La trombata divina

La trombata divina nella camera dell’hotel

Era una giornata caldissima ma piovosa di fine luglio ed io e Veronica avevamo deciso di trascorrere un po’ di tempo in camera, sperando che il tempo di fosse sistemato, prima di ritornare in spiaggia. Avevamo trascorso già qualche giorno al mare, visto che lei ed io avevamo i tipici segni da costume da bagno e, dato che ci annoiavamo con la tele accesa, ho pensato di accendere l’atmosfera con qualche palpatina, fino a quando non ci siamo ritrovati completamente nudi sul letto.

Lei era magnifica, con i suoi corti capelli mori e quel segno del costume che le metteva ancor di più in evidenza il seno e la passerotta. Mi sono subito steso sul letto e le ho detto di salirmi sopra e cavalcarmi, come avrebbe saputo fare solo lei: Veronica è una troia pazzesca e riesce davvero a farmi impazzire con la sua figa, mentre è sopra di me. Quindi, ha iniziato a montarmi e con il bacino ha eseguito dapprima dei movimenti circolari con il mio cazzo dentro e poi si è abbassata su di me per dare un ritmo ancor più calzante alla trombata.

Abbiamo continuato a scopare fino a quando poi mi sono messo a sedere pure io sul letto e le ho cinto le mani dietro la schiena. Nel mentre, poi, continuavo a baciarle le tette e succhiargliele. Poi, dopo, le ha voluto fare ancora di più la maialina ed è scesa dal mio cazzo. L’ha afferrato con una mano ed ha iniziato a segarmelo velocemente, sempre ansimando ed respirando velocemente per lo stato di eccitazione che, oramai, era ben evidente.

Dopo averlo coccolato un po’ così, se l’é messo in bocca ed ha iniziato a pompinare il mio pisello; io, intanto, le spostavo i capelli perché desideravo guardarla mentre me lo ciucciava. Vedevo proprio le sue labbra che salivano e scendevano lungo la mia asta in tiro.

Dopo alcuni minuti trascorsi così, ho pensato che era il mio momento e, dunque, l’ho fatta girare verso di me, poggiando un ginocchio sul letto, e l’ho iniziata a trombare e poi mi sono posizionato meglio – a mo’ di ranocchia – per penetrarla ancora più a fondo. Lei continuava ad ansimare mentre la sbattevo per bene sul letto fino a quando, poi, presi dal caldo eccessivo che era venuto a creare le ho versato un bicchiere di vino ed abbiamo pure bevuto. Naturalmente, non mi sono mosso di uno spillo e le sono rimasto sempre col cazzo ficcato nella figa. Per rendere la cosa più eccitante, poi, le ho versato il resto del bicchiere sulla schiena, facendoglielo colare anche lungo la figa che ho poi trastullato per bene con la mia lingua.

La scopata proseguiva alla grande e ci alternavamo tra seghe e ditalini nella sua figa, fino a quando poi non abbiamo ripreso la nostra intensa scopata, ritornando lei a dominare la scena, perché lei si sente una dominatrice essendo un leone! Io, però, sono un po’ difficile da dominare e dunque, poco dopo, l’ho ributtata sul letto ed ho nuovamente iniziato a spingerle forte il mio pisello nella figa e per rendere ancora tutto più eccitante le ho versato ancora un po’ di vino sul seno, per baciarla e leccarla.  L’ho poi continuata a sbattere ancora per un po’, fino a quando poi non le ho buttato il mio cazzo duro davanti alla sua bocca, per farmelo nuovamente ciucciare; lei naturalmente, non si è fatta indietro ed anzi, sembrava ancora desiderosa di farlo. A quel punto, poi, vedendola sempre di più agitarsi, ho pensato che potesse essere

arrivato il momento giusto per proseguire con un altro paio di baci e farla anche nuovamente rinfrescare con un sorso di vino fresco (che tra l’altro non era davvero niente male). Successivamente, le ho continuato a toccare le tette e poi a rimetterle nuovamente il pisello in bocca…amo sentire le sue labbra stringersi intorno alla mia cappella. Dopodiché l’ho fatta rigirare e l’ho nuovamente iniziata a fottere, spingendo sempre più forte e ancora più forte. I suoi ansimi si facevano sempre più intensi ed io sentivo il mio cazzo bollente che oramai era pronto per sborrarle in faccia e così ho fatto. Lei, dunque, ha ripulito tutto e poi le ho passato un asciugamano per rimuovere gli schizzi arrivati sulla sua fronte. È stata una scopata stupenda e, di fuori, la pioggia stava diminuendo…

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