Un pompino che non terminava più

C’é qualcosa che è senz’altro più eccitante di un orgasmo raggiunto per via della stimolazione del clitoride ed è proprio il pompino…sì, quello che noi donne amiamo fare per farvi impazzire. Con Angelo ci piace sempre provare qualcosa di nuovo e quella sera lì ero troppo stanca per un’ennesima scopata, così mi sono detta che volevo assolutamente sentirlo eccitato.

La scoperta di un pompino che non terminava più

Durante la nostra passeggiata, quindi, mi sono delicatamente avvicinata al suo orecchio e gli ho sussurrato:

-Quando andiamo a casa, voglio stupirti…voglio farti godere come non mai

Lui, sorridendo, mi ha risposto che l’idea gli piaceva molto e che si sarebbe volentieri concesso ai miei giochi sessuali. Così, una volta arrivati a casa, ci siamo subito cambiati e messi nel letto. Io mi sono spostata dalla mia parte sopra alle sue gambe, quasi a cavalcioni, e mi sono posizionata proprio in corrispondenza del suo pene che, già, friggeva nelle mutande. Gli ho iniziato a baciare gli addominali, così scolpiti e duri da farmi eccitare al sol tatto, e poi scendendo lentamente e “cuocendolo” a puntino sono arrivata sopra ai suoi slip rossi, già umidi, così stretti per quel cazzo pieno di voglia, pronto ad essere scopato dalla mia bocca.

L’ho scoperto lentamente da quello slip e, nel buio della notte, si è mostrato già turgido e grosso alla mia mano: a quel punto non ho fatto altro che impugnarlo e inserire lentamente la cappella tra la fessura delle mie labbra. Dopodiché, ho iniziato a giocarci: lo aspiravo, lo risucchiamo e gli leccavo quel piccolo lembo di pelle che si trova in cima e conduce poi diritto al buchino in cima al glande. Il tutto, poi, è stato reso ancor di più dalla mia saliva che colava lungo la sua asta e rendeva il tutto ancor di più “scivoloso”.

La mia mano conduceva il gioco, sembrava quasi una spirale che oltre a muoversi dal basso verso l’alto, cercava di compiere una rotazione per rendere ancor di più piacevole il movimento. Più andavo avanti e più iniziavo a sentire il suo fiato che si intensificava: quel continuo ansimare mi rendeva ancor di più porca, perché desideravo assolutamente farlo godere, farlo esplodere di piacere in una nottata che era solamente iniziata da poco e che si sarebbe conclusa quasi dopo un’ora.

Il suo cazzo ero gonfio di piacere mentre continuavo a pomparlo velocemente

Il mio continuo “svitare” del cazzo e la mia bocca hanno continuato a lavorare la sua cappella e la sua asta; di tanto in tanto, mi concedevo di succhiargli anche le palle, mentre la mia mano continuava il suo gioco forsennato che l’avrebbe poi portato all’orgasmo. Lo sentivo, continuava ad ansimare, io provavo a cambiare posizione ed angolazione per provocargli ancor di più piacere e a ritmo cadenzato mi fermavo per segarglielo un po’ e fargli aumentare il piacere.

Ho continuato ad aumentare il ritmo della segatura, fino a quando non ha iniziato a supplicarmi di non fermarmi, di proseguire, di farlo eccitare ancora di più e farlo sborrare. Non potevo certamente deluderlo, così ho sputato la saliva che avevo in bocca sul suo cazzo e ho iniziato a ciucciarglielo ancora di più, a muovere ancor di più velocemente la mia mano, segandolo come mai non avevo fatto – e forse non aveva fatto – fino a quando è esploso come un vulcano.

-Aaaaah, siii, aaaaah aaaaah

Continuando lentamente a muovere la mano, oramai imbiancata dal suo prezioso nettare, sono andata pian piano calando di intensità fino a fermarmi. Per la cronaca…credo che replicherò anche questa sera, oramai ho capito che gli piace e, ve lo dico, piace anche a me!

Un pompino che non terminava più, Miluna di Como.

Prima edizione: giugno 2019, by Atlantia Media.

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