Paola

Paola era davvero infoiata e voleva solo sesso

Una delle donne che mi faceva venire un desiderio incredibile ogni volta che ci incontravamo, era proprio quella tettona di Paola: con quel suo seno bello abbondante, quella faccia da troiona impenitente che mi sembrava desiderare unicamente il cazzo, ogni volta che entravo in negozio da lei, mi sentivo la cerniera dei pantaloni davvero stretta, perché ero preso da un desiderio irrefrenabile di metterglielo tra quelle belle tettone, e vedere se fosse davvero capace di giocarci.

Paola aveva sempre quell’aria un po’ svampita, quasi come se non fosse sempre attenta a ciò che succedeva attorno a lei: con il passare del tempo, poi, mi sono anche accorto che in realtà era una vera troiona, perché in un modo o nell’altro, salutava sempre con una certa confidenza un bel po’ di gente che entrava in negozio, soprattutto gli uomini, come se questi fossero soddisfatti ed allegri per i servizietti ricevuti dalle tettone abbondanti di questa puttanona vogliosa.

Poi, quando finalmente ci incontrammo un mercoledì nel suo negozio, e mi accorsi di come lei era intenta a guardarmi il culo, le dissi apertamente che le sue tettone erano altrettanto interessanti del mio culo, e che se le fosse piaciuto, avremmo potuto anche approfondire bene la conoscenza reciproca: Paola mi guardò con un’aria da vogliosa in astinenza, e quindi, mi disse che era arrivato il momento per farci una bella avventura insieme, proprio lì nel suo negozio.

Le sue tette esplodevano di desiderio

Quando vidi quelle belle tettone nude, così come erano al loro stato naturale, iniziai a leccarle, a stringerle con le mani, palparle, leccarle, succhiarle, proprio perché non potevo trattenere le mie fantasie e il mio desiderio di possederle fisicamente, di giocarci, e di farci qualcosa di speciale. Poco dopo, mi sbottonai i jeans e tirai fuori il mio cazzo, dicendo a Paola, che volevo mi facesse una spagnola con quelle belle tettone, troppo grosse per non fottermi per bene l’uccello.

Si bagnò per bene le tettone di saliva, quindi, stringendole piano piano alla mia cappella, iniziò a farmi scivolare il cazzo su e giù tra quelle belle mammelle, stimolando le mie voglie con movimenti decisi e piacevoli, massaggiandomi per bene il cazzo, e poi, guardandomi con quella faccia da troiona, che non aspettava altro che prenderlo dentro, perché quello sarebbe stato un semplice inizio della nostra avventura in bottega, dentro il camerino, dove nessuno ci avrebbe potuto vedere.

Si divertì in quel modo per un po’ di tempo e, poi, iniziò a desiderare qualcosa di più, e me lo disse, che non poteva limitarsi a giocare con il mio cazzo in quella maniera, senza sentirlo dentro di lei: e così, dopo avermelo preso per un po’ tra quelle belle mammellone, si abbassò, inginocchiandosi sul pavimento, e mi disse che era venuto il momento per metterglielo dentro, perché voleva farsi trombare da me a pecorina, in quel camerino, facendosi fottere per bene prima di andare a pranzo.

Iniziai a sfregarle il mio bel cazzo sulla figa, giocando tra le sue labbra con la mia cappella, e poi, glielo feci entrare lentamente in quella bella figa vogliosa: scivolò lentamente dentro, in un modo delicato ma piacevole, slabbrandole con decisione quel bel buco bagnato e caldo, facendola subito eccitare, e spingendola a desiderare ancor di più il mio uccello caldo e duro, che a lei sembra un bastone incendiato, pronto a farle assaporare il meglio della vita in quell’istante.

La trombavo senza fermarmi mai, ma lentamente, come piaceva a lei, facendole scivolare tutto il mio bel cazzone in quella bella figa vogliosa, che diventava sempre più accogliente e calda con il passare del tempo, facendomi venire voglia di spingermi ancor di più dentro di lei, andando a possederla come una vera troiona, senza fermarmi nemmeno per un istante e, soprattutto, spingendo sempre più a fondo, perché volevo sentirla tutta mia ad ogni penetrazione.

Paola lo voleva tutto, e mugugnava ansimando, mi prendeva addirittura con le sue mani dietro le chiappe, come per spingermi meglio dentro di lei, ed assaporare così fino in fondo tutta la mia voglia di trombarla: ansimava, mugolava, e poi mi diceva di andare più dentro, di scoparla, perché non poteva fare a meno del mio cazzo, e lo voleva sentire tutto, senza che mi fermassi mai, perché voleva venire travolta da un orgasmo unico, senza che mi fermassi mentre appunto la trombavo.

Io continuavo a soddisfarla, senza fermarmi mai, e sentendo che la sua figa era ormai sempre più bollente: non poteva resistere a lungo, per quanto si era bagnata, e iniziando a sgolarsi per il piacere, io continuai a trapanarle quella figa con voglia e vigore, spingendolo sempre più dentro, e dicendole che era la mia troia, che solo lei mi faceva godere così, sentendola ansimare ancor di più, perché ormai lo sapevo che non si poteva trattenere, che le piaceva davvero tantissimo il mio cazzo.

Mi sistemai quindi in modo da farglielo entrare tutto fino in fondo alla figa e, finalmente, arrivando praticamente al suo utero, la sentii godere come una cagna in calore, andando su di giri, e liberando tutta la voglia di piacere che c’era in lei, in quel lungo ansimare di godimento che si esaurì del tutto quando si strinse le labbra e poi il suo strillo la liberò di tutta la frenesia del piacere che l’aveva fino a qualche secondo prima resa incapace di resistere alle mie spinte vogliose.

Quindi tirai fuori il mio cazzo, glielo portai alla bocca, me lo spompinò velocemente, e poi, mi fece venire sulle sue tettone abbondanti, prendendo con le dita la sborra e portandosela alla bocca, per gustare il mio caldo seme. Era proprio una puttana infoiata, Paola, e quando mi mollò il cazzo me lo disse chiaramente: dovevo passare in negozio a trovarla di frequente, perché il suo bisogno di cazzo non poteva certo essere soddisfatto con una semplice scopata al mese…

Quando le tipe infoiate come Paola si fanno avanti, servono uomini come Martino, che danno vita a storie di sesso impagabili.

Paola era davvero infoiata e voleva solo sesso, di Martino di Brescia.

Prima edizione: aprile 2016, by Atlantia Media.

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