Nel cesso

Ho fatto sesso con quella troia vogliosa di Memy nel cesso

Bere qualcosa di fresco a piacevole, in buona compagnia, mi mette sempre di buon umore e mi aiuta a rilassarmi anche dopo le giornate più lunghe: ma in modo particolare, è quando c’è al bancone la mia barista preferita, che la serata prende sempre il verso giusto e mi regala sensazioni positive.

Nel locale dove vado di frequente, in zona Navigli, in poco tempo ho visto girare un gran numero di bariste, ognuna con un suo fascino particolare, anche se in realtà non tutte mi hanno preso dal primo sguardo: ma Memy mi ha subito affascinato, con quel suo sguardo da pantera.

Con il suo fisico bello curato, con le curve al posto giusto e quell’accenno leggero di rotondità che ti invoglia alle fantasie più spinte e senza freni, questa giovane ragazza italiana esercita su di me un fascino incredibile, tale da farmi letteralmente dimenticare di tutto il mondo.

Ogni volta che mi serve le mie bibite preferite, e lo fa con una delicatezza e una gentilezza che va al di là del professionale, mi osserva con quei suoi occhi pieni di gioia e di voglia di vivere, e riesce sempre a conquistarmi con un solo sguardo, facendomi fantasticare di lei.

Così ieri sera, ho deciso di andare da solo al suo bar, verso le dieci, senza chiamare il resto della compagnia, proprio perché avevo voglia di trascorrere del tempo per i cazzi miei, magari attaccando un po’ di più bottone con lei, Memy, considerando che c’erano anche pochi clienti.

Una volta arrivato al bar, vedendomi da solo, mi ha chiesto se fosse tutto ok con i miei amici: dopo averle risposto di sì, mi ha guardato con uno sguardo tra l’interessato e lo stupito, mentre le rispondevo che avevo voglia di starmene un po’ per i fatti miei, bevendo e leggendo qualcosa.

Memy mi rapisce la fantasia

Parlando con lei, mi son reso conto di come in realtà fosse molto simile all’idea che mi ero fatto di lei: una tipa allegra, spontanea e libera, ma allo stesso tempo fedele alle sue idee di vita, sincera e schietta nel raccontare di sé e di quelli che sono i suoi desideri e i suoi sogni.

E più mi raccontava di lei, e io stavo ad ascoltarla, e più non potevo fare a meno di fantasticare di come potesse essere un rapporto con lei: Memy parlava, raccontava e diceva un sacco di cose, quasi come se fosse certa di aver trovato un confidente al quale parlare della sua vita.

Nel frattempo, i clienti pian piano abbandonavano il locale, considerando che era ormai passata la mezzanotte: Memy si aggirava tra i tavoli, sculettando un po’ in modo provocatorio, e mettendo ben in vista  le sue curve, talvolta mettendosi anche di traverso.

Mentre stava portando via un paio di pinte dalla tavola, una le scivolò e finì per terra: andarono vetri da tutte le parti e, Memy, si abbassò sulle sue ginocchia per controllare che fosse tutto a posta e, in quel momento, vidi quelle belle cosce ginniche e un perizoma sottilissimo…

Mi avvicinai per chiederle se fosse tutto a posto, e lei annuì con la tesa, sorridendomi con quello sguardo provocante, e mentre la aiutavo a raccogliere i pezzi di vetro, così di istinto, le sfiorai il collo con le labbra, e lei si lasciò fare senza pensarci due volte, ispirando profondamente.

Mentre era sempre piegata sulle ginocchia, le passai una mano sulla figa, e lei mi disse di volere di più, ormai desiderosa di scoparmi proprio lì, nel locale: le diedi un bacio, lei mi passò le braccia attorno al collo, e si lasciò risollevare da terra in un solo colpo, mentre io l’avevo già in tiro.

Chiuse al volo la porta del locale e, quindi, ci avviamo dietro al bancone e, quindi, arrivammo al suo bagno: era arredato in modo piacevole, con candele ed altri dettagli, che rendevano l’atmosfera veramente incantata per due amanti in cerca di passione.

Non riuscivo più a staccarmi da lei

Così a quel punto la sistemai sul wc chiuso, e le allargai le gambe: continuai a stuzzicarla con le dita, e poi, le sfilai i legging neri e il perizoma, e mi trovai di fronte una bella figa calda e bagnata, vogliosa di esser leccata a dovere e quindi di essere scopata senza sosta e con tanta carica.

