La bionda si è fatta sfondare

La bionda si è fatta sfondare da dietro

La scorsa settimana mi trovavo in giro per sbrigare un paio di pratiche burocratiche e così, girando per le vie del centro, all’improvviso mi sono imbattuto in una tipa che mi sembrava di conoscere da sempre, una bionda con la quale forse avevo trascorso degli anni di scuola: sulle prime, non l’ho riconosciuta subito, e pure lei, seppure mi abbia guardato per un po’, non è riuscita a convincersi del fatto che ci conoscessimo sul serio ed ha proseguito il suo giro in centro città come ho fatto io.

Poi, dopo aver concluso le pratiche, mi sono anche concesso una veloce spesa e un paio di acquisti in alcuni negozi e poi, facendo un giro per i portici, mi sono soffermato di fronte ad una vetrina che mi piaceva particolarmente per come era stata creata: e dopo averla osservata per un po’ di tempo, mi sono avviato di nuovo per concludere il mio giro, con una veloce puntata al bar per concedermi una bibita fresca ed un panino, considerando che non avevo voglia di tornarmene a casa.

Così, dopo aver preso posto ad un tavolino che dava sulla piazza, mi sono un attimo concentrato nella lettura di alcune mail e di notizie, distraendomi da tutto ciò che c’era attorno a me, e senza pensarci più di quel tanto, mi sono soffermato a guardare il telefono, mentre con la coda dell’occhio mi sono accorto che una tipa si stava sedendo al tavolo di fianco al mio, una bionda, che aveva con sé alcune riviste, e poi sedendosi ha ordinato da bere mentre io imperterrito leggevo le news.

Quando ho rialzato la testa, mi sono accorto che avevo di fronte la stessa donna di prima, quella bionda che mi diceva qualcosa, ma che non sapevo in realtà chi fosse: e così, dopo essermi fatto degli scrupoli, a un certo punto non ho potuto fare a meno di cercare di attaccare bottone con lei, perché volevo assolutamente sapere se si trattasse della persona che io conoscevo, Anastasia, di cui improvvisamente mi ricordai, considerando che avevamo fatto insieme il liceo.

Rimorchiata al bar l’ho portata nel bosco

Mi feci coraggio e le chiesi “ciao, scusa ma tu sei Anastasia?” e lei mi rispose “Ciao, sì, perché? Ci conosciamo?” e io le dissi “Quarta B, liceo Alighieri: sono Marcello, non ti ricordi di me?” e lei, se sulle prime aveva la memoria un po’ annebbiata, e mi disse “non mi ricordo…” poi a un certo punto “ahhhhhh siiiiiiiiiiii, Marcellooooooo!! Quanti anni, che roba incontrarci qui di nuovo: e che cosa fai ora?” e io le dissi “son contento che ti sei ricordata di me, mi fa davvero tanto piacere.”

E poi continuai “ora mi occupo di telecomunicazioni, esattamente come allora, la mia passione” e poi le chiesi “e tu che cosa fai? Non mi dire che hai studiato legge?!” e lei rispose “esattamente, Marcello: lavoro nello studio del papà di Francesca, ti ricordi?” e io “ahh sì, lui era davvero in gamba: beh, ha scelto bene con te” e lei disse “grazie Marcello, sei rimasto come allora: sempre gentile e lusinghiero” e poi mi scambiò un’occhiata tra la soddisfazione e la malizia, come se avesse voglia di…

Ma poi interruppi il mio viaggio nella fantasia, e non osai andare oltre, e le dissi “cavolo che bello rivederci dopo tanti anni: ma sei sempre in forma!” e lei “ehhh, fosse vero: senti che ne dici di andare a farci una bella passeggiata nella natura? Così ne approfitto per fare un po’ di movimento” e io le dissi “ne avrei bisogno pure io, dopo tutte le ore trascorse alla scrivania in settimana” e quindi ci avviammo verso l’auto, per andarcene verso Lucinico e poi salire nella natura.

Mentre stavo guidando, e le guardavo le gambe e le cosce, mi accorsi che quella strafiga di Anastasia aveva pure un bel perizoma sottile, che mi faceva venire certe fantasie e, