La cougar focosa

A quella cougar gli piaceva godere sempre in un modo diverso

Qualche giorno fa, per puro caso, ho deciso di prendere la bicicletta e di concedermi un bel giro nel bosco non molto distante da dove vivo: tanta aria fresca, ombra e sollievo dal caldo di questi giorni, mi hanno dato quel tocco di relax in più di cui avevo bisogno. Tra una pedalata e l’altra, mi guardavo attorno e la natura mi dava sensazioni uniche, grazie alle quali mi sono davvero sentito rigenerato in tutti i sensi.

All’orizzonte, il sole era ancora piuttosto alto e, tra i rami, si creava un gioco di luci e di ombre davvero intrigante, che poteva richiamare alla mente cerchi giochi erotici – di vedo e non vedo – troppo eccitanti: e in effetti, mentre mi spostavo su quel sentiero, fantasticavo circa la possibilità di fare un incontro hot, di quelli indimenticabili, con una bella gnocca in cerca di piacere (oltre che di fresco come me).

Pedalavo, mi guardavo attorno sognante e sentivo il mio cazzo indurirsi sempre di piû, facendomi desiderare davvero di poter esprimere quele mie fantasie. All’orizzonte, però, non vedevo proprio nessuno, ero da solo in quel bosco, e quindi la tentazione di fermarmi e di farmi una bella sega dietro una pianta, diventò davvero irresistibile, sempre più forte e coinvolgente, quasi come se mi scoppiassero altrimenti i coglioni.

Presi quindi la decisione di fermarmi, scendere dalla bici, e bere un po’ di acqua fresca, perché ero davvero fin troppo assetato per resistere oltre. Dopo aver appoggiato il mio destriero d’acciaio all’albero, feci due passi e, quindi, trovai una pietra sulla quale andare ad accomodarmi, per riuscire a distendermi un attimo e, soprattutto, segarmi piacevolmente il cazzo in tutta tranquillità, all’ombra di quelle frasche.

Una passeggiata galeotta

Mi scappellai lentamente l’uccello e, quindi, preso da quel desiderio incontenibile, mi bagnai per bene le dita e il palmo della mano, e quindi, presi a masturbarmi piano piano, in modo leggero e poi intenso, eccitandomi e sentendomi sempre più preso da quel momento di piacere. Nessuno si trovava lì vicino e, quindi, potevo tranquillamente concentrami soltanto sul mio godimento, perché l’obiettivo era ormai quello di fare una bella spruzzata.

Mi toccavo, mi eccitavo, e pensavo a quanto mi sarebbe piaciuto farmi una stragnocca, farmelo toccare per bene dalle mani fatate di una tipa vogliosa.

Ad un certo punto, mentre mi segavo, sentii due voci di donne: mi sembravano troppo vicine, le due, perché non si fossero accorte di me e, in effetti, una delle due esclamò “Ahhhh, un pervertito, guarda Chiara, quello si sta segando” e lei di rimando “Giulia, ho visto, non avevi mai visto un uomo segarsi?!” e rise di gusto, quasi come se la sua amica fosse ancora vergine.

Per tutta risposta, l’amica le disse “non ti facevo così interessata ai segaioli” e lei rispose “a me non interessano i segaioli, ma i loro cazzi in fiamme” e, quindi, avvicinandosi a me, mi disse “ciao, come ti chiami?” e io di rimando “Ciao, Mario e tu sei Chiara, quindi…” e lei “ehh già…ma non vorresti un aiuto con quel bel cazzone voglioso?!” e mi guardò passandosi la lingua tra le labbra, al che io risposi “non sarebbe male davvero…”

Giulia a quel punto disse a Chiara “ma non vorrai farti quel cazzo, dai…” e lei “meglio un cazzo oggi che il digiuno domani” e, senza pensarci due volte, si accovacciò vicino a me. A quel punto, prese il cazzo tra quelle sue dita piccole e sexy, e mi scappellò l’uccello e, poi, me lo segò pian piano, facendomi già eccitare e godere, dicendomi “ti piacciono le mie dita, eh?! Ammettilo che sono proprio fatate!!”.

Annuii con la testa e, quindi, la lasciai fare, mentre la sua amica le diceva “non vorrai fare altro, spero…” e lei le rispose “adesso ho proprio voglia di ingoiarlo tutto” e alle parole di questa strafiga, mi diventò duro e mi venne voglia di lei. Si avvicinò alla mia cappella e, quindi, la fece scivolare lentamente nella sua bocca vogliosa, esperta succhiatrice di cazzi, che si muoveva tra l’etero e il selvaggio sul mio cazzo voglioso di lei.

Chiara ciucciava rumorosamente, poi si fermava, succhiava con leggerezza, provocando in me sensazioni indescrivibili: ero prigioniero delle sue fantasie, e delle sue voglie, mentre le osservavo il culo, non male per essere quello di una cougar vogliosa.

Nei suoi leggings di lycra sembrava più che eccitante, capace di offrire uno scenaro divino, e quando mi video avvicinarmi alle sue chiappe con le mani, si levò il cazzo di bocca e disse: “per questa volta ho solo voglia del tuo cazzo come ghiacciolo, ma la prossima volta, chissà, potrei anche farmi una bella cavalcata goduriosa” mentre io mi lasciavo andare alle sue ciucciate e fantasticavo di quanto avrebbe potuto farmi godere.

La sua amica guardava invidiosa, quasi come se in cuor suo volesse pure lei gustarsi la mia cappella infuocata per riuscire ad eccitarsi ancora, vivendo la sua sessualità come qualcosa di unico. La sua invidia cresceva sempre di più, contemporaneamente a quanto io mi eccitavo e, soprattutto, a quanto probabilmente lei pensava che si stesse avvicinando il momento della sborrata, che magari avrebbe voluto bersi avidamente come nettare della vita.

Chiara continuò a spompinarmi a dovere l’uccello sempre più duro e gonfio, lucido a causa della sua saliva, che l’aveva reso ormai un simbolo della potenza virile e della sessualità. Di lì a poco, quell’idolo scoppiò in una pioggia di calda vita, che andò a scivolare nella sua gola, riempiendole la bocca e, soprattutto, facendola eccitare come una ragazzina alle prime armi con la sborrata del suo ragazzo voglioso di godimento.

Si leccò tutto il mio seme, soddisfatta ed avida di quella carica di vita, e quindi, tenne ancora per un po’ il mio cazzo tra le mani: quindi mi vide sfinito e soddisfatto, mi disse “sono la tua troia, vero?! Dillo che sono la tua troia cougar che ha voglia di cazzo come poche!”. La guardai in quegli occhi vogliosi e le dissi “sei la mia troia bocchinara meravigliosa…che bocca, che labbra, che ciucciatrice magnifica…” e mi sorrise gioiosa.

Una parentesi di piacere così intensa, condivisa con una certa naturalezza, non può lasciare indifferenti i nostri lettori: ecco perché

La cougar focosa, di Mario di Varese

Prima edizione: luglio 2018, by Atlantia Media.

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