La sua lingua

Giocava sul mio cazzo con la lingua

Di tanto in tanto amo fare qualche incontro proibito, non solo con il mio vicino di casa, ma pure con qualche uomo che mi ritrovo così “tra le mani” alla fine di una serata trascorsa con le amiche al bar. Così, proprio durante una di quelle serate là, ho incontrato Simone: era un ragazzo moro, un po’ tozzo, ma simpatico con delle manone grosse e occhi neri profondi.

Lui era lì in compagni di alcuni suoi amici, mentre io ero in compagnia di Erika e Milena; quasi a fine serata i suoi amici se ne sono andati e noi ci siamo intrattenute giusto altri 10 minuti prima di abbandonare il tavolo. Alla fine, però, optai per non ritornare in macchina con Erika, bensì mi feci portare proprio da Simone.

Simone era un ragazzo assai gentile, ma aveva uno sguardo malandrino, che mi lasciava intuire che le mie tette lo avevano richiamato e che la gonna di quella sera – forse – era un po’ troppo corta. Ad ogni modo, prima di tornare a casa gli chiesi di passare davanti al lago, perché era bello vederlo di notte, e così senza tentennare troppo mi portò a vederlo e ci fermammo a fumare la sua sigaretta.

Proprio lì c’era anche uno spazio poco illuminato e – diciamolo pure – un po’ angusto perché si trovava abbastanza nascosto dietro gli alberi che davano sul lago. Così gli dissi se poteva accompagnarmi lì per fare pipì e se controllava che non arrivasse nessuno.

Così, dopo essermi accuratamente pulita e passata una salvietta rinfrescante e detergente, gli dissi se voleva venire a giocare con me. Lui, non capì subito che cosa volevo, così si avvicinò chiedendo “Miluna, scusa, non ho sentito…che cosa ti serve?”

A quel punto gli dissi nulla, ma che volevo fare solo qualche giochetto con lui, divertirci proprio là, nel buio, dietro gli alberi, dove oramai non sarebbe arrivato più nessuno all’una di notte di lunedì sera. Così, non si fece pregare, mi fece mettere con le mani contro la corteccia dell’albero mi alzo la gonna nera, scostò il filo del perizoma ed infllò la sua lingua calda prima tra le natiche e poi la fece scorrere direttamente verso la mia figa profumata d’umori.

Mi ha fatto vedere quanto il sesso orale potesse farmi godere

Simone iniziò a stuzzicarmi la figa con la sua calda lingua che muoveva davvero abilmente: sembrava che durante la sua vita avesse fatto solo quello per quanto si muovesse bene con quel muscolo dentro la mia farfallina! Naturalmente per farmi davvero sognare, poi, ha iniziato a stuzzicarmi pure il clitoride con dei piccoli tintinnii dati con la punta della lingua;  sembrava quasi che bussasse per chiedere il permesso di poter entrare nuovamente nella mia passera, ma non fu neppure necessario un mio cenno che subito ritornò dentro per farmi sognare.

Nel frattempo però per non far calare il desiderio, ha allungato la mano verso il clitoride ed ha iniziato a massaggiarmelo in modo circolare – quanto mi fa impazzire questa pratica – e poi mi ha chiesto se volevo farlo un po’ godere.

Così a quel punto si è tolto la cintura, ha sbottonato i suoi jeans attillati e mi ha spinto subito verso il suo coso: doveva essersi fatto la doccia prima di uscire di casa, sapeva ancora di pino, ma oltre a questo sentivo anche che il suo grosso cazzo tozzo si stava eccitando solo al pensiero di entrare nella mia bocca. Quindi, giusto per farlo impazzire un pochino, decisi di poggiare solo le labbra sulla punta del suo pene e, dopodiché, le ho socchiuse per far spuntare un po’ di lingua con la quale ho leccato poi la sua punta.

A quel punto, poi, ho iniziato davvero il “lavoro grosso”, spingendolo tutto in bocca ed accarezzandogli con le mani le palle pelose che erano lì, strette strette e trattenute dai jeans. Quella sera non facemmo il tradizionale sesso, con tanto di scopata, ma ci limitammo soltanto al sesso orale, perché si può sicuramente godere anche senza farselo mettere in figa.

Brava Miluna, continua a stupirci con queste storie di sesso piene di desiderio e di voglia di godere: non dimenticarci di inviarci sempre nuovi racconti erotici così appassionanti.

La sua lingua mi esplorava in ogni istante, Miluna di Como.

Prima edizione: febbraio 2016, by Atlantia Media.

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