Quella sera d’estate

Mi sono fatto quella gnocca di Sile durante quella splendida sera d’estate

Tra le tante tipe della nostra compagnia, Sile era sicuramente quella un po’ più affascinante: capelli riccioli e lunghi, occhi castani e una faccia maliziosa, che provocava sin dal primo sguardo.

Di certo, non era difficile lasciarsi prendere da questa giovane ragazza, proprio perché era molto espansiva, e soprattutto perché aveva il fascino di un’alternativa ricca di idee, con una mente fertile.

Ogni volta che ci si incontrava per la strada, Sile sapeva stupire prima di tutto per la sua capacità di vestirsi in modo particolare, nonché per coinvolgere in discorsi interessanti e mai banali.

Sile aveva poi un locale suo, dove teneva tutti i suoi CD preferiti, e tanti altri oggetti, e dove spesso ci invitava a fumare un po’ di marijuana, oltre che a bere qualche birra in compagnia.

In quel locale, era risaputo che c’era anche un bell’angolo con un paio di materassi sistemati ad hoc, proprio per avere il tempo necessario a concedersi delle belle ed intense scopate.

Di solito, si incideva direttamente l’intonaco per lasciarsi un buon ricordo, di una bella serata all’insegna della passionalità, o ancora, per scoparsi una bella fighetta incontrata per la strada.

E quel venerdì sera, non so perché, sapevo che qualcosa sarebbe cambiato nel mio rapporto con Sile: avevamo o entrambi voglia di bere, per dimenticare una giornataccia, e ci siamo lasciati andare.

Un venerdì diverso dal solito

Dopo un paio di aperitivi, ci siamo fatti più birre, finché a un certo punto, ci siamo sentiti liberi e leggeri, e per scherzare, le ho messo una mano tra le gambe mentre era sdraiata sul divano.

Sulle prime, pareva essere poco propensa a giocare con me, ma quando l’ho sentita passare la sua morbida mano sul mio cazzo, mi son reso conto che fosse piena di desiderio e pronta a farsi trombare.

La presi in braccio, mentre mi si strusciava addosso, e le infilai una mano nei pantaloni, levandoli tutti d’un colpo: dopo giocai con le sue mutande di pizzo, sfilandole lentamente.

Le infilai subito la lingua nella figa, e la leccai con una foga tale che non seppi contenersi: si dimenava sul materasso, godeva, e ne voleva sempre di più, proprio come se fosse una droga.

Poi volle darsi da fare lei: mi scaraventò sul materasso, mi tirò i pantaloni dai piedi, e quindi mi stracciò le mutande: me lo prese in bocca, e ci giocò vogliosa, e mi piaceva talmente tanto che le afferrai la testa e la spinsi giù fino alle palle, per farle ingoiare tutto.

Una vera troia piena di desiderio

Sile lo voleva tutto, e si lasciava fare: me lo ingoiò e io lo misi tutto nella sua bocca, fino a farla strozzare.

Quindi poi, con il cazzo viola, e pronto a scoparla, le penetrai la figa con la mano, facendola sospirare dalla voglia, e quindi la misi a pecorina, e dopo averle di nuovo massaggiato le grandi labbra, l’ho messo dentro tutto di colpo.

Sile ha preso ad ansimare come una troia, e più lei godeva, e più io avevo voglia di fotterla, spingendolo sempre più dentro per farla strillare dal piacere, mentre io mi sentivo sempre più leggero e con il cazzo infuocato come una torcia.

Quindi lei si voltò e mi chiese di scoparla in un’altra posizione: così le alzai le gambe, e sollevandole il culo, presi a fotterla in questa posizione, sentendola pronta a venire da un momento all’altro.

E quando iniziai a respirare sempre più velocemente, implorando che la sua figa restasse bella stretta e bagnata, venni come un fiume, riempiendola tutta del mio seme caldo e vigoroso.

Lei quindi si alzò dal materasso, allargandosi la figa, da dove la mia sborra iniziava a colare in modo piuttosto abbondante. Ma siccome non era ancora venuta, le proposi di farsi fottere in culo, e lei disse di sì: se lo allargò con le mani, e volle il mio cazzo dentro.

Godeva e gemeva come una puttana, mentre le sgrillettavo il clitoride: lei iniziò a perdere i freni inibitori, e si lasciò scappare dei gemiti lunghi e profondi, finché venne con tutta la sua forza, e lo volle in bocca, per spompinarmelo.

Lo succhiava talmente bene che, dopo qualche minuto, mi ha fatto rinvenire alla grande, facendomi toccare il cielo con un dito grazie alla sua troiaggine assoluta…

In bocca, con un cazzo come quello, la troietta non si è proprio risparmiata per nulla e ha riempito anche il racconto erotico del suo giovane trombamico di un tocco di colore che mancava proprio..

Quella sera d’estate al locale di Sile, di Eddy di Genova.

Prima edizione: gennaio 2015, by Atlantia Media.

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Un pensiero riguardo “Quella sera d’estate

  • 17 gennaio 2016 in 12:43
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    Certo che con una troietta del genere…

    Risposta

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