Marta voleva godere

Marta mi trombava divinamente e voleva godere di brutto con me

Proprio in questi ultimi giorni, con la mia tipa, stavamo in balcone e ci domandavamo se non fosse il caso di andare a prendere un po’ di fresco da qualche parte, considerando come le temperature erano alte e insopportabili, soprattutto per passeggiare e fare shopping: al che, a Marta, ho detto se non potessimo andare in montagna, così da poterci rilassare in mezzo alla natura, lontano dal caos e da tanto calore insopportabile.

Lei non se l’è fatto ripetere due volte e, anzi, per uscire ha scelto proprio uno di quei vestitini che a me piacciono tanto, belli leggeri e stretti, che mettevano in evidenza le sue belle natiche, che erano fasciate in uno strano gioco di vedo-non vedo che mi eccitava e non poco, e che mi spingeva a non vedere l’ora di arrivare al fiume, per bivaccare un po’, e concederci una bella mangiata all’aria aperta e magari anche qualcos’altro.

Dentro di me, senza che lei lo sapesse, mi ero già fatto un paio di filmini in testa, su quella che sarebbe stata la giornata al fresco: con la scusa di scaldarci un po’, l’avrei presa almeno da dietro e me la sarei fatta con una bella montata, senza perdere tempo e, soprattutto, con la certezza di arrivare almeno un paio di volte, e lasciarmi alle spalle tutto lo stress accumulato durante una settimana di lavoro al caldo in città.

Così, non appena lasciata l’auto in un parcheggio, ha avuto inizio la nostra breve camminata verso il nostro posto segreto, dove il fiume abbracciava la montagna, creando una piccola insenatura con della sabbia e dei sassi, perfetta per trascorrere la giornata così, in completo relax, magari anche dandoci dentro con il sesso, senza badare troppo al resto, esattamente come piaceva tanto fare a noi, soprattutto insieme in mezzo alla natura.

Avevamo proprio voglia di scopare

Non appena arrivati, abbiamo messo gli asciugamani a terra, e sistemato il necessario per preparare da mangiare: un piccolo fuocherello, con sassi, legna e una griglia da campo, dopodiché, abbiamo anche messo in fresco le bottiglie nel fiume, aiutandoci con un paio di sassi, creando un piccolo habitat adeguato alle nostre esigenze e dove, da lì a breve, avremmo fatto subito scintille, senza perdere nemmeno troppo tempo.

Con una scusa, mi son levato il costume e son rimasto col cazzo fuori, mentre Marika era già sdraiata sul suo asciugamano: mi son passato un po’ di lubrificante sul mio uccello, preparandolo così a stimolare nel migliore dei modi la mia tipa, e ho iniziato a sfregarlo sullo spacco del culo, e la cosa l’ha fatta letteralmente saltare per l’aria, considerando che non si aspettava un’improvvisa ed insolita visita a sorpresa alle sue parti basse.

Dopo la prima reazione, si è subito lasciata andare, mugolando e desiderandomi: le ho sfilato le mutandine, e quindi, ho iniziato a penetrarle la figa con il mio indice, giocando ad andare sempre più a fondo dentro di lei, e stantuffando allegramente con il mio dito il suo piacere, che non molto dopo è veramente esploso in un crescendo di sensazioni, rendendola sempre più desiderosa delle mie attenzioni e ormai pronta a farsi sfondare ben bene.

Ho continuato a spingerlo dentro, finché la sua figa non si è bagnata al punto da essere fradicia, e quindi, pronta a scoparmi proprio lì in riva al fiume: con il mio cazzo già bello duro, e pronto a regalarmi momenti indimenticabili, ho sollevato Marika a novanta gradi, e poco dopo, gliel’ho messo dentro tutto, facendola trasalire e godere, con un bel sospiro che mi ha da subito suggerito quanto non vedesse l’ora di essere scopata da me.

Ho iniziato ad entrare e a uscire dalla sua figa con ritmo frenetico, godendo come un riccio, e sentendomi al settimo cielo, mentre lei dimostrava sempre di più di non desiderare altro che il mio bel cazzone tutto dentro, dicendomelo apertamente, che non vedeva l’ora di sentirlo tutto per lei, e che dovevo impegnarmi di più mentre la trombavo, perché voleva essere posseduta come se fosse veramente una delle peggiori troie del mondo.

Tutte queste cose continuavano ad eccitarmi alla grande, spingendomi a ficcarglielo tutto dentro, per levarlo, e quindi di colpo ripicchiandoglielo in figa, facendola gemere ed ansimare ad ogni botta rumorosa ed intensa, finché, a un certo punto, avevo goduto troppo per trattenermi, l’ho tirato fuori dalla sua figa, e mi son lasciato venire tutto sulla sua schiena rovente, bagnandola con quella scalda sborra che l’ha fatta eccitare ancor di più.

Marika aveva la figa bollente, ma che aveva ancora voglia di trombare, così, dopo avermi fatto accomodare sul suo asciugamano, mi si è sistemata sopra, iniziando a cavalcare di nuovo, scopando impietosamente il mio cazzo, che era già soddisfatto da una venuta, ma che era pronto senz’altro a reggermi per almeno un’altra scopata da una decina di minuti, cosa che appunto abbiamo fatto, mentre lei continuava a gemere e a godere.

Poco prima che venissi io, lei si è lasciata andare in un secondo orgasmo imperdibile, tenendosi una mano tra i capelli, e desiderando di essere scopata ancora, perché non ne aveva ancora abbastanza del mio cazzo, che ormai iniziava a risentire della incredibile trombata fatta con Marika: le ho detto che avrebbe dovuto fare tutto lei, e in effetti, dopo essersi accomodata sopra di me un’altra volta, ha ripreso a saltellare allegramente sul mio cazzo…

Una focosa e vogliosa come Marta, diventa sempre la tipa ideale per avventure di sesso indimenticabili: Paolo ci ha offerto un racconto erotico davvero coinvolgente.

Marta voleva godere durante la giornata in montagna, di Paolo di Verbania.

Prima edizione: luglio 2015, by Atlantia Media.

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