Una bionda

Una bionda che correva allo stadio

Quando andavo a correre c’era sempre qualcuno che non sapeva come tentare di mantenersi sempre in modo impeccabile: qualche culona senza speranza, qualche strafiga che poteva fare a meno di tutto quel movimento e, infine, un paio di tipe che in effetti – pur avendo un paio di chili in più – erano già abbastanza hot. Tra tutte queste frequentazioni non mancava neppure Antonella, così giovane e provocante, che mi sembrava davvero sempre al top della forma fisica ed eccitante.

Dopo averle dato un fazzoletto durante una corsa fatta insieme, e una chiacchierata alla fine dell’esercizio, mi son accorto di come questa giovane fosse simpatica. Anche lei correva per non perdere la forma, ma anche per il piacere di sentirsi al top: e quando le ho detto che però oltre allo sport di tanto in tanto ci voleva un po’ di piacere in tavola (e in altro) anche lei ha annuito sorridendo, dicendomi che in effetti era d’accordo con me. Così ci siamo soffermati a parlare di nuovo.

Pure lei aveva voglia di mangiare qualche cosa di buono, così, mi ha proposto di andare di lì a poco a farci una bella pizza in un locale che conosceva lei. Io le dissi di sì, che era l’idea giusta anche per me, ma prima di andarcene a mangiare, ci voleva un bell’aperitivo gustoso. Mi guardò in faccia e, quando le dissi che il suo culo sarebbe stato l’aperitivo perfetto, si mise a ridere e mi disse “non sarebbe male gustare anche un po’ di salsiccia, non trovi?” e mi sfiorò il cazzo sorridendo.

Una trombata per scaricarsi del tutto

Così ci avviammo verso gli spogliatoi, ma prima di entrarvi, ci fermammo in un piccolo locale per la manutenzione, un posto buio, perfetto per trombare senza essere nemmeno visti. Appena entrati, mi buttai ai piedi di Antonella, e le sfilai pian piano la tuta aderente, e poi, le mutandine. “mmmm, che bella figa, bella bagnata e bella vogliosa, piena di umori” e lei si eccitò non appena la mia lingua iniziò e leccarla, mentre con le dita giocavo a solleticare i suoi desideri tra culo e figa.

Mi avvicinai a più riprese al suo bel culetto, e poi, le misi pure un bel dito nell’ano, mentre continuavo a leccare: Antonella si eccitava e godeva, tutta soddisfatta, come se non potesse farne a meno. E poi, mentre io ero alle prese con la sua figa, a un certo, punto, sentimmo avvicinarsi qualcuno al locale: per qualche istante restammo in silenzio, senza muoverci, e poi quella persona si allontanò. Allora a quel punto mi disse “dai, facciamo un bel 69, e così, ci sistemammo per terra sopra i nostri vestiti.

Con il mio cazzo nella sua bocca e la sua figa da leccare, mi sentivo davvero pieno di voglia di godere, non vedevo l’ora di assaporare ogni istante con la massima carica. E così quando sentii le sue labbra stringersi sul mio uccello, mi eccitai e la incitai ad andare più a fondo, spingendola con voglia. Antonella succhiava e scendeva sempre più a fondo, perché sapeva di godere davvero tanto e di farmi altrettanto eccitare e tentare fino alla follia con quelle sue labbra così carnose e calde.

Quando la sentii venire, sotto le mie leccate sempre più profonde, le misi di nuovo il pollice in culo, facendolo girare e dicendole “dai, ti voglio scopare, saltami sopra”. Antonella si alzò, mi mise la figa in faccia di nuovo e poi mi disse “adesso voglio proprio fotterti per bene, e vedere quanto resisti con la mia bella fighetta calda” e, quindi, lei si lasciò andare con desiderio, sedendosi su di me come se fossi una poltrona comodissima, facendosi entrare tutto il cazzo in figa con un colpo solo.

Sentivo quel meraviglioso culo su di me, quella figa che scorreva sulla mia cappella, e poi, il mio cazzo che entrava tutto quanto dentro fino in fondo, facendomi eccitare: e non mi restava altro da fare che lasciarla fare, mentre si muoveva così bene, perché mi faceva eccitare. L’unica cosa che riuscivo a fare, in quel momento, era proprio stare a guidarla, con le mie mani, facendola dimenare nel modo giusto, mentre mi faceva sempre più eccitare e mi stava preparando ad un orgasmo esplosivo.

Lei scopava senza tregua, con un ritmo da vera amazzone, tipico di chi sa bene come si scopa e come si gode, e di tanto in tanto, mi diceva “ti piace? dai, dimmi che ti piace come ti scopo” e io “ahhhh, siii, che figa meravigliosa sei, sei troppo divina” mentre poi riprendeva a scoparmi, muovendosi con la passione di chi scopava per far godere davvero. E poi continuò a muoversi su di me, così, mentre io la stringevo sempre più a me, tenendole il culo con le mani, perché volevo venire.

E poi la spinsi a scoparmi più a fondo, fino a far entrare il mio cazzo al suo utero, e a quel punto, mi eccitai di colpo, senza riuscire a trattenermi più di quel tanto, ansimando forte e, poi, godendo e sborrandole dentro senza freni, lasciandomi andare del tutto in quel momento di grande piacere incontrollabile. Quindi dopo l’ultimo schizzo che sentì scorrere nella sua figa, si sollevò da me, e rimase lì con la figa grondante di sborra, che di tanto in tanto finiva sulle mie gambe.

“ahhh, adesso sono proprio pronta per la cena, e tu?” e io le dissi “questo aperitivo, davvero gustoso, mi ha messo appetito”…

Tante emozioni uniche sono quelle che ha vissuto Marco nel suo racconto erotico mitico: e voi avreste fatto come lui?

Una bionda che correva allo stadio, di Marco di Alessandria

Prima edizione: Settembre 2016, by Atlantia Media.

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