Le gambe di Viola

Non ho resistito davanti alle gambe eccitanti di Viola

Non posso dimenticarmi di quell’indimenticabile torneo di tennis di qualche anno fa, durante il quale mi son divertito alla grande, incontrando tante ragazze provocanti e, soprattutto, dove mi sono scopato una splendida tipa, Viola, che sin dal primo sguardo mi ha rapito la fantasia.

Questa tipa non si poteva certo ritenere una di quelle strafighe da competizione, di quelle capaci di far perdere alla testa al primo sguardo, però, io appena l’ho notata mi son subito interessato a lei, e ho voluto sapere esattamente quale fosse il suo nome e tanto altro sul suo conto.

Quel giorno è scesa in campo con una tenuta abbastanza provocante, perché aveva una maglietta senza maniche di quelle abbastanza strette da evidenziarle quelle affascinante tette e, ancora, aveva dei pantaloni di una tuta da ginnastica che ne evidenziavano la forma fisica.

Ne ho subito parlato con il mio compagno di squadra, Marco, di quella bella tipetta: gli ho subito chiesto chi fosse, perché prima di allora non l’avevo mai vista, e lui mi ha detto che era Viola, una simpatica ragazza piena di vita e soprattutto una sicuramente piena di voglie.

Così, quando è venuto il turno della nostra sfida, prima di entrare in campo, lei è venuta a chiamarmi per parlare un po’ della partita: si è presentata con quel suo sorriso provocante, e appena l’ho guardata in faccia, ho capito subito che me la sarei scopata a più non posso.

Mi ha domandato se potesse giocare sul lato in ombra, e io, senza battere ciglio le ho detto di sì: mi ha ringraziato con un’espressione a cavallo tra il provocante e il felice, con un sorriso pieno di malizia e pronto a farmi capire esattamente che anche io le piacevo, e non poco.

Così, quando gli sfidanti prima di noi hanno abbandonato il campo, e siamo entrati noi, dopo la consueta stretta di mano e un paio di parole, Viola mi ha guardato di nuovo con quella sua espressione, ringraziandomi per averle permesso di stare all’ombra.

Una tipa provocante al punto giusto

Le ho risposto che la nostra sarebbe stata una bella sfida, una di quelle partite intense al punto giusto, perché non l’avrei fatta vincere tanto facilmente: raccolse la sfida, e rispose in modo provocante, dicendo che anche lei avrebbe venduto cara la pelle, con uno scontro all’ultimo servizio.

Così ha iniziato lei a servire, e dopo un paio di scambi, avendo perso la battuta, mi ha guardato con un’espressione tra lo scazzo e la voglia di trombare, dicendo che ero troppo stronzo a tagliarla ogni volta che rispondevo a un suo tiro, con lei che si affannava per tirare di nuovo.

Non potevo nascondere la mia soddisfazione nel vederla con un volto così pieno di espressività, che sembrava volesse suggerirmi già in campo come me l’avrebbe fatta pagare dopo, facendomi vedere chi comandava veramente tra noi due fuori del campo.

Io stavo al gioco, e più tiravo e più punti vincevo, con lei che guardava i nostri amici attorno al campo quasi sconsolata, perché non riusciva a vincere tanti punti: e per darle un po’ di vantaggio, a un certo punto le ho permesso di servire da metà anziché dal fondo.

Viola sembrava quasi divertita, e aveva un sorriso ironico mentre raccattava le palle dal fondo, per ricominciare a servire: sembrava ormai desiderosa di terminare la sfida, sapendo ormai che era persa, e sul suo viso si faceva sempre più strada un’espressione irresistibile.

Con l’ultimo servizio, la partita era ormai conclusa: nonostante la sconfitta piuttosto netta, non aveva perso la voglia di scherzare, e arrivando alla rete per l’abbraccio e il saluto di rito, lei si è sporta e mi ha sussurrato all’orecchio che altrove avrebbe vinto lei.

Le risposi che non vedevo l’ora che mi mettesse al tappeto, con la sua grinta e la sua capacità di essere provocante: Viola mi sorrise e disse che, facendo la doccia, mi avrebbe dimostrato come ci sapeva fare molto più di quanto sapesse giocare a tennis.

