Sesso nel fienile

Sesso nel fienile di mio nonno

Luglio. Faceva dannatamente caldo e mio nonno mi aveva chiesto di passare in campagna per aiutarlo nella terra con alcuni piccoli lavoro e così con l’occasione avevo pensato che potessi invitare anche Giuliana, la mia ragazza che non aveva mai visto una vera fattoria. Così proprio in quel week end abbiamo deciso di preparare il nostro trolley per andare dal nonno Carlo.

Dopo 1 oretta circa di viaggio in auto, siamo arrivata da nonno che ci ha accolto come al suo solito con un grande sorriso ed una grande tavola imbandita in giardino; la nonna, difatti, aveva preparare un buon caffé – quelli con la moka per intenderci – ed una gustosissima torta paradiso. Giuliana sembrava essere veramente molto contenta ed anche io, d’altronde, lo ero. Così dopo un paio di chiacchiere e un buon caffé, ho chiesto subito a nonno quali lavori volesse fare.

Quindi, ci siamo spostati tutti insieme verso il fienile, quello utilizzato dagli animali da stalla e per lo stoccaggio del fieno durante l’inverno. Praticamente, la porticina posta all’interno si era rovinata e quindi doveva essere sistemata e poi mi chiese se potessi dare anche un’aggiustata alla scaletta di legno che portava alle finestrelle poste in cima alla stalla. Intanto, nonna e Giuliana si erano accomodate sotto al pergolato e si godevano un po’ di aria chiacchierando e parlando del più e del meno.

Scesa la sera, la nonna insieme a Giuliana aveva preparato un buon piattino rustico, con tante verdure del suo orto e le tagliatelle fatte dalle sue mani. Così dopo la cena, i nonni decisero di coricarsi abbastanza presto ed io con Giuliana decidemmo di fare due passi nella campagna, sotto le stelle.

Nell’aria c’era un odore intenso di fieno secco

Camminando, di tanto in tanto, alzavamo lo sguardo al cielo e sognavamo di quanto potesse essere magico trascorrere l’estate sotto le stelle, in campagna. Poi arrivammo vicino al fienile e decisi di salire al piano superiore, dove potevamo stenderci per guardare le stelle. Ci eravamo portati anche una coperta per non stare a contatto con il fieno ed essere più comodi. Quindi, decidemmo di sdraiarci lì e di puntare i nostri occhi al cielo.

Trascorsi circa 5 minuti, Giuliana mi guardò con un po’ di aria maliziosa e mi disse sottovoce:

-Ma se lo facessimo qui, ora?

-Ti piacerebbe davvero Giuliana?

-Dai, sì, è eccitante e poi sotto questo mare di stelle è davvero romantico!

Allora le dissi che si poteva fare, ad un patto però di non fare casino perché non volevo che gli animali facessero rumore, facendo svegliare anche il nonno e la nonna. Quindi, iniziammo a baciarci appassionatamente: le sue labbra erano dolci ed avvolgenti e la sua lingua era temerari e coraggiosa. Sentivo le sue mani lungo la schiena e, pian piano, poi scendere verso le mie natiche.

A quel punto, dunque, iniziammo entrambi a spogliare l’altro fino a quando non rimanemmo completamente nudi; i nostri corpi si sfioravano, erano caldi ma comunque vogliosi di esplorarsi e conoscersi sempre di più. Quindi, con estrema dolcezza, mi intrufolai tra le sue belle gambe lunghe ed inizia lentamente a penetrarla. Fù dolce, ma allo stesso tempo eccitante, perché sentivo ogni sua singola rughetta della figa avvinghiarsi intorno al mio cazzo.

Quindi, inizia a spingere dapprima lentamente e poi con un ritmo sempre più incalzante. Spingevo, spingevo e spingevo…sentivo il mio cazzo gonfiarsi sempre di più in quella morsa di carne calda, ma non volevo concludere subito quel sogno e, dunque, chiesti a Giuliana se volesse provare qualcosa di nuovo e di più intenso e lei, senza neppure chiedermi delucidazioni, esaudì la mia richiesta.

La feci mettere a mo’ di pecorina e poi le sputai sul buco del culo, facendo colare la mia bava sino al suo clitoride pulsante. Quindi, a quel punto, puntai il mio pisello verso il suo ano ed inizia anche lì a spingere lentamente. Giuliana iniziò a fare qualche verso, ma allo stesso tempo mi disse di non preoccuparmi, che sapeva già che avrebbe fatto male, ma che desiderava da tempo provare questa pratica.

Quindi, a quel punto, le diedi una spinta più forte e riuscii ad entrare finalmente nel suo buco del culo: era caldo e forse anche più accogliente della figa, visto che sentivo la morsa ancor più stretta. A quel punto, dunque, inizia a muovervi più velocemente, attivandomi anche con le mani sui suoi fianchi e per muoverla contemporaneamente insieme a me.

Inizia a godere di brutto, ansimando sempre di più, fino a quando non le svuotai il mio cazzo esplosivo nel culo. Non appena levai il cazzo, poi, la mia sborra, per quanto era abbondante, iniziò a colare lentamente verso la sua figa calda. Dopo quella scopata così ci rivestimmo ed uscimmo dal fienile per tornare a casa a dormire.

É stato un fine settimana eccitante e divertente!

 ∞

Quante ne succedono a casa del nonno, eh Maurizio? Inviaci altri racconti erotici di questo tipo: non sono niente male.

Sesso nel fienile di mio nonno, di Maurizio di Monza Brianza

Prima edizione: settembre 2016, by Atlantia Media.

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