La guida turistica

La guida turistica aveva bisogno di una bella trombata

Quel week-end doveva essere per me l’occasione per tirare un po’ il fiato, un momento per spezzare la monotonia e, soprattutto, per trovare nuove energie e, soprattutto, per distrarmi davvero un po’ e, perché no, anche per trovare un po’ di figa: così sono partito da solo per Roma, dove sapevo che avrei trovato ad aspettarmi una mia vecchia amica, Mary, che facendo la guida turistica mi avrebbe mostrato le meraviglie della sua splendida città.

Dopo un viaggio tranquillo, l’arrivo nella capitale è stato un momento per me piacevole, soprattutto quando ho riscoperto la possibilità di trascorrere un po’ di tempo senza essere stressato, lasciandomi alle spalle tutte le cavolate e, soprattutto, riprendendomi in mano la mia voglia di divertirmi, mentre attorno a me non mancavano di certo le opportunità per rimorchiare, con giovani fighette affascinanti che, in effetti, non mi sarei fatto sfuggire per nulla al mondo.

Poi, una volta recuperato un taxi, ed arrivato in albergo, ne ho approfittato per farmi una veloce doccia e sistemarmi un po’, prima di andare in giro alla scoperta dei migliori posti della città e, soprattutto, prima di chiamare la mia amica per darci appuntamento: era venerdì, e lei, quel pomeriggio era sicuramente presa dai suoi impegni  con i turisti, ma non avrei atteso davvero tanto prima di volerla incontrare, perché me la ricordavo anche abbastanza carina.

E delle trombate colossali

Quando ci siamo beccati al telefono, e poco dopo anche di persona perché mi trovavo già nei paraggi, ho avuto come un sussulto: Mary si era fatta anche più figa di come me la ricordavo, e dopo un rapido saluto, le ho anche detto che mi sarei accodato con gli altri per seguire le sue spiegazioni durante il giro, cosa che le ha fatto piacere, mentre io ero davvero interessato a sentire il suo modo di spiegare, oltre che non mi dispiaceva guardarla mentre si muoveva attorno a me.

Era davvero una bella fighetta, e quel giorno, con quel suo taglio di capelli e quello sguardo piacevole, stavo già fantasticando sul come ci saremmo potuti divertire, come avrei potuto assaporare le sue fantasie e le sue voglie, perché la trovavo davvero irresistibile: poi l’occasione si presentò quando, al termine del giro, la maggior parte dei turisti si dileguò piuttosto velocemente e, lei, volendo fare una pausa, mi disse che saremmo potuti andare a bere qualcosa poco distante da lì.

In un locale abbastanza grande, quel giorno c’era un certo viavai per i caffè, ma per il resto, c’erano parecchi tavolini tranquilli ai quali soffermarsi per fare due chiacchiere insieme: e noi andammo appunto in uno di quelli più nascosti, dove c’era la certezza di non essere disturbati troppo, e dove avremmo potuto anche parlare dei fatti nostri senza essere fastidiosamente ascoltati da rompipalle di ogni tipo in cerca di fastidiosi scoop delle vite degli altri.

Quindi il nostro argomento si spostò sulle questioni di coppia e, con mio stupore, Mary mi disse di essere single: non voleva legarsi, perché non voleva ritrovarsi con uomini lagnosi come l’ultimo con il quale aveva avuto una storia, così, ora se la spassava e non si lasciava sfuggire nemmeno un’occasione, poi, mentre parlava si passò la lingua tra le labbra, per poi riguardarmi, e a quel punto le dissi “sai che la penso esattamente come te, Mary? Ne ho piene le palle di storie serie e noiose!!”.

E mentre parlavamo, a un certo punto, mi diede una pacca sulla gamba, scherzosa, mentre io la guardavo con desiderio, finché senza troppi complimenti, le dissi “e se ci facessimo una bella trombata insieme?!” e lei “sì, ma dove?!” e io “cosa ne dici nel cesso di questo locale?! Sarebbe eccitante, non trovi?” e lei “è un’idea magnifica, soprattutto emozionante, dai, andiamo al cesso senza farci notare” e così ci avviammo verso i servizi, in fondo al locale, dove praticamente non c’era nessuno.

I bagni erano due, abbastanza moderni e spaziosi, e noi entrammo in quello per i disabili, perché – pensai – avrei potuto dire che ero il suo accompagnatore: quindi richiudemmo la porta dietro di noi, e poi, lei mi disse subito “pompino veloce e sveltina, eh?! Non vorrei essere trovata qua dentro da qualcuno che mi conosce, sarebbe davvero la fine per me” e io risposi “mmmmhhh, bella accoppiata, soprattutto per quella boccuccia che hai e quel bel culetto, che non vedo l’ora di sbattere!”.

Mary si inginocchiò velocemente davanti a me, mi sbottonò la cerniera, abbassò quando bastava i pantaloni e le mutande, per poi mettersi finalmente il cazzo in bocca: le piaceva da morire, e lo disse “mmm, che bella cappella, sì, dammela tutta!” e facendo roteare la sua lingua sopra, mi sembrava non potesse trattenersi molto, e poi, affondò le sue labbra sul mio cazzo, prendendoselo tutto dentro, mentre mi eccitavo e non vedevo l’ora di trombarmela in figa, quella bella tipa.

Lei si eccitava già, la sentivo respirare un po’ più affannosamente, e poi, dopo avermelo preparato per bene, si alzò, abbassò i jeans e le mutande, e poi, mentre io mi appoggiai alla parete, lei si sistemò a novanta gradi davanti a me, piegandosi per bene, per farsi fottere. Si bagnò la fighetta a dovere con la saliva, passandosi la mano tre o quattro volte, e poi, finalmente si appoggiò al mio cazzo: lo sentii entrare con piacere, e lei, iniziò già ad ansimare: era tutta bagnata, probabilmente già venuta.

Incominciò a spingere con decisione, sbattendo il suo culo su di me, mentre io godevo, e le dicevo che la volevo di più “sììììììì, fottimi Mary, daaiiiii, fottimiiiiii aahhhhhhh”, mentre spingeva senza sosta e, pochi secondi dopo, la sentii bagnarsi davvero tutta, e gemere con piacere, mentre tratteneva a faticare il piacere e continuava a sbattermi, dicendomi “daiiii, vieniiiii, daaaiiii sborraaaaaaaa” e, poco dopo, finalmente mi lasciai andare dentro di lei “aaaaahhhh sborrrrooooooooooo, ahhhhhhhhhh!”.

Le ero venuto dentro, entrambi eravamo eccitatissimi, e lei si sollevò, passandosi al volo una salvietta sulla figa, pulendola un po’: “ti è piaciuta la sveltina???” e io “stupenda Mary, lo sapevo che eri così strafiga!” e lei “dai, adesso andiamo, che continuiamo un po’ il giro, che poi stasera facciamo il bis!!” e così uscimmo dal cesso e tornammo nel locale, dove nessuno sembrava essersi accorto di noi…

Una guida turistica in cerca di piacere, che non voleva proprio tirarsi indietro di fronte al fascino di Tino: e lui si è lasciato andare per bene, facendola godere e vivendo una storia hard davvero eccitante.

La guida turistica aveva bisogno di una bella trombata, di Tino di Mantova

Prima edizione: Maggio 2016, by Atlantia Media.

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