Ritirandoci verso lo spogliatoio per rinfrescarci, appoggiammo le borse all’interno della stanzetta dei soci e, quindi, dopo aver chiuso la porta, iniziammo a spogliarci senza perdere tempo, lanciando in giro i vestiti, e guadagnammo la doccia, dove Viola giocò a schizzarmi con l’acqua e a darmi pacche sul sedere.

Quel sorriso da riempire di sborra

Di fronte a tanta voglia di scherzare e di divertirci, non ho saputo resistere nemmeno io e, mentre Viola rideva di gusto, le ho afferrato quelle splendide chiappe stringendole tra le mie mani, senza pensarci due volte, ma lei mi disse che avrebbe condotto lei il gioco lì sotto la doccia.

Presi ad insaponarla delicatamente, e lei era eccitata più che mai, e soddisfatta di queste mie attenzioni, e si lasciò fare, presa com’era dal desiderio di essere coccolata in tutti i modi possibili ed immaginabili: le sfiorai quindi quelle belle tette, e iniziai a giocarci con grande foga.

Viola insaponò quindi anche me, e fece scorrere le sue mani vogliose alla ricerca del mio cazzo, e quindi, dopo averci sputato sopra un paio di volte e averlo fatto scorrere tra le sue mani insaponate ed averlo sciacquato, se lo guidò in bocca e mi pompò avidamente la cappella.

Non ricordo esattamente quanto tempi ci mise per farmi venire, ma non ci volle molto: le sue labbra così delicate e carnose, mi stringevano la cappella in un gioco vorticoso, in cui non riuscivo a controllare le mie reazioni, e a un certo punto, lei se lo fece sfilare dalla bocca, e appoggiandolo alle labbra, se le fece riempire di sborra.

Mi sorrise tutta piena di desiderio e di voglia di godere, e dopo essersi messa a pecorina sotto la doccia, ed essersi allargata la figa a dovere, mi ha chiesto di trombarla senza pietà, lì sotto quel caldo getta di acqua, per godere come mai aveva potuto fare in precedenza.

Non mi son fatto pregare, e dopo aver preso il controllo della situazione, ho fatto scivolare il mio cazzo caldo e duro in quella sua bella fighetta, e l’ho trapanata a dovere, sentendola ansimare ad ogni colpo, vedendo vibrare davanti a me quelle belle cosce toniche da vera sportiva.

Mentre la scopavo, le sgrillettavo il clitoride e, a un certo punto, l’ho sentita respirare sempre più velocemente e contrarsi davanti a me, finché è venuta rumorosamente, regalandomi una delle scopate più belle che potessi immaginare di fare lì al club del tennis.

Viola non ne aveva comunque abbastanza, e quindi, dopo esserselo levato dalla figa, ha guidato il mio cazzo nel suo bel culo, e appena sentito dentro, ha faticato a trattenere il suo godimento, ansimando e sussurrando che lo voleva tutto per lei, che le sfondassi a dovere l’ano.

Di fronte a quelle belle chiappe sode e sentendomi il cazzo al caldo, nell’intimo di quella bella ragazza, non ho esitato a farlo scivolare tutto dentro di lei, e ad ogni penetrazione mi sembrava che dovessi venire, da quanto erano profonde le sensazioni che mi regalava.

Quando le sono venuto, mi son sentito il cazzo pulsare dal piacere, e le ho inondato a dovere il culo, facendola eccitare ancora una volta, e continuando lentamente a trombarla, con lei che godeva e ne voleva sempre di più, sotto quella splendida doccia calda…

La descrizione di Davide:

“Con Viola ho vissuto uno dei momenti più belli della mia vita: quella giornata al tennis club, mi ha fatto capire quanto si possa godere e assaporare il sesso in maniera magnifica giocando a provocarsi…”

Il nostro Davide è uno che bada davvero ai dettagli e gli piacciono le occasioni di godimento in location uniche: speriamo ci invii altre storie di sesso altrettanto appassionate.

Le gambe di Viola mi eccitavano da morire: di Davide di Brescia.

Prima edizione: aprile 2015, by Atlantia Media.

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Un pensiero riguardo “Le gambe di Viola

  • 25 aprile 2016 in 2:47
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    Da toccare, e poi sbattere per bene

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