La ginnasta perversa

Con la ginnasta abbiamo vissuto una giornata perversa all’insegna del sesso

Una sera, per puro caso, mentre ero in compagnia di un paio di amici mi sono imbattuto in una tipa a dir poco sensazionale, una di quelle che ti fanno subito capire come si sta al mondo e, soprattutto, quali sono le migliori occasioni per lasciarsi alle spalle pudori e cazzate varie, andando al sodo: Sonia, questo è il suo nome, mi ha subito conquistato con la sua simpatia ma, oltre a ciò, anche grazie al suo fisico veramente degno di nota.

Nonostante sembrasse una figa di legno, almeno a prima vista, in realtà era una di quelle che non vedeva l’ora di gustarsi un bel cazzone e che, soprattutto, avrebbe fatto di tutto per prenderlo sia davanti sia dietro, magari anche dimostrando una certa abilità nel muoversi, dando vita a posizioni indimenticabili e goduriose al fortunato di turno che si sarebbe potuto portare a letto una tipa così strafiga e – per certi versi – anche alla mano.

Dopo averle offerto da bere e, come si dice, aver rotto il ghiaccio tra di noi, Sonia si è dimostrata anche particolarmente simpatica e piena di allegria, soprattutto, mentre raccontava dei suoi casini e delle sue rotture di coglioni, e tra una bevuta e l’altra, mi guardava con degli occhi che mi sembravano sempre più che volessero dirmi di sì, che ci sarebbe stata e, soprattutto, che non avrebbe perso tempo per farmi godere quella stessa sera.

Sonia si muoveva divinamente anche sulla branda

Quando ci avviammo fuori dal bar, dopo aver salutato gli amici ed essermi avviato all’auto, mi son accorto che Sonia continuava il suo cammino sul marciapiede e, una volta di fronte alla mia macchina, mi son sporto e le ho detto se avesse voluto un passaggio: lei annuì, e quindi, dopo essersi sistemata in auto, iniziammo il tragitto verso casa sua, con lei che era sempre più simpatica ed espansiva, raccontandomi di tutto.

A un certo punto, mi disse che stava con un tipo che era troppo una rottura di coglioni e che aveva una voglia incredibile di una bella avventura: mi guardò con i suoi occhi profondi, al che le risposi che ero pronto a farla godere, se avesse voluto. Pensammo subito a dove saremmo potuti andare per dare libero sfogo alle nostre fantasie, al che le venne in mente di scegliere la cantina, dove ci saremmo potuti davvero divertire insieme.

Lei mi fece strada e, mentre scendevamo le scale, già le sculacciavo quel meraviglioso culo stretto nei leggings neri: Sonia si mise a ridere, dicendo di calmarmi, che subito dopo ci saremmo divertiti insieme, ma nel frattempo il mio cazzo era già bello duro e si era bagnato in punta, imbrattando anche le mie mutande, cosa che lei notò subito quando infilò le sue mani per andare alla ricerca del mio membro già bello duro e pronto ad esser fottuto.

Mi guardò con quella sua faccia da troia e si tuffò letteralmente sul mio cazzo, prendendolo tutto in gola sin dalla prima succhiata, facendomi ansimare e godere da subito: le dissi che era la mia puttana meravigliosa, e che volevo riversasse tutto il suo desiderio represso sul mio cazzo, senza limitarsi e liberando tutta sé stessa, che volevo godere delle sue perversioni e dei suoi desideri più strani ed insoliti, e che non avrei rifiutato nulla.

Per prima cosa, dopo essersi svestita in fretta, mi mise il culo in faccia e mi disse che leccarle l’ano, perché quella sera voleva essere fottuta bene in culo, non aveva voglia di cazzo in figa: mi adoperai subito, tra lingua e dita, per torturarla a non finire con le mie fantasie e i miei gesti, sentendola nel frattempo eccitarsi ed ansimare, perché ormai non ne poteva più di resistere a quelle attenzioni che da tempo le mancavano fin troppo.

Mi fece poi sdraiare sul tavolo della sua cantina, e quindi, si sedette sopra di me con il culo, iniziando a scoparmi prima piano piano e, poi, sempre più in fretta: dopo una decina di penetrazioni, sfilava il cazzo dal suo culo e se lo prendeva in bocca, perché aveva voglia di spompinarlo a dovere, tra una trombata e l’altra, e farmi vedere quanto fosse troia, quasi risucchiandomelo dentro quella meravigliosa bocca da troia che solo lei aveva.

Poi di nuovo tornò a trombarmi con quel suo culo meraviglioso, continuando a montare su e giù il cazzo, prendendoselo tutto dentro fino in fondo e spingendo, quasi come se volesse fottermi pure i coglioni. Ancora una volta, lo tirò fuori e tornò a spompinarlo, perché aveva voglia di assaporare nel migliore dei modi il mio membro, come se fosse l’ultima volta che avrebbe scopato in vita sua, e voleva dare veramente tutta sé stessa.

Quindi se lo infilò ancora una volta in culo, e fottendolo decisamente, dopo un paio di minuti mi fece venire dentro di lei, riempiendola tutta della mia sborra, che pian piano colava fuori dall’ano, ormai rosso e sfondato dalle penetrazioni, con Sonia che ansimava e gemeva, sapendo di aver dato tutta sé stessa in un sesso anale che da troppo tempo non assaporava più – per sua stessa ammissione – a causa del suo tipo fin troppo moscio a letto.

La guardai negli occhi, glielo misi in bocca ancora una volta, e le dissi che ora avevo voglia della sua figa: lei mi disse me l’avrebbe data la prossima volta, perché ormai era già ora di tornare a casa…

Manuel non si è proprio risparmiato nel riportare i migliori dettagli della sua trombata con una ginnasta magnifica, capace di trasmettere emozioni uniche con un racconto erotico meraviglioso.

La ginnasta perversa che voleva esercitarsi sulla branda, di Manuel di Como.

Prima edizione: ottobre 2015, by Atlantia Media.

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