Una fighetta sulla spiaggia

Una fighetta sulla spiaggia che voleva relax e piacere

Questo week-end, considerando il bel tempo durante il nostro breve soggiorno di vacanza al mare, con Marta ci siamo goduti qualche ora di relax e di sole sulla spiaggia, senza pensare ad altro che a noi: e in quell’atmosfera unica e magica, con lo sciabordio delle onde, e ancora sotto il calore di quei primi raggi di sole di primavera, ci siamo anche abbandonati un po’ ai nostri sogni, e alle nostre emozioni, quasi come se volessimo restare sospesi, lontano da tutti.

Marta era davvero irresistibile, in quel costumino che ne metteva in evidenza tutta la bellezza, e ancora, che mi invogliava pure a trasgredire un po’: e passandole la mia mano sulle chiappe, sentendole belle sode, mi ha fatto indurire il cazzo, perché già mi immaginavo di montarle sopra e di trombarmela da dietro, lì in mezzo alla spiaggia, per assaporare tutto il piacere di un bel momento di relax senza lasciarmi distrarre da qualunque altra cosa che potesse presentarsi in quel momento.

Guardandomi con quella sua aria da vera troietta (e fighetta), mi faceva davvero perdere la testa, e gliel’ho detto chiaramente che avevo voglia di lei, e pure lei rispondendomi per le rime, mi ha detto chiaramente che non vedeva l’ora di sentire il mio uccello dentro di lei: e lo voleva da dietro, voleva sentirmi spingere bene, senza fermarmi e soprattutto, facendola godere come una troia in mezzo alla natura, un desiderio che non riusciva davvero a non soddisfare.

A gambe aperte sull’asciugamani

Si sistemò quindi a gambe aperte sull’asciugamani, davanti a me, mentre io ero con la mia lingua già alla ricerca della sua intimità, perché volevo farla godere per bene già durante i primi momenti dei preliminari: e tra colpi di lingua, leccate di vario tipo, carezze e ditalini focosi, Marta si stava eccitando – e non poco – dandomi prova della sua troiaggine, e nello stesso tempo, della sua voglia di approfittare fino in fondo di quelle che potessero le mie fantasie erotiche più focose.

Vederla bagnarsi, contorcersi e gemere così sulla spiaggia, nel bel mezzo della natura, mi metteva un livello di eccitazione mai visto prima, spingendomi anche a fare di più per farle toccare il cielo con un dito, soprattutto grazie alla mia lingua focosa, che si faceva strada tra il suo clitoride e le sue labbra, con dei movimenti perfetti per farle perdere la testa, in quel pomeriggio di sole in cui tutto sembrava essere così rovente, a cominciare dall’atmosfera attorno a noi due amanti.

Con quei preliminari così piacevoli ed intensi, Marta stava già abbandonandosi al piacere di un orgasmo incontrollato, sebbene poi fece di tutto per contenersi e non esplodere in un lungo gemito di piacere, probabilmente perché non vedeva l’ora di sentirmi dentro di lei: andando a mettersi stesa sull’asciugamani, mostrandomi quel meraviglioso culetto, mi son appoggiato a lei, spingendo il mio cazzo dentro la sua fighetta, spingendo quanto bastava per regalarle delle emozioni intense.

Appena dentro, Marta ebbe subito un nuovo e profondo gemito, facendomi eccitare ancor di più, e spingendomi a desiderare che, finalmente, potesse venire sotto le mie spinte decise e intense: le trapanai la fighetta come se fosse l’ultima volta che potessi assaporare il piacere di una trombata con lei e, quindi, mi eccitai sempre di più, perché la sentivo bagnatissima, mentre la mia cappella scivolava dentro di lei in un moto di piacere che non poteva conoscere eguali.

Le sensazioni di quella trombata erano ancor più uniche considerando come, tutt’attorno a noi, non c’era che spazio per la natura: ci sembrava di essere due amanti finiti in una sorta di giardino dell’Eden, dove c’era spazio soltanto per noi e per le nostre emozioni, per quel desiderio irresistibile di assaporare la trasgressione, che per me sarebbe stata chiaramente una bella e lunga sborrata, come una sorta di liberazione dopo tanto irresistibile piacere, quello che poteva darmi Marta.

Lei era sempre più eccitata, sempre più vogliosa, e in effetti, qualche istante dopo si liberò di ogni sensazione ed emozioni non espressa, lanciando un lungo e profondo sospiro, ansimando, e poi finalmente lasciandosi andare in un lungo gemito, mentre io ero ormai agli sgoccioli e, quindi, ormai prossimo a venire dentro di lei, ho tirato fuori il mio uccello, e le ho sborrato sulla schiena, lanciandole quei caldi getti di piacere e di vita, mentre attorno a noi era tutta una esplosione di vita…

Perché non godersi il mare – e la vita – con una bella fighetta pronta a scopare? Angelo, sei davvero un mito: e grazie per il tuo racconto erotico 🙂

Una fighetta sulla spiaggia che voleva relax e piacere, di Angelo di Genova.

Prima edizione: marzo 2016, by Atlantia Media.

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