Una troia amante

Ho dato il mio cazzo duro a quella gnocca

Per lavoro, mi sposto molto frequentemente dalla Sicilia a Milano: e devo dire che nel capoluogo lombardo, con il passare del tempo, ho anche ritrovato tante persone della mia città, tra le quali, anche una ragazza che è diventata mia amica, Lucia, con la quale ci vediamo di tanto in tanto e, soprattutto, con la quale condividiamo pure un apprtamento insieme con altre due persone, creando una piccola comunità siciliana a Milano.

Con il tempo, ci siamo conosciuti sempre meglio e, a un certo punto, abbiamo anche preso a tornare insieme in aereo in Sicilia – ogni volta che ciò è stato possibile – con il risultato che, spesso, ci siamo anche ritrovati da soli per pranzare, cenare, andare a divertirci e, alla fine, pure farci una bella trombata insieme: tutto è successo questa estate quando, per pura combinazione, entrambi volevamo andare al mare ma nessuno ci faceva compagnia.

Così, messaggiando insieme, ho scoperto che Lucia aveva voglia di un po’ di compagnia per trascorrere una giornata di relax, e io mi son aggregato a lei, portandola a vedere un paio di posti che – almeno a quanto mi diceva lei – non le era mai capitato di vedere in precedenza, e che avrebbe voluto in un modo o nell’altro poter apprezzare in buona compagnia, considerando sempre com’erano brevi le soste in quell’angolo di paradiso.

Quel giorno in spiaggia ci siamo divertiti

Erano i primi di giugno, il caldo si faceva già sentire, ma mi sembrava che Lucia fosse già abbastanza focosa per altre ragioni: arrivammo al mare con un piccolo cestino con qualcosa da mangiare, un ombrellone e gli asciugamani, sistemandoci in una caletta abbastanza discosta, dove ci siamo subito stesi a prendere il sole, perché era veramente una giornata meravigliosa, di quelle indimenticabili, con un sole e un cielo limpidissimo.

Senza che potessi dire di no, all’improvviso, lei mi mise il suo culo in faccia, levandosi pian piano il costume: mi trovai la sua fighetta fresca e già un po’ bagnata tra le labbra, e iniziai quindi a leccarla e a succhiarla dolcemente, in un modo che la fece subito eccitare, considerando come Lucia nel frattempo iniziava già a gemere piano piano, poi, a tremare per il godimento, mentre la mia lingua si impegnava a farla godere per bene.

Quindi si improvvisò in un focoso 69, allungandosi su di me, prendendosi il cazzo in mano e iniziando a succhiarlo come un vero e proprio calippo: era veramente fuori di sé per quanto le piaceva sentire la mia lingua dentro, e così, mi implorò che ora voleva il cazzo, tutto, e che lo voleva cavalcare lì, montandomi sopra come una puttana che non poteva rinunciare per nulla al mondo alla sua razione quotidiana di minchia dura.

Lucia mi scappellò il cazzo, quindi, se lo infilò in mezzo alle gambe e, dandomi le spalle, iniziò a cavalcarmi con una certa intensità: la scena era delle più belle che avessi vissuto, con lei che si divertiva ad inforcare il mio uccello duro, quindi, un panorama da sogno davanti ai miei occhi e, infine, un ritmo della trombata che si faceva sempre più irresistibile, e la profondità della sua figa che sembrava far sparire tutta la mia mazza dentro di lei.

Continuò a saltare su e giù dalla mia minchia perché la voleva sentire tutta dentro di lei, e pian piano, si bagnava sempre di più, ansimando e gemendo, e iniziando a spingere più forte, sempre più forte, perché non riusciva più a contenersi: la sua figa era ormai in fiamme e, quindi, all’apice del godimento si lasciò andare venendo, soddisfatta per trovarsi bella impalata in quella posizione che evidentemente le dava delle soddisfazioni incredibili.

Le dissi di continuare a scoparmi, perché sarei venuto pure io poco dopo: per tutta risposta, si posizionò bene in alto, e gioco a fottermi in punta, come una ballerina che conosceva i miei punti deboli…e poco dopo sborrai sulla sua figa, tirandolo fuori giusto in tempo per non riempirla tutta. Lei si alzò, si sdraiò al mio fianco, e riprese pian piano fiato: mi guardò, sfiorò le mie labbra, e mi disse che le era piaciuto sentirsi fottere in quel modo al mare…

Starsene all’aperto e scopare: il sogno della vita di un gran numero di uomini come Gino, che sa pure raccontare con una storia di sesso meravigliosa le sue sensazioni più belle.

Una troia amante del cazzo bello duro all’aperto, di Gino di Trapani.

Prima edizione: dicembre 2015, by Atlantia Media.

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