Un hamburger e…

Un hamburger e qualcos’altro in compagnia di Ilenia

Tra tutte le persone con cui lavoro, quella che in assoluto mi piace di più è sicuramente Ilenia, perché è una tipa capace di darmi le sensazioni più piacevoli in ogni istante, e soprattutto, non è mai così incazzata come tutte le altre colleghe, che sembrano sempre a digiuno di cazzo e, per quel motivo, hanno davvero bisogno di farsi una bella montata per rilassarsi, ed arrivare in azienda in un modo accettabile, senza che scassino le palle a me e a tutti gli altri poveri uomini presenti in ufficio.

Ilenia mi ha sempre sostenuto in tutti i progetti, e pure io ho fatto lo stesso con lei, perché aiutandoci potevamo entrambi guadagnarci una nostra posizione all’interno dell’azienda, cosa che in effetti è accaduta, perché ci siamo ritrovati insieme nell’ufficio sviluppo, portando avanti nuove importanti iniziative e, soprattutto, avendo pure parecchio tempo da condividere insieme per sviluppare nuove idee, dando spazio a tutta la nostra creatività e la nostra fantasia in ogni cosa che ci veniva proposta.

Praticamente a pranzo andiamo sempre insieme, e quando la vedo con me, camminare e salire le scale, mi sento sempre un po’ rallegrato, perché mi rendo conto di non essere da solo dentro quell’ambiente di lavoro, dove troppe troiette sceme mi hanno sempre dato sui nervi: e così abbiamo fatto anche questo venerdì, quando a mezzogiorno siamo andati di sopra, con i nostri hamburger, approfittando del bel tempo e del fatto che non c’era in giro nessuno a scassare le palle.

Ci siamo quindi seduti sulla pavimentazione di legno, parlando di come sono andate le cose quella mattina, ma prima di mangiare, ci siamo concessi una bella sigaretta, guadando un po’ il panorama da quella terrazza: attorno a noi c’era soltanto il cielo azzurro, quel venerdì, e nessuno. Senza pensarci due volte, colsi l’occasione e dissi a Ilenia “sai che ti devo confessare una cosa, Ile?!” e lei mi rispose “ah sì? Anch’io dovevo fare la stessa cosa con te” e io “ahahaha, che combinazione guarda tu!”

Anche per il sesso amatoriale

Avevamo appena acceso la sigaretta, e quindi, tra un tiro e l’altro trovai il coraggio di dirle una cosa che da troppo tempo le avevo taciuto, e cioè “sai quante volte, durante le mie assenze al bagno, mi son chiuso nel cesso a segarmi pensando a quanto sei figa?!” e lei mi guardò senza parole, dicendomi “ahh però, non pensavo. Ma vuoi sapere che io invece mi sono sditalinata un sacco di volte sognando che fossi tu a leccarmela e toccarmela?” e io le dissi “mmmm, che bei pensieri facciamo.”

E poi mi avvicinai a lei, le passai una mano su quelle belle gambe, toccandole delicatamente, e poi le dissi “mmm, con due gambe così, potrei anche perdere la testa per te” e lei mi disse “dai, inizia a non perdere tempo con la lingua, e datti da fare con me” e mi lasciai quindi guidare dalle sue parole, e inginocchiandomi, le abbassai quei leggings di pelle nera, e poi, il suo perizoma, e trovai quelle meravigliose labbra, che penetrai a più riprese con il pollice, e poi, con la mia lingua la leccai tutta.

Avevo una voglia malsana di lei, di fare sesso, di non perdere tempo, e poi soprattutto volevo godere: le leccai quella meravigliosa figa, mentre lei godeva e si agitava già, perché le piaceva quel modo di farsi leccare il suo intimo, e me lo diceva pure “ohhh, leccamela così, ahhh, mi piace lo sai? Ma come fai a saperla leccare così da dio?! Dai, continua, fammi venire che sono eccitatissima” e io non mi tirai indietro, continuando a provocarla con la lingua, facendola godere come una troia.

Leccavo, sditalinavo, e poi, vedendola ormai pronta per godere, le dissi “dai, adesso fai godere un po’ anche me, voglio scoparti, così vieni mentre ti prendi il mio cazzo dentro” e lei mi disse “dai, mettimelo dentro, siediti sulla terrazza, che mi siedo sopra di te e ti scopo per bene”: dopo aver obbedito alle sue richieste, mi abbassai i pantaloni e le mutande, quindi, tirai fuori il mio cazzo che già era abbastanza duro e caldo, perché avevo già voglia di assaporare tutta la sua fantasia erotica.

La guardavo godere, con quella smorfia di piacere, nel momento in cui il mio cazzo si fece largo nella sua figa: aveva voglia di godere, non ne poteva fare a meno, e così, continuando a trombarmi, muovendosi su e giù, mi accorsi che la sua figa si stava bagnando sempre di più, si stava lubrificando in maniera strana, quasi come se si stesse preparando a qualcosa di imprevedibile, qualcosa di troppo bello per essere vero, che in effetti mi trovai di fronte qualche secondo dopo.

Ilenia era venuta e stava squirtando, la sua figa era tutta bagnata e calda, e nel frattempo, il mio cazzo bello duro continuava ad essere fottuto da lei, che però mi sembrava quasi esausta per il tanto movimento: le dissi di voltarsi, che mi sarebbe piaciuto di più, e lei obbedì, e poi mi disse “dai, vieni Carlo, ohhhhhhh, sono esausta” e io la guidai su e giù, strinsi le mie mani sul suo culo, e guardandolo, le dissi “ohhhh che culo divino che hai, dai, scopami così che mi piace troppo.”

Ilenia mi trombò ancora per un paio di minuti, che mi parvero davvero interminabili ed indimenticabili, proprio per quanto stavo godendo e per le sensazioni che la sua figa sapeva regalarmi, trombandomi come un vero porco in quel momento sulla terrazza. La guidavo, le frustavo le chiappe con le mie mani, e poi mi eccitavo irrimediabilmente con quel suo movimento lento ma deciso, su e giù, che sembrava lei continuasse a fare pensando a quanto ero pieno di desiderio.

Poi mi sentii i coglioni sempre più pronti a svuotarsi, le prime spinte si manifestarono, e la mia sborrata arrivò puntuale dentro la sua figa vogliosa…

Ilenia è davvero la tipa che tanti vorrebbero incontrare: Carlo ha idea di quanto sia fortunato e quanto sia eccitante il suo racconto erotico amatoriale?

Un hamburger e qualcos’altro in compagnia di Ilenia, di Carlo di Novara

Prima edizione: Luglio 2016, by Atlantia Media.

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