L’invidia dietro quel sorriso

Nel centro commerciale in cui sono solito andare a fare compere c’è un supermercato con un paio di cassiere molto simpatiche. Una, in particolare, è una bionda che ama sempre scherzare: ha un’aria a dir poco provocante e, ogni volta che la incontro, fa sempre qualche battuta divertente.

L’ultima volta che sono stato a fare la spesa in compagnia di un’amica, ho notato una cosa insolita. Oltre a dare del lei alla mia amica e a dare del tu a me, mi è sembrata un po’ caustica nei confronti di lei. Dopo aver salutato la tipa, la mia amica mi ha detto «senti, ma quella è la tua fidanzata?»

E io «no, no… è una tipa sempre così simpatica…» E lei «Eh, ma stai a vedere che credeva fossi la tua tipa e si è inacidita di colpo» mi fece notare la mia amica. «Vuoi dire?» Le domandai con un certo tono di stupore. «Beh, è palese che un po’ le ha dato fastidio la mia presenza al tuo fianco».

Sulle prime non ci ragionai oltre. Ma poi, passeggiando e rimuginando su quelle parole, notai che in effetti la mia amica non aveva tutti i torti. «Mi sa che c’hai azzeccato…non lei sei piaciuta molto» le dissi. «Beh, ma ha travisato un po’ tutto… Con quel suo sorriso falso pieno di invidia!»

Dietro al sorriso…una certa voglia

Quando sono tornato a fare la spesa, qualche giorno dopo «quell’incontro ravvicinato del terzo tipo», la commessa è tornata a sorridere e a scherzare come sempre. Ne approfittai per capire un po’ che cosa potesse passarle per la testa, e le dissi «oggi sono senza la mia amica, eh…»

«Ah, sì sì.. solo come il passero solitario, eh?!» E io le dissi «sì, la mia amica non vive qui…» e la commesse di rimando «ah, capisco, la lontananza…» A quel punto la guardai e le chiesi «in che senso?» E lei «beh, se la vostra è una storia a distanza…» E capii ch’era tutto nato da un equivoco.

«No, no…in realtà si tratta solo di un’amica…io non sono fidanzato» La vidi deglutire di soprassalto e avere quasi un sussulto come un tic incontrollabile. «Aahhhh, davvero non è la tua fidanza? Dai, lo dici per scherzare?» «No, no. Io sono davvero single, niente ragazze…»

«Ah, ma che peccato.. Un bel ragazzo come te, da solo…Non ti consuma la solitudine?» La guardai negli occhi e risposi. «In realtà, ogni tanto sì…Poi però ci sono giorni in cui non mi pesa, dipende dalle volte» «Ah, ok. Allora sei un po’ come me…» mi disse con convinzione. «Anche tu la vedi così?» Annuì.

«Ma che ne dici se ci prendiamo un caffè?» «Dai, stacco e andiamo al bar di sotto». Si fece dare il cambio e andammo a bere. La vedevo bella baldanzosa e allegra, quasi rinata dopo aver saputo che non ero fidanzato. «Sai che pensavo che non potessi essere single? Così, perdonami sai, figo…»

«Grazie, ma anche tu…da che pulpito, eh?!» Lei abbassò gli occhi. Vidi in quella sua timidezza come qualcosa che non poteva dire, di segreto. «Ma, a te piace lasciarti andare?» Le domandai senza giri di parole. «Beh, qualche volta sì…» «Adesso, per esempio?» Si mordicchiò le labbra. «beh….sì»

Una pausa un po’ più lunga

Mi prese per mano. A passo di danza, ci avviammo verso il supermercato. C’era la sua solita collega mora. «Sì, non ti preoccupare… prenditi ancora un paio di minuti» Le disse l’amica. Poi ci girammo, e scendemmo nel parcheggio sotterraneo, dove aveva lasciato anche lei l’auto.

«Lo facciamo in macchina?» Le chiesi. E lei «Anche nascosti dietro, se vuoi…» L’idea mi eccitò al punto tale che arrivammo dietro al veicolo. Mi slacciai velocemente la cintura dei pantaloni, e abbassai i boxer. Lei era già inginocchiata davanti a me, desiderosa di succhiarlo tutto, senza risparmiarsi.

Lo prese in mano, lo baciò a più riprese. Si sfregò le labbra e le guance, poi lo riprese in bocca, e infine lo ingoiò in un solo colpo. Sembrava volesse sturacciolarmi la cappella, ad ogni succhiata, per come tirava. Faceva una sorta di schiocco ad ogni succhiata, rumorosa e bavosa al tempo stesso.

Era un’amante focosa, che si inghiottiva tutto il mio cazzo senza freni. Le misi la mano dietro la testa per guidarla, e la spinsi su di me. Lei si lasciava fare, e spompinava sempre più forte e velocemente, come se non ci fosse tempo per assaporarlo tutto, facendomi andare sempre più su di giri.

Succhiava, leccava e scappellava il cazzo in turbinio di gesti e di rumori piacevoli che mi suggestionavano la mente, mentre ormai stavo per raggiungere un orgasmo esplosivo. Le dissi di fermarsi, che era troppo hot perché potessi resistere, e lei acconsentì.

Riprendemmo fiato un attimo, e poi, tornò all’opera. Il mio cazzo era già bello duro, e non c’era bisogno di altri stimoli poiché potesse regalare un orgasmo esplosivo. Ancora una volta, rallentò le sue spompinate, succulente e rumorose, profonde al punto tale da levarmi il fiato.

Poi, la implorai di scoparmi. «Ti prego, vienimi sopra…voglio proprio sentire come ci sai fare a cavalcare, adoro l’idea di guardarti il culo mentre fai su e giù su di me». Lei mi esaudì anche in quella richiesta. Si bagnò la figa con l’indice, e poi, prese con la sinistra il mio cazzo bello eretto.

Si sedette lentamente su di me, facendolo scivolare dentro. Fu splendido, sentire la sua figa bagnata, morbida e calda conquistare il mio cazzone voglioso. Prese a cavalcare su e giù, senza tregua, ormai sapendo che mi aveva in pugno e non ce l’avrei fatta a resistere per molto tanto tempo.

Le sculacciai quelle belle chiappe, come per tirarla su di me e guidarla in quei movimenti erotici che non lasciavano spazio ad altro che all’estasi dei sensi. Saltò su di me ancora un paio di volte, e poi, mi lasciai andare senza freni dentro di lei, godendo divinamente e tenendola per bene su di me.

La sentii eccitarsi e bagnarsi, sui miei ultimi schizzi. Continuò a cavalcarmi ancora un po’, e poi, si bagnò tutta in una clamorosa venuta. Anche lei, col suo clamoroso squirting, mi regalò una nuova sensazione mai provata prima…era venuta copiosamente su di me.

L’invidia dietro quel sorriso, di Davide di Bologna

Prima edizione: marzo 2025, by Atlantia Media.

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