Con le lacrime che mi scendevano sul viso, mi sedetti sul pavimento di legno nel centro del salotto. Piangevo a dirotto, perché era stata una giornata orribile a lavoro!

Come si è trasformata la mia pessima giornata in una giornata hot

Ero particolarmente sensibile a causa delle mestruazioni in arrivo e anche se non avrei mai ammesso che erano gli ormoni a farmi questo effetto, mi sentivo fragile in quel momento. Il mio amico, abituato al queste crisi ormonali – se così vogliamo definirle – era in macchina e stava tornando a casa da lavoro.L’avevo chiamato quando aveva iniziato a crollare, con la voce rotta e le lacrime. Lui aveva sentito come mi sentivo da merda e mi aveva detto che sarebbe tornato a casa a momenti.

Nonostante lo considerassi il mio migliore amico, noi due erano molto più di questo! Condividevano l’appartamento in centro, naturalmente con camere da letto separate, ma la sua era più che altro un deposito per le sue cose e i suoi vestiti, visto che passavo quasi tutte le notti con lui.

Lui entrò dalla porta con in mano un mazzo di margherite che aveva raccolto sul ciglio della strada durante il viaggio verso casa:

-Vieni qui, tesoro, cosa è successo, dimmi cosa c’è che non va?

Mi limitai a scrollare le spalle mentre scendevano altre lacrime e lo abbracciai.

Avvolta tra le sue braccia, avevo già iniziato a sentirmi meglio mentre lui mi teneva stretta, con il mento sulla testa e il viso sepolto nel suo petto, bagnando di lacrime la sua camicia:

-Non mi sento bene. C’è qualcosa che non va, ma non so cosa!

-Ti senti un po’ giù, eh?”

Annuii, stringendolo con forza.

-Vuoi che ti baci?

Lui mi parlò con un grande sorriso, sperando di tirarmi su di morale con quel semplice gesto.

A quel punto scossi la testa e gli chiesi se voleva scopare.

-Voglio che tu mi scopi, ho bisogno che tu mi scopi. Ora!

Il modo in cui lo implorai era più che convincente. Mi baciò dolcemente la testa, la prese in braccio e la sollevò sul petto. Mi portò sul letto poggiandomi sulle morbide lenzuola.

La scopata più dolce e piccante di sempre

Ricoprì il mio corpo di baci e morsi e poi, lentamente, levò tutti i vestiti. Io gli tolsi la camicia e con le mani che si muovevano sul suo torso inizia ad esplorarlo.

Rallentando la velocità, abbassò la testa e arrivò all’altezza della biancheria intima. Alzò lo sguardo su di me, e mi baciò sugli slip Tutto il mio corpo reagì e lui sorrise nel vedere la mascella di lei contrarsi e il petto sollevarsi. Mi strofinò delicatamente sui pantaloni, sentendo la mia umidità anche attraverso lo strato di cotone dei leggings. Tirandoli giù oltre i fianchi, mi baciò la pelle dei fianchi e delle cosce mentre passava attraverso ogni centimetro di pelle nuda.

Inumidendo la lingua all’interno della sua bocca, scese ancora e si trascinò con la lingua sul suo buco della mia passera e sul clitoride, mentre un forte gemito scuoteva il mio corpo. Chiuse la bocca intorno, succhiando e sputando, spingendo la lingua dentro di me e facendola roteare, arricciare, assaggiare.

Il mio corpo si strinse e si contorse, mentre costringeva le gambe a rimanere aperte. Le mie mani volarono giù e afferrai i suoi capelli. Senza controllo, lo avvicinai e lo allontanai, lo rallentai e lo feci accelerare…oramai il piacere era troppo forte da sopportare!

Senza fermarsi, lui si avvicinò e m’afferrò i polsi, staccandoli dai suoi capelli e bloccandoli sul letto accanto alla vita.

Lasciando che i denti sfiorassero il clitoride, si staccò, rimanendo in bilico su di me. Leccando dal bacino al collo, si avvicinò all’orecchio e mi sussurrò a bassa voce:

-Oggi sarò delicato, ok?

Dissi di sì con il capo, piegando le ginocchia e allargando le gambe il più possibile. Lui si spinse lentamente fino a metà, dondolando un po’ dentro e fuori.

-Di più! lo implorai – Ho bisogno di più. Vai più a fondo. Ti prego!

Riempiendomela con tutto il suo cazzo, si sdraiò vicino, appoggiando il peso sugli avambracci ai lati della testa. Si mise a dondolare avanti e indietro, scopandomi intimamente. Ascoltando da vicino i suoni della figa bagnata che si contorceva a ogni spinta, tanto quasi da terminare lì. Si trattenne più a lungo, continuando a scoparmi dolcemente mentre io gli bagnava il cazzo.

Le sue mani si avvicinarono ai capelli, cercando di non tirarli troppo, ma accarezzandoli amorevolmente. Ogni tanto si avvicinava e mi baciava la tempia e le sussurrava qualcosa di dolce all’orecchio.

Mi ricordava quanto fossi bella, quanto si sentisse affezionato a me, tutte le cose che amava di me, tutto ciò che stava facendo di buono e diceva che si sentiva così bene.

-Sei pronta?

Dissi di sì con il capo.

-Dove lo vuoi?

-Vuoi sborrarmi sul petto e sul viso?

-Certo!

Quando lui si sfilò dalla mia figa, mugolai per la sensazione di vuoto. A quel punto si sollevò, inginocchiandosi sopra di me con una gamba ai lati del busto, intrappolandomi le braccia.Spalancai la bocca, tirando fuori la lingua e mantenendo il contatto visivo con lui. Lui si tenne ben saldo a se stesso, masturbandosi sul mio petto, emettendo bassi gemiti mentre si avvicinava sempre di più.

Rallentò i colpi e puntò il cazzo verso la bocca. Il suo sperma schizzò fuori dalla punta, atterrando sulla mia pelle, chiusi gli occhi e mi leccai le labbra mentre lo sentiva circondare la bocca.

Si spostò da me e si sedette accanto, osservando come raccoglievo quello che potevo con le dita, portandolo alla bocca e ingoiandolo.

A quel punto si alzò dal letto e poi si diresse al bagno per usare le salviette umidificate per pulirsi e pulirmi.

Scopami tutta da Giada di Vicenza

Prima edizione: luglio 2023, by Atlantia Media. 

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