Io e Melissa amiamo giocare a stuzzicarci e, molto spesso, facciamo i nostri acquisti sui portali erotici tra cui Mysecretcase. Tra i miei ultimi acquisti c’era la mutande vibrante: è una mutandine discreta che, una volta indossata, può dare vita a dei giochi davvero stuzzicanti anche quando siamo in giro per strada. In poche parole, lei indossa le mutande e inserisce il bullet all’interno del taschino. Così poi con il telecomando posso avviare la sessione di piacere, regolando le vibrazioni in una delle dieci velocità.
Quella sera avevamo deciso di vederci per andare a mangiare qualcosa al nostro ristorante preferito; così sono passato da lei e le ho suonato. Mi ha fatto entrare in casa e ho portato con me il pacchetto per consegnarglielo subito e iniziare le danze!
-Melissa questo è per te!
-Mario che cosa mi hai portato questa volta?
-Apri, apri!
Melissa aprì il pacchetto e tra le sue mani si ritrò proprio la scatoletta degli slip vibranti con tanto di telecomando. Mi tirò uno sguardo e girandosi verso la camera da letto, disse che andava a provarle per vedere se funzionavano sul serio. In realtà, mi ero accertato che tutto funzionasse sul serio e che, soprattutto, gli slip fossero carichi al punto giusto.
-Melissa tienile indosso che stasera ci divertiamo!
Gli urlai dal salotto!
Lei senza dir nulla si rivestì con un bel vestitino nero, prese la sua borsa e ci avviammo insieme verso l’ascensore. Ormai erano quasi le 20:00 e il nostro tavolo ci stava aspettando. Arrivati sul posto abbiamo consumato due deliziose pizze, giocando con il telecomando. Infatti, durante l’attesa del piatto, ho deciso di movimentare la serata con un po’ di vibrazioni tra le sue gambe.
-Mario, non qui in un luogo pubblico
-Perché? È il suo bello.
Impostai una vibrazione numero 1, la più bassa perché non volevo certamente farla urlare come una disperata davanti tutti, ma al tempo stesso desideravo farla leggermente godere. Non appena azionai il bottone la vidi leggermente arrossire e abbassarsi sul tavolo.
-Dai!
-Va bene.
Feci trascorrere qualche secondo e azionai alla massima potenza. Salto sulla sedia e mi diete un colpetto sulla mano. Io lo spensi subito, ma ero troppo curioso. Le nostre pizze furono portate al tavolo in circa 10-15 minuti e iniziammo a gustarcele, spicchio dopo spicchio.
L’uscita dell’eccitazione
Conclusa la nostra cena, siamo andati a fare un giro per il centro di Ancona e, allo stesso tempo, parlavamo di tutto e di più. Di punto in bianco mi fermai e la guardai camminare da sola davanti a me. Il suo culo si muoveva soavemente con quell’ancheggiare sinuoso che mi faceva eccitare. Ma la volevo scotennare un po’ così decidi di rimettere le mani in tasca e attivare il bottone alla velocità 8. La vidi fermarsi e appoggiare una mano al muro che era poco distante da lei.
-Mario!
A quel punto avviai la velocità 10 e mi richiamò di nuovo, ma questa volta ansimando un po’.
-Mario spegni quel coso!
Lo spensi immediatamente e mi avvicinai al suo orecchio.
-Voglio sentire quell’ansimare anche nella mia macchina. Che ne dici se ci spostiamo?
-Va bene, andiamo allora.
Mi prese per mano e tornammo al nostro parcheggio per poi dirigerci verso una stradina buia appena fuori città. Arrivati sul punto le dissi che avrei azionato alla velocità 10 le sue mutandine e lo feci; nel frattempo, reclinai anche il sedile e lei iniziò subito ad ansimare. Io però volevo che tutta quell’energia la mettesse su di me, così le portai il mio cazzo alla bocca per farmelo ciucciare.
Iniziò a farmi una pompa tremenda e io, nel frattempo, continuavo a giocare un po’ con la velocità del vibratore che aveva tra le gambe. Abbassavo la velocità e l’alzavo per qualche secondo, ritornando a una velocità media. Insomma, la stavo facendo impazzire e lo potevo capire da come respirava con il mio cazzo in bocca.
Intanto il mio pisello pian piano si stava indurendo così da essere pronto per metterglielo dentro. A quel punto decisi di stoppare il vibratore e di spostarmi in un altro punto dell’auto. Le alzai il vestito e le feci levare le mutande vibranti: ora era nuda al di sotto di quel bel vestitino e potevo davvero fotterla.
La feci sistemare a pecora per maggiore agio all’interno dell’auto e poi le penetrai dentro con il mio cazzo molto lentamente. Volevo che godesse piano piano, proprio come era successo con il regalo vibrante che le avevo preso su Mysecretcase.
Inizia a spingere sempre di più veloce, sentendo i miei coglioni sbattere contro la sua figa. La sensazione era tremenda: pareva come se il mio cazzo fosse inghiottito dentro di lei. Sentivo le nervature della sua splendida passera e mi divertivo ad allargarle quel buco stretto spostando le mie spinte un po’ a destra e un po’ a sinistra.
Oramai eravamo sulla buona strada per urlare entrambi dal piacere, così continuare a spingere dentro il mio cazzo e allungai anche la mia mano verso il suo clitoride. Desideravo farla godere con me e cosa c’era se non di meglio di stuzzicarla nella figa e sul clitoride.
Da lì a poco la sentii gemere come un lupo che aveva visto la lupa e, poco dopo, anche io mi lasciai andare a una colata di sborra dentro alla sua figa bollente. Era talmente tanta che non appena levai il mio cazzo iniziò a colare dalle sue gambe, lungo le sinuose cosce.
-Sei un vulcano,Mario!
-E tu sei la mia maialina preferita!
Le mutande vibranti del piacere, di Mario di Ancona
Prima edizione: giugno 2025, by Atlantia Media.
© copyright MMXXV by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati