Samantha a 90 gradi

Samantha a 90 gradi sul suo letto era irresistibile

Era da un paio di mesi che, con Samantha, non ci si vedeva più tanto di frequente: dopo il mio trasferimento a Milano per lavoro, quelle volte che capitavo da queste parti, molto difficilmente riuscivo ad incontrarmi e trascorrere qualche ora in sua compagnia. Così, quando per caso venerdì ci siamo visti davanti a casa sua, son rimasto sorpreso nel vederla così in forma e, soprattutto, così felice di vedermi e tanto ospitale da chiedermi se volessi fermarmi a cena da lei per parlare un po’.

All’inizio non è che fossi particolarmente desideroso di fermarmi a mangiare da lei, anche perché ero abbastanza stanco, e avrei preferito tornarmene a casa mia, per risolvere un paio di cose che avevo lasciato in sospeso: poi, però, vedendola così desiderosa di stare in mia compagnia, mi sono deciso a fermarmi, anche perché il suo entusiasmo era talmente contagioso che, proprio conoscendo bene sia lei sia me stesso, non potevo in alcun modo resistervi.

Poco dopo salimmo quindi a casa sua, e lì, iniziamo a fare una bella chiacchierata in salotto, raccontandoci le rispettive ultime novità, dopo tanto tempo che non ci vedevamo più: ed erano davvero tantissime le novità, per quanto riguardava il lavoro, ma nelle nostre vite private, ancora, non c’era spazio per grandi stravolgimenti, anzi, eravamo rimasti esattamente come prima che me andassi, due quasi trombamici che, per tante questioni personali, non riuscivano a perdersi di vista.

Quella sera, però, Samantha aveva una voglia tremenda di lasciarsi andare, e me ne accorsi quando, rivolgendomi la parola, si abbassò una spallina della sua maglietta, e poco dopo, mi fece intravvedere la sua bella tettona, gonfia e pronta a prendermi l’uccello: e già me la immaginavo, alle prese con il mio arnese, gonfio e duro, pronto a scivolare tra le sue tette, poi in bocca e per finire anche tra le sue gambe, così sempre generosamente aperte con me.

Dopo essermelo preso in mano, le dissi che il mio bel cazzo era tutto per lei, che già non vedevo l’ora di sentirla all’opera su di me, che non desideravo altro che apprezzare le sue movenze, i suoi gesti e tutte le sue fantasie: per tutta risposta, Samantha si spogliò della maglietta e, con quelle belle tettone abbondanti e calde, si avvicinò al mio cazzo, iniziando a giocarci in maniera fantastica, facendomi capire da quanto tempo avesse atteso intrepidamente quel momento focoso.

Sentivo scorrere la mia cappella tra le sue tette, calde e sode, e più le scuoteva su e giù, e più io non potevo resistere a questi gesti: era provocante, era delicatissima, e sembrava che sapesse bene come alla fine volessi godere. Si trattava soltanto di liberare tutta la sua fantasia con dei gesti semplici, qualcosa che Samantha sapeva bene come fare, soprattutto, perché era una grandissima succhiacazzi, in grado di dare il meglio di sé in ogni istante, in modo particolare con me.

Mi fece un velocissimo pompino, dopodiché, si mise sul letto a 90 gradi, perché voleva prenderlo tutto da dietro, e me lo diceva, allargandosi già la figa e desiderando ardentemente di prenderlo dentro: io non aspettai poi più di quel tanto, e dopo averlo sfregato un po’ su e giù per farla eccitare, perché sapevo benissimo quanto le piacesse sentirlo sul clitoride, finalmente lo lasciai entrare tutto fino in fondo, sentendola subito eccitarsi, sospirando con soddisfazione.

Il suo sguardo era davvero eccitato, e mentre si voltava ansimando, non potevo non notare quanto desiderasse farsi sfondare con decisione da me: a un certo punto la presi pure per la coda dei capelli, quasi come fosse una cavalla imbizzarrita, per guidarla meglio mentre continuavo a trombarla e a trapanarla senza sosta, in un continuo movimento sinuoso, in cui sbattevo continuamente su quelle meravigliose chiappe, desiderose anch’esse di essere fottute da me.

Quanto potesse essere eccitante trombarmi Samantha da quella posizione, non posso nemmeno descriverlo: sentire la sua figa calda avvolgermi il cazzo, vedere la sua faccia da troia che mi implorava di trombarla più intensamente, e ancora, il rumore delle sue chiappe sulle quali continuavo a sbattere, erano tutti particolari che mi eccitavano a non finire, finché tra una penetrazione e l’altra, iniziai finalmente anche a dedicarsi al suo buchino del culo, infilandole il mio pollice destro.

Continuavo a sbattere forte, con un rumore e una intensità che stavano diventando ormai sempre più irrefrenabili, finché finalmente sborrai dentro di lei: sospirai a lungo, mentre il mio cazzo finiva di stantuffare e, quindi, i miei coglioni si svuotavano generosamente dentro la sua figa. Poi, continuai a muovere il mio pollice sul suo clitoride, e di tanto in tanto spingevo ancora il mio cazzo dentro di lei, finché a forza di sfregarle la figa con energia, Samantha si lasciò andare in un lungo gemito.

Era venuta pure lei, eccitatissima e senza inibizioni, e mi diceva che le piaceva sentire ancora il mio cazzo e la mia sborra dentro di lei: ci sdraiammo sul letto, e riprendendoci dopo tanto piacere, ricominciammo a giocare…

Quanto gode quel fortunato di Vittorio, considerando come Samantha si è sistemata per bene a pecorina sul letto, facendosi sfondare e regalandogli emozioni uniche da trasmettere con il suo racconto erotico.

Samantha a 90 gradi sul suo letto era irresistibile, di Vittorio di Gorizia.

Prima edizione: gennaio 2016, by Atlantia Media.

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