per l’ultima volta il cazzo, prima che sbrodassi dentro di lei tutta la mia carica di vita che avevo in corpo, abbandonandomi ormai soddisfatto alle sue attenzioni, che erano quelle di una donna veramente passionale e vogliosa…

Il gelato e i dolci, i vizi e l’attitudine, incontri focosi che danno vita ad esplosioni: Davide, sei stato grande a trombarti Vale e a narrare tramite il tuo racconto erotico questa storia di sesso davvero di fuoco…

Vale la gelataia troppo provocante sbocchinatrice, di Davide di Varese.

Prima edizione: aprile 2015, by Atlantia Media.

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Un pensiero riguardo “Vale la gelataia

  • 27 febbraio 2018 in 22:58
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    L hai piu scopata?
    Mi piacerebbe vederla di persona questa gelataia sexy non è.che mi diresti dove lavora?

    Risposta

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