Samy una fighetta

Samy mi ha dato la sua fighetta meravigliosa in treno

Quella mattina di primavera, mi trovavo in treno perché mi stavo spostando per concedermi un week-end di relax e, nella mia carrozza, c’erano soltanto un paio di signore, piuttosto in là con gli anni, che parlavano tra di loro e discutevano di quello che avrebbero fatto una volta giunte alla destinazione, tra gite e svaghi di vario tipo, considerando che la bella stagione prometteva già bene per starsene all’aria aperta.

Io ero mezzo stanco e poco attento, finché a una stazione non salì una simpatica ragazza bionda, molto carina, che aveva una camicetta trasparente e un bel paio di leggings neri molto aderenti e luminosi, che mettevano ben in evidenza i suoi fianchi e le sue cosce: mi fece subito eccitare la sua vista, soprattutto, quando guardai quell’internocoscia e quel fianco così sinuoso, che prometteva tanto erotismo impagabile per un amante come me.

Si sedette sui sedili di fronte ai miei, e iniziò a messaggiare e a leggere un po’ di cose per conto suo, senza dare troppa attenzione a tutto quanto c’era attorno a noi, finché, a un certo punto ripose il suo telefono nella borsetta e inizio a guardarsi un po’ attorno, fuori del finestrino, mentre stavamo viaggiando e, a un certo punto, mi chiese quando saremmo arrivati a Verona, al che, le risposi che il tragitto era ancora piuttosto lungo.

Mi ringraziò, e quindi, mi disse che sarebbe andata a fare una bella giornata tra musei, perché era da tempo che voleva concedersi un venerdì di svago, lontano da ogni cosa: le sorrisi, e le dissi che anch’io ero diretto in quella splendida città, e che avrei visitato qualche posto interessante, al che, l’avrei accompagnata con grande piacere alla scoperta di qualche tesoro artistico in un luogo tanto incantevole, dove tutto è più romantico e poetico.

Samy era molto bella e fine

Mi disse quindi che avremmo potuto visitare qualche cosa insieme e, quindi, si spostò un attimo al bagno, poco distante, dicendomi che avrebbe lasciato la borsa: si portò un paio di cose con sé, e restò con la porta aperta, mentre il treno andava, giacché non c’erano altre persone nel nostro vagone, e non sembrava nemmeno dovessero salirne delle altre di lì a breve, considerando che eravamo in fondo a quel treno della mattinata tarda di venerdì.

Dopo un po’, non vedendola tornare né sentendola dire alcunché, mi alzai e arrivai davanti alla porta del bagno: lei era lì che si truccava, di fronte allo specchio del bagno, e lo faceva con grande dolcezza e con movimenti molto delicati, al che non potei resistere nel vederla così, e le dissi che era molto brava, veramente un’artista, considerando quanto era raffinata e bella, al che lei arrossì e mi ringraziò, guardandomi con un’aria soddisfatta.

Lei mi disse di prenderle la borsetta, e di ritornare lì davanti alla porta, per farle un po’ di compagnia: feci subito quanto mi chiese, e tornai curioso di saperne di più di quell’affascinante e misteriosa ragazza, che sembrava racchiudere un universo di arte e di delicatezza in lei, ma altrettanto, pareva avere anche qualcosa di eroticamente irresistibile, con quelle forme e quelle movenze da vera donna, capace di affascinare con un’ancata.

Samy mi disse che si era accorta di come le fissavo l’internocoscia e il fianco, come del resto, di come ero rimasto di fronte ai suoi glutei: la sua camicetta trasparente, infatti, creava un bel gioco tra luce ed ombra, permettendo di fantasticare, e di soddisfare anche la fantasia, guardandola bene mentre si muoveva, al che mi si avvicinò e mi guardò, per poi sfiorarmi le labbra con le sue, e sussurrandomi che mi avrebbe voluto tutto per lei.

Così, ci chiudemmo nel bagno, e iniziai ad accarezzarle quei magnifici capelli biondi, lunghi oltre le spalle, e la baciai dolcemente, e mi inchinai e inginocchiai di fronte a lei, iniziando a stimolarla sulle cosce, facendole dei massaggi leggeri, mentre lei apprezzava e si dimenava guardandomi, dicendomi che non vedeva l’ora di darsi a me, e di assaporare tutto il piacere dell’eros con me, in quel bagno, ma poi anche altrove.

Giocai quindi a provocarla di nuovo con le mie mani, e poi, le abbassai i leggings e il perizoma, e iniziai a mordicchiarle gambe, le cosce e quindi la leccai proprio tra figa e culo, sentendola sempre più ben disposta e desiderosa di lasciarsi andare, di assaporare il piacere del sesso, facendolo con me su quel treno, lasciandosi leccare la figa e il culo da me, che ormai ero con la mia lingua tra le sue labbra e le stuzzicavo l’ano con le mie dita.

Samy si lasciò andare, e quindi, si sistemò appoggiando i suoi gomiti sul lavandino, e mi diede la schiena: di fronte a quello spettacolo della natura, indugiai di nuovo, mordicchiandole le grandi labbra e anche le cosce, facendola sentire desiderata a più non posso, e poi, le misi il mio bel cazzo focoso dentro, godendo e sospirando con lei per quanto era bella scopare con una creatura tanto magnifica, seppur in un luogo non tanto affascinante.

Lei mi disse che, se avessi voluto, mi avrebbe scopato lei: non potei domandare di meglio, e mi fermai, e le dissi di iniziare a muoversi avanti e indietro, solleticando le mie voglie, scappellandomi l’uccello lentamente, per poi fottermelo tutto, e regalandomi tutto il piacere lento di una scopata simile, al che la pregai di continuare, di non fermarsi mai, perché doveva farmi raggiungere l’apice del piacere con quel ritmo da vera amante focosa.

Non si tirò indietro, e mi scopò divinamente, mentre sospiravo sempre di più e godevo del suo magnifico corpo, e le schiaffeggiavo quelle splendide chiappe senza nemmeno un filo di cellulite, e la lodavo per quanto fosse raramente bella e focosa, pronta a darsi nel sesso, senza risparmiare nulla e, soprattutto, condividendo con il suo uomo tutto il godimento di una scopata verso il raggiungimento di un’apoteosi delle sensazioni più forti.

Continuò così finché mi liberai di tutta la forza procreatrice che avevo in mente, innondandole quella splendida figa del mio seme e, poco dopo, si soffermò, chiedendomi se avessi ancora voglia di lei: le disse di sì, ma mi sedetti sulla tazza del wc, e le chiesi di cavalcarmi al contrario, offrendomi la vista di quello splendido culo pronto a solleticarmi il bacino, ad ogni movimento, regalandomi almeno cinque anni di vita con tanto piacere.

Mi scopò con una leggerezza di movimento, ma con decisione, offrendomi davvero il meglio della sensualità di una donna, inarcando il suo bacino, mentre le stringevo i glutei tra le mie mani, fantasticavo, e godevo in maniera stupefacente, desideroso di toccare nuovamente l’orgasmo con lei, masturbandole il clitoride con dolcezza, come piaceva a lei, e sentendola godere ed ansimare sempre più, pronta ormai a venire su di me.

Dopo qualche istante, riuscì letteralmente a godere e squirtò un po’, regalandomi delle sensazioni indicibili, al che le dissi che una donna così bella e oltretutto capace di squirtare, non l’avevo mai neppure potuta immaginare: Samy sorrise, si sedette su di me, esausta e soddisfatta, e mi diede un bacio, dicendomi che nulla al mondo avrebbe più potuto separarci…

Angelo è un amante delle provocazioni erotiche e, nel suo racconto di sesso, non si è dimenticato di aggiungerne tante: è davvero splendido il modo in cui descrive l’erotismo di questa ragazza.

Samy una fighetta in treno che voleva il cazzo, di Angelo di Trieste.

Prima edizione: aprile 2015, by Atlantia Media.

© copyright MMXV by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Un pensiero riguardo “Samy una fighetta

  • 29 aprile 2016 in 6:21
    Permalink

    Seeeeeeeeeee!! Almeno succedesse a me una volta nelal vita di trovarne una cosi

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.