La personal trainer figa

Mi son scopato quella troia

Dopo un piccolo infortunio ad una gamba, a causa del periodo di convalescenza, mi son dovuto dare da fare per riprendere la mia forma fisica: e così è stato, soprattutto, dal momento in cui mi sono trovato una personal trainer con la quale fare degli esercizi a casa mia, che oltre a farmi riprendere lentamente il mio fisico abituale, mi ha pure conquistato per la sua simpatia e il suo modo di porsi nei miei confronti anche per altre questioni.

Oltre a venire a casa mia per aiutarmi nell’allenamento, lei è pure rimasta a pranzo un paio di volte: e devo dire che è pure una buona forchetta, per nulla ossessionata da assurde diete del cazzo, con cui si può anche gustare il piacere della buona tavola, senza che si metta a fare storie assurde come tante altre tipe che ho conosciuto in passato, e che avevano sempre qualche rottura di palle da farmi risuonare per bene nelle mie povere orecchie.

Proprio l’altroieri, Antonella è arrivata un po’ prima del tempo a casa mia e, anziché dedicarci subito all’allenamento, si è seduta con me a parlare un attimo, raccontandomi un po’ di storie sue, e nello stesso tempo, chiedendomi pure che cosa facessi io e quali fossero i miei piani per altri progetti e diverse attività di cui già le avevo parlato in passato, come per esempio il fatto di trasferirmi a Londra per il lavoro.

Veniva a trombarmi piuttosto che ad allenarmi

Quel giorno, infatti, più che a pensare all’allenamento, lei mi sembrava attenta a considerare e a pensare ad altre cose, quasi come se avesse capito che non avevo una grande voglia di mettermi sul tappetino ed iniziare a fare flessioni, piegamenti e via discorrendo: ma per incoraggiarmi, mi disse di non trascurare l’attività ginnica, perché mi avrebbe fatto bene e soprattutto perché di tanto in tanto era necessario distrarsi dai soliti impegni.

Quindi mi spronò ad iniziare gli esercizi, cosa che feci: mentre ero già ripiegato per fare degli addominali, Antonella si mise al mio fianco, e con la scusa di tenermi ferma la pancia, la sua mano finì per caso sul mio cazzo, non ancora duro. La sfregò sopra, e quindi si passò la lingua tra i denti, e mi disse che per incentivarmi ad allenarmi, mi avrebbe fatto vedere che cosa sapeva fare con la sua magnifica boccuccia rossa, così calda e dolce.

Mi sfilò la tuta, e infilando la testa tra le mie gambe, se lo prese subito in mano e quindi se lo passò sulle labbra: si sentiva che aveva già voglia di darci dentro, e quando la sua bocca iniziò a roteare velocemente sulla mia cappella, capii che era ormai tempo di godere, che non potevo in alcun modo trascurare quelle che erano le sue intenzioni, vale a dire, farsi riempire la bocca dalla mia calda sborra che fermentava nei coglioni.

Le sua labbra e la sua lingua iniziarono a lavorarmi la punta del cazzo, per poi piano piano affondare sul mio pesce bello duro e grosso, succhiandolo e leccandolo in maniera alternata, senza sosta: e sapeva di farmi godere, quando sfregava la sua lingua appena sotto la cappella, facendola girare a 360 gradi, come se fosse una coda impazzita che voleva gustarsi tutta quanta senza nemmeno farsi sfuggire un millimetro di piacere.

Continuò a spompinarmi, mentre io godevo e gemevo soddisfatto, e le dicevo che volevo che succhiasse di più, che ci desse dentro, e già iniziavo a spingerle la testa perché se lo ingoiasse tutto: Antonella si lasciava fare, quasi come se sapesse che quello era il suo ruolo, una succhiatrice di cazzo da primato, che non poteva non arrivare fino ai coglioni per regalarmi il massimo del piacere e dimostrarmi che si era sottomessa del tutto al mio cazzo.

Quindi tornò di nuovo in punta, e iniziò pian piano a segarmi il cazzo velocemente, perché voleva che la mia cappella sfregasse più in fretta sulle sua labbra, mentre da sotto mi segava e cercava di accelerare la mia sborrata: a un certo punto, mi disse che non ne poteva più, ma io le chiesi di continuare a spompinarmi solo con la bocca, che sarei finalmente venuto di lì a poco, perché ero talmente carico che non sarei riuscito a resistere oltre.

Poco dopo, il mio cazzo esplose in una sborrata indimenticabile, con schizzi che andavano da tutte le parti e che, in poco tempo, le riempirono la bocca, strozzandola, e facendole anche sputare un po’ di sborra perché non riusciva a trattenerla: mi guardò con una faccia da troia, la accarezzai, e quindi diede una leccata al mio cazzo, rialzandosi mentre io ancora ansimavo e gemevo per il piacere sul mio materassino…

Allenarsi per tornare in forma e, poi, scoprire quanto il sesso possa regalare emozioni indimenticabili: e Natale ci ha trasmesso tutto questo con un semplice racconto erotico.

La personal trainer figa e più troia di tutto il mondo, di Natale di Pescara.

Prima edizione: dicembre 2015, by Atlantia Media.

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2 pensieri riguardo “La personal trainer figa

  • 29 Dicembre 2015 in 20:11
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    Certo che con una così mi ci allenerei pure io ^_^

    Risposta
  • 16 Maggio 2016 in 1:00
    Permalink

    Allenarsi cosi’ e’ davvero il top

    Risposta

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