La sveltina con Claudia

La scorsa settimana non avevo molto da fare e, così, ho deciso di fare un bel giro verso Milano per fare acquisti natalizi. Sono passato da un paio di negozi che conosco e, poi, mi son fatto velocemente un panino per pranzo: nel primo pomeriggio, poi, son tornato a cercare altri regali. Così per puro caso, andando da Intimissimi, mi son imbattutto in una mia vecchia amicizia, Claudia, una tipa con cui ci frequentavamo durante la quinta liceo.

Il mio stupore nel vederla lì era davvero tanto: ma pure lei, nell’incontrarmi, mi sembrò altrettanto presa dalla situazione. Claudia trasmetteva una sensazione di felicità mista ad eccitazione, con il suo sguardo a dir poco illuminato: guardandola, mi sentivo attratto incredibilmente dalla sua dolcezza, desideravo proprio lasciarmi andare con lei, un po’ come ai vecchi tempi. Tutto mi parve d’un tratto magico e irresistibile.

Dopo l’iniziale disorientamento, il nostro incontro divenne un’occasione per scoprire tutte le ultime novità in negozio. Quasi la scusa dello shopping ci riportò alla normalità, suggerendoci che – se mai ci fosse stato qualcosa tra noi, dopo – avremmo dovuto farlo a tempo debito. Claudia mi portò a fare un giro tra gli ultimi arrivi e mi consigliò un po’ sugli acquisti, approfittando della situazione per prendersi anche un break dalla monotonia.

In effetti, me lo disse proprio “meno male che ci sei qui tu, almeno posso seguirti e riprendere un po’ di fiato, altrimenti se continuo ad ascoltare la mia capa impazzisco…” e io “allora rimango qui un po’, così puoi distenderti…” e lei “grazie Dani, sei un grande” e io la guardai annuendo, con un sorriso felice. Claudia era lì, mi seguiva ma non mi pungolava perché comprassi, sapendo comunque che avrei portato a casa un po’ di roba.

La guardavo, di tanto in tanto, per percepire quali fossero le sue sensazioni durante il tempo trascorso insieme. Era felice e divertita, vedevo il suo sorriso rilassato, che mi trasmetteva tutta la positività: e il suo mordicchiarsi le labbra ogni tanto, mi sembrava un modo per sfogare un certo desiderio, come se le fosse venuta voglia dei vecchi tempi, come si fosse ricordata di ciò che eravamo stati in precedenza.

Quando mi avvicinai ai camerini per provare ciò che avevo preso, capii immediatamente che non mi sbagliavo: con la scusa di agevolare l’ingresso, mi passò davanti e mi sfregò – apparentemente senza malizia – il culo davanti. Aveva un bel paio di leggings neri che le fasciavano il culo, rendendolo irresistibile, e sentirla su di me mi fece venire una voglia incredibile di fotterla, di tornare a farlo con lei come avevamo fatto durante il liceo.

Claudia si voltò a guardarmi divertita dalla situazione, poi fece un’espressione tra lo stupito e il malizioso, e mi disse “ah, ma allora non sei cambiato da allora, eh?!” e io “be’, come potrei mai essere cambiato: e poi, vedendo una come te, è davvero difficile non cedere alle tentazioni…” e lei sorrise di nuovo e aggiunse, sussurandolo, “e se lo facessimo nel camerino, come quella volta da H&M?” e io “cazzo, sarebbe davvero bellissimo!”

Senza aggiungere altro, dopo aver aperto la tendina del camerino – bella lunga – mi fece entrare e mi seguì, dopo aver dato uno sguardo furtivamente a destra e a sinistra. Approfittando del fatto che in quel momento non c’erano altri clienti attorno ai camerini, la situazione divenne rapidamente hot: mi sfregò la mano sul cazzo, facendomelo diventare duro tutto d’un colpo, quindi strofinò il suo culo di nuovo sul mio membro, per farmelo indurire.

“Pure tu non sei cambiata, sei sempre gnocca e provocante come allora…” e lei “se possibile sono diventata anche peggio…” e queste parole mi fecero eccitare, perché già mi chiedevo come potesse essere diventata questa stragnocca, soprattutto dopo non averla vista per un po’. E le dissi “ah sì? Sei davvero diventata così hot e irresistibile? Fammi vedere…” e lei “adesso ti faccio toccare il cielo con un dito, vedi se non è vero!”

Mi abbassò i pantaloni e i boxer, mi segò velocemente il cazzo, e poi, se lo passo sulla lingua e in bocca. Era già stato un assaggio di ciò che avrebbe fatto, del godimento che mi avrebbe regalato in quel camerino. Claudia mi spompinò avidamente, facendomi eccitare, e poi, quando era duro abbastanza, si abbassò i leggings e il perizoma e quindi, prese a sfregare il mio cazzo sullo spacco di quel culo, facendomelo diventare durissimo.

Mi eccitava a non finire quella movenza, mi faceva trasalire ad ogni movimento, provocando in me una sensazione di desiderio sempre più irresistibile. Con il mio indice, presi a sgrillettarla piano piano, e la sentii già eccitarsi, e poi un po’ più velocemente. Mugolava piano piano, e le piaceva parecchio, tant’è vero che mi incitava a masturbarla ancor di più, mentre continuava a sfregarsi sul mio cazzo voglioso e ormai fuori controllo.

Sensazioni uniche mi tormentavano il membro, ormai incandescente, e pian piano sempre più bagnato, esattamente come la sua fighetta vogliosa. Strofinò ancora il culo sul mio cazzo, e poi, lo fece scivolare davanti, su quella bella fighetta vogliosa. Tra le sue labbra bagnate, sentire il mio cazzo fare avanti ed indietro, era una sorta di benedizione dell’eros: lo stimolo crebbe sempre di più, così come la voglia di fottermela a dovere.

Inarcò la schiena quanto bastava e, ad un certo punto, con un colpetto se lo fece entrare tutto quanto in figa, spingendosi su di me. Era calda e bagnata, mi stimolava incredibilmente, e trattenni un gemito a fatica, cosa che fece pure lei. Godevamo in silenzio, e me lo sussurava “ti piace? Dimmi che ti piace!” e io “oh si Claudia, sei divina, ma non posso lasciarmi andare, altrimenti mi sento” e le dissi “il mio bel cazzone ti gusta?” e le rise.

Spingeva il suo culo dietro, mi scopava piano piano, facendomi eccitare, e poi mi disse “adesso mettimelo in culo, dai…” e io “sei sicura che lo vuoi lì?” e lei “certo, lo voglio ardentemente, desidero che mi trombi il culo” e io la soddisfai. Lo spinsi pian piano sul suo ano, dicendole “ora sei pronta?” e lei per tutta risposta si appoggiò con il culo, facendolo scivolare dentro delicatamente, facendomi vedere letteralmente le stelle dal piacere.

Spingeva piano piano, mi faceva eccitare con i suoi movimenti, invogliandomi a penetrarla sempre di più. Spingevo il mio cazzo nel suo culo e le mettevo l’indice sulle labbra, per evitare che potesse gemere troppo rumorosamente. Claudia godeva, lo voleva sempre di più, e allo stesso modo pure io non ne potevo più e desideravo tanto venire, sborrare finalmente nel suo culo, come ai bei vecchi tempi. Lei strinse le chiappe di più. Quindi spinse.

Ero ormai sopraffatto dal piacere e, ansimando lentamente, mi lasciai andare: venni nel suo culo, riempiendolo tutto. Claudia si lasciò andare a sua volta, sfinita dal piacere, e riprendendo fiato in quel camerino. Si sfilò il cazzo dal culo, si passò un fazzoletto – che lasciò sotto il perizoma – e si rialzò i leggings, soddisfatta come non mai. Mi guardò, baciò, e mi disse di passare in cassa, perché ormai non poteva fare altro che tornare a lavorare.

La strinsi a me, e le dissi che avrei voluto trombarla ancora, perché era troppo hot. E lei mi rispose “ci vediamo stasera: abito sempre dove sai tu…”

La sveltina con Claudia, di Daniele di Varese

Prima edizione: novembre 2019, by Atlantia Media.

© copyright MMXIX by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Un pensiero riguardo “La sveltina con Claudia

  • 30 Marzo 2020 in 15:57
    Permalink

    Veramente piacevolissimo ed estremamente eccitante nel suo realismo privo di eccessi e di volgarità. Bellissimo il tocco finale che cito “Si sfilò il cazzo dal culo, si passò un fazzoletto – che lasciò sotto il perizoma – e si rialzò i leggings, soddisfatta come non mai “ veramente complimenti.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.