Simona la figa

Simona mi ha dato la sua figa godendo come una troia unica

Dopo avervi raccontato della mia avventura con Sara, oggi, torno alla carica proponendovi un racconto che riguarda da vicino un’altra tipa interessante che ho conosciuto – e fortunatamente mi sono anche trombato con un piacere incredibile: lei si chiama Simona, ha un allevamento di gatti di razza, ed è una di quelle strafighe alle quali è impossibile resistere se si amano veramente le donne capaci di esprimere a parole e a gesti la loro vitalità.

Simpatica a non finire, con quel suo sorriso sempre splendente e pieno di vita, Simona mi ha da subito affascinato e conquistato, soprattutto, quando ci siamo incontrati la prima volta insieme con degli amici comuni: era una bella sera in pizzeria, e ricordo ancora che, in un gesto di simpatia e di gentilezza, notando che camminavo a fatica, si è alzata per prendere una sedia anche per me per accomodarmi al loro tavolo all’aperto.

Il suo gesto mi ha colpito positivamente, al che, l’ho ringraziata offrendole da bere e mi son soffermato a chiacchierare con lei: quella sera ci siamo divertiti tantissimo, tra una battuta e l’altra, e mi sembrava ormai di conoscere questa giovane da una vita, quasi come se non fosse assolutamente la prima volta insieme, quella sera, e di fronte anche al suo modo di essere espansiva, non riuscivo proprio per alcuna ragione a resistere.

Quando giunse la fine della serata, prima che ce ne andassimo, prendendola da parte, le ho proposto di andare altrove per bere qualche cosa insieme: e lei ha accettato con soddisfazione e convinzione, dicendomi che conosceva un bel posticino dove avremmo potuto trascorrere un po’ di tempo in maniera piacevole, lontano dalla confusione e soprattutto avendo l’occasione per rilassarci e magari anche conoscerci un po’ meglio.

A Simona piacevano anche gli ucelli

Mentre mi raccontava di lei, e della sua attività di allevatrice di gatti, che le dava veramente tante soddisfazioni, Simona aveva uno sguardo illuminato da un’aria felice e rilassata, e mentre eravamo accomodati su uno di quei divani all’aperto, mi chiedeva che cosa facessi io e, soprattutto, se mi fossi divertito in questa serata speciale, che stavamo trascorrendo insieme abbandonando il resto della compagnia, che sembrava incuriosita da noi.

Le dissi che per me era una serata magnifica, e che da tempo desideravo di trascorrerne una così, in compagnia di una persona tanto piacevole: le mi sorrise, mi guardò negli occhi, con un’espressione quasi felina, e si protese verso di me cercando di baciarmi, prendendo iniziativa, e io la lasciai fare, anzi, accarezzandole la faccia e lanciandomi in quel momento di passione, senza pensarci ma mettendoci tutta la mia spontaneità.

Simona mi guardò con quei suoi occhi castani, come i suoi capelli, e continuò a baciarmi: dopo un po’, siccome era un po’ fresco quella sera, lei si accovacciò proprio vicino a me, la strinsi un po’ a me, e sentii che magnifiche tettone aveva, così abbondanti da stimolare la mia fantasia e farmi desiderare di averle tutte per me tra le mia mani, per possederla piacevolmente senza perdere nemmeno un istante prezioso.

Mi guardò di nuovo, e mi disse che sentiva un’attrazione irresistibile verso di me, e che quella notte avrebbe voluto trascorrerla con me, all’aperto, per assaporare i piaceri della vita: quando il locale chiuse, andammo all’auto, e guidai verso la collina, finché trovammo una panchina – la conoscevo benissimo – dove andammo a sederci, soli nel mezzo della notte, pronti ormai a lasciarci andare alla passione senza freni.

Non passava nessuno per quella strada, al che, appena giunti ci denudammo insieme spontaneamente, senza pensarci, dopodiché, una volta seduto in panchina, le prese a farmi un pompino e a giocare con le sue tette a stringerci il mio cazzo in mezzo: la cosa mi faceva impazzire, a più non posso, e la incitavo a farmi godere come non mai, mentre continuava a darci dentro e a spingersi sempre più a fondo sul mio cazzo gonfio e durissimo.

Dopo un po’ si sollevò, e sentendolo bello duro, si accovacciò sopra di me, allargando le sue cosce al punto giusto da riuscire a farselo entrare: e mentre penetravo la sua figa, la sentivo godere e desiderare il mio cazzo, e anche me, al che iniziai a giocare con le mie dita sul suo clitoride, facendola ansimare e gemere sempre più velocemente, mentre era intenta a montarsi il mio cazzo duro e non vedeva l’ora di farselo scivolare sempre più dentro.

Godeva e scopava come se non ci fosse un domani, come se non desiderasse altro che sentire le sensazioni più belle, quella notte, e lo faceva lasciandosi andare, come poche donne in precedenza avevo visto fare in quella maniera: e mentre si avvicinava l’orgasmo, lei iniziava a farsi sempre più rumorosa, a desiderare sempre di più di essere fottuta su quella panchina, che ormai iniziava anche a scricchiolare sotto tutta l’energia che metteva nel sesso.

Finché a un certo punto, la sentii rilassarsi e lasciarsi andare, bagnatissima ormai, gemendo e ansimando a più non posso: era venuta e non riusciva più a controllare il suo godimento, ormai immenso. Vedendo che non avevo ancora sborrato, Simona mi guardò maliziosa, mi disse che voleva farmi venire alla grande: si passò il dito sull’ano, lo inumidì per bene, e subito dopo mi montò sulla cappella, facendola affondare in quel buchino caldo.

Non riuscii a resistere molto a lungo, mentre si preoccupava di scoparmi in quella maniera soddisfacente e decisa: di fronte a me avevo il suo culetto, quelle cosce perfette, e sentivo il mio cazzo ormai posseduto da quel suo culo meraviglioso, che desideravo continuasse a scoparmi in quella maniera. Qualche istante dopo, mi lasciai andare dentro di lei, gemendo e scaricando tutta la mia sborra in quel culo da sogno…

Simona era lì che mi guardava, mi chiedeva se mi fosse piaciuto come mi aveva scopato, al che le dissi che era divina: mi baciò appassionatamente e mi disse che non voleva trascorrere mai più una serata senza di me…

Anche in questo nuovo racconto erotico di Davide, non mancano gli elementi di una bella avventura di sesso indimenticabile: e quando le tipe sono così focose, è davvero difficile lasciarsele sfuggire 🙂

Simona la figa che amava i gatti e… gli uccelli, di Davide di Parma.

Prima edizione: luglio 2015, by Atlantia Media.

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