Dopo averla coccolata a dovere, Memy ansimava e non vedeva l’ora di farsi trombare da me, e nel mentre le leccavo la figa, mi ha abbassato i pantaloni e i boxer, ed è andata alla ricerca del mio cazzo, già bello grosso e caldo,e con la cappella già bagnata dal desiderio.

Quando se lo prese in mano, mi sussurrò all’orecchio che ce l’avevo grosso, e che non vedeva l’ora di prenderlo in figa e, magari, anche in culo: così, di colpo se lo fece scivolare in bocca e iniziò a giocarci, provocandomi da subito una sensazione di pace dei sensi unica.

Con la cappella ormai viola e bella gonfia di desiderio, Memy se lo levò dalla bocca, si inginocchiò sul tappeto rivolgendomi quel belo culo e quella bella figa, e quindi, allungando le braccia – appoggiando i gomiti sulla tazza del cesso – mi incitò a fotterla subito e con energia.

Le strusciai a più riprese la mia cappella vogliosa sulle labbra socchiuse della sua bella figa, e cercai il suo clitoride: a ogni gesto Memy mugolava e si faceva sempre più impaziente di sentirselo infilare in quella fessura paradisiaca, che era sempre più calda e desiderosa di cazzo.

Quando lo feci scivolare dentro, e lo lasciai entrare tutto fino in fondo, mi rilassai e mi lasciai andare, eccitato, dicendole che aveva una figa fantastica e la volevo tutta per me: Memy si eccitava sempre di più e, a un certo punto, con le mani si è allargata il buco del culo, chiedendomi di fotterlo.

Io continuai a scoparla per un po’ in figa, appoggiandomi sul suo fondoschiena con le mie chiappe, e trapanandole la figa senza sosta, finché a un certo punto, mentre avevo un fiatone incredibile e iniziavo e sentirmi il cuore in gola, venni sbrodolandole tutta la figa con la mia sborra calda.

Memy mi disse che lo voleva assolutamente in culo: così le sputai un po’ di saliva sul buchino, giocai a penetrarlo con il mio indice e, di colpo, le misi il mio cazzone – ormai un po’ meno duro – in quel culo stretto e voglioso di essere trombato senza pietà.

Memy gridò tra godimento e dolore, e mi mise le sue mani dietro alle mie chiappe per spingermi ancor di più contro il suo culo, affinché potessi scoparla fino in fondo: mi fece toccare il cielo con un dito per almeno un paio di minuti, dopodiché, le riempii anche il culo di sborra…

Lei aveva ancora voglia di cazzo e, così, me lo prese in mano e se lo guidò alla bocca: iniziò a succhiarmelo in punta talmente con tanto vigore e forza, quasi in preda a un desiderio irrefrenabile di averlo per lei, che di nuovo, stimolandomi la cappella a dovere, mi fece sborrare di nuovo, stavolta nella sua calda e morbida bocca.

Memy ingoiò e deglutì il mio seme, e mi guardò con i suoi occhi vogliosi, ormai stanca e soddisfatta, e mi disse che avrebbe avuto ancora voglia di cazzo, se soltanto non avesse dovuto chiudere il bar. Le diedi una mano a sistemare tutto e, quindi, la accompagnai a casa, dove mi fermai con lei…

Claudio dice alla community:

“Memy è la classica ragazza della porta accanto, che mai ti aspetteresti abbia una tale voglia di cazzo: mi ha preso il cazzo e ci ha fatto tutto quel che voleva… di certo mi piace da morire e non posso fare a meno di lei. Prossimamente vi racconterò un’altra avventura che ho avuto con lei. A presto!! Clau”

Una barista figa e troia, non è una combinazione poi così tanto rara, men che meno all’interno dei più bei racconti erotici: però bisogna ammettere che Memy è qualcosa di davvero unico, un sogno erotico proibito per molti uomini…e non solo!

Nel cesso con quella troia vogliosa di Memy, di Claudio di Varese.

Prima edizione: gennaio 2015, by Atlantia Media.

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Un pensiero riguardo “Nel cesso

  • 9 ottobre 2017 in 22:17
    Permalink

    Certo che se non ci dici dove e’ il bar come facciamo a trombarcela pure noi??????

    Risposta

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