Quella figona irresistibile

Al club del tennis ho incontrato un’irresistibile e provocante figona

Ogni martedì, non posso fare a meno di concedermi un po’ di tempo per me stesso, verso sera, per concludere alla grande una giornata di lavoro infinita: e così, anche questa settimana, me ne sono andato al club del tennis, per allenarmi un po’: tra divertimento e fatica, in effetti, c’è sempre spazio per fare qualche incontro piacevole, che però nel mio caso – come vedrete dopo – è arrivato alla fine della competizione.

Dopo aver trovato Marco al campo quattro, come al solito, ho potuto mettere alla prova la mia preparazione fisica: mi sono sentito subito fresco e agile, capace di muovervi senza difficoltà come forse mai avevo fatto in precedenza, e gustandomi un’ora e mezzo di gioco senza alcuna difficoltà, con un continuo crescendo di scambi che, alla fine, mi ha visto vincere la sfida grazie anche alla resistenza che ho acquisito in campo.

Una volta conclusa la partita, ci siamo concessi una breve tregua con Marco, restando seduti per qualche minuto sulle panchine a fianco del campo, distendendoci per un po’ e, soprattutto, riprendendo il fiato e guardando ciò che facevano gli altri nei campi intorno al nostro, notando che – in quel momento – a giocare erano soltanto due signore, mentre più distante, si intravvedevano le sagome di due uomini intenti ad allenarsi.

Guardavo con una certa attenzione la coppia di tenniste poco lontano da noi, le osservavo con una certa curiosità, perché notavo una bravura particolare nel loro gioco e, soprattutto, una certa preparazione atletica: e con Marco, ci domandammo se pure loro seguivano dei tornei, oppure, se amassero semplicemente concedersi dello svago sportivo nel bel mezzo della settimana, per il piacere di distendersi un po’.

Le osservai finire quella partita e, quindi, dopo qualche istante decidemmo di avviarci verso gli spogliatoi, sebbene poi Marco mi disse che sarebbe andato direttamente a casa, perché era venuto in bicicletta e, quindi, non avrebbe voluto fare due docce nel giro di un paio di ore: lo salutai prima di andare agli spogliatoi, dicendogli che ci saremmo visti la settimana seguente, mentre nel frattempo, dietro di me, sentii avvicinarsi le due tenniste.

Avevano sete, e quindi, si fermarono a bere qualcosa al bar, mentre le sentivo chiacchierare allegramente e complimentarsi tra di loro per i risultati ottenuti in campo: io aspettai ancora qualche istante prima di entrare nello spogliatoio, un po’ perché ero fin troppo sudato e un po’ perché, dentro di me, ero proprio curioso di scambiare qualche parola con queste due protagoniste del campo, che mi sembravano a dir poco simpatiche.

Mentre si avvicinavano a me, mi scivolarono di mano le chiavi e, quindi, mi abbassai per riprenderle e, proprio in quel momento, vidi Viviana al mio fianco, e mi accorsi che teneva la mano ben staccata dal suo fianco, quasi come se volesse strusciarmela sul culo: ci salutammo, la guardai bene in quegli occhi meravigliosi, e osservai quel suo fisico perfetto, con le gambe perfettamente lavorate dallo sport e la schiena anche muscolosa.

Era davvero più che in forma, bella abbronzata ed irresistibile nel suo aspetto: hot come poche, Viviana me lo fece tirare in pochissimi secondi, e si accorse che qualcosa mi era cresciuto nei pantaloni, tant’è vero che ebbe un’espressione di sopresa e, quindi, mentre la sua amica entrava nello spogliatoio, si fermò un istante a chiedermi come mi trovassi con la mia nuova racchetta, perché pure lei era interessata a comprarne una identica.

A quel punto, capii che non potevo farmela sfuggire: e mostrandole la racchetta, parlandole della stessa, mi accorsi che era sempre più presa dalla conversazione, finché mi disse “che ne dici se continuiamo a parlarne durante la doccia?” e io le dissi “in effetti, non vedo l’ora di ritemprarmi un po’” e lei, prendendomi per mano, mi disse “vieni, c’è una doccia speciale per i soci, dove ci si può lasciare andare un po’…”

Non ero a conoscenza di questa cosa e, devo ammetterlo, al solo pensiero di potermi docciare con lei mi diventò di marmo: arrivammo ad un mini spogliatoio, richiuse la porta, e quindi andammo in doccia, in una speciale cabina che non avevo mai visto prima. Ci spogliammo dei vestiti in pochi istanti e, dopo aver messo le ciabatte, finimmo subito sotto l’acqua, condividendo scherzi e gesti piacevoli nello stesso tempo.

Viviana aveva due tette splendide, un corpo ben scolpito pur non avendo più vent’anni, e un aspetto irresistibile: ma quando lei vide le mia braccia, belle forti e muscolose, le spalle e i muscoli ben definiti, si eccitò, toccandosi quella meravigliosa figa rasata. Mi abbassai, e la baciai proprio lì, in quella meravigliosa fessura di piacere, prendendo a leccarla con passione, e sentendola eccitarsi e contorcersi con tanta passione.

Quando la sentii gemere ed eccitarsi, bagnarsi sempre di più, capii che era pronta a tutto, che ormai non desiderava altro che lasciarsi andare a qualunque proposta erotica potessi farle, anche quella più spinta. L’idea di concedermi una bella trombata con questa strafiga mi faceva eccitare a più non posso, ma prima di darle il mio cazzo, continuai a farla godere con la mia bocca, stimolandola senza pietà, perché volevo sentirla mia.

Viviana allora cominciò ad ansimare, la sentii sempre più mia, finché si lasciò andare ad un lungo gemito e, proprio in quell’istante, la sentii squirtare, liberarsi di tutto il piacere che stava provando in quell’istante. Non mi fermai neppure lì, e continuai a stimolarla, a giocare con quella sua figa meravigliosa, mentre le mettevo pure un dito in culo, e la sentivo eccitarsi e mugolare sempre più, presa in un vortice di passione senza pari.

Non potevo fermarmi, non dovevo proprio farlo, perché di lì a poco Viviana si sarebbe piegata sulle ginocchia dal piacere: si eccitava, ansimava, mi stringeva a lei, voleva che le divorassi quella meravigliosa figa, irresistibile nella sua eccitante bellezza e, io, volevo soddisfare le sue voglie davvero senza fermarmi, perché volevo vederla sciogliersi per il piacere, senza davvero che potesse resistere alla passione orale.

Viviana venne per la seconda volta, squirtando di nuovo, e tremando dal piacere come se avessi toccato la sua più profonda intimità. A quel punto, mi disse “fammi succhiare il tuo bel cazzo, dai, dammelo tutto, che lo voglio” e lo sentii avvolto in quelle belle labbra calde, in quella bocca strepitosa, che si prendeva cura del mio membro con una passione senza pari, capace di stravolgermi con quei suoi movimenti lenti e profondi.

Poco dopo, mi guardò e, quindi, mi disse “mi vuoi scopare in culo o in figa?” e io la guardai e le dissi “tutt’e due, sei troppo gnocca!” e Viviana disse “dai, cominciamo davanti allora” e si mise a pecorina, mostrandomi quelle splendide grandi labbra, dove io lasciai scivolare il mio cazzo lentamente. Quanto mi piaceva, se ne accorse subito, sentendomi ansimare tutto eccitato, e mi disse “godi, Davide, godi fino in fondo, spingilo dentro”.

Non mi feci pregare a lungo e continuai a scoparla così, finché le dissi “dai, fammi scopare il tuo culo Viviana, fammi godere” e qualche istante dopo, lei mi accontentò. Si cosparse la mano destra di saliva, abbondantemente, e poi lei se la mise sull’ano, bagnandolo ben bene: quindi, mi mise un po’ di sapone intimo sulla cappella, e poi, allargandosi quelle meravigliose chiappe sode e perfette, fece scivolare il mio membro dentro di lei.

Con quel culo mosso meravigliosamente su di me e quella visione divina, non ci misi molto a venire, sborrando dentro quel culo meraviglioso in modo abbondante: Viviana gemeva, mentre il mio cazzo entrava nel suo culo, e si godeva ogni spinta con una intensità senza pari. Quando lo tirai fuori dal suo culo divino, eccitato e svuotato di ogni goccia, lei mi guardò e mi disse “sei il mio compagno ideale per le partite e il dopo partita…”

Viviana, Viviana quanto sei figa lo sai soltanto tu: ma beato Davide, che si è trovato al posto giusto nel momento giusto, e ha avuto la fortuna di farsi una indimenticabile trombata che gli ha svuotato letteralmente i coglioni dal godimento.

Una trombata con quella figona irresistibile del club del tennis, di Davide di Milano

Prima edizione: agosto 2018, by Atlantia Media.

© copyright MMXVIII by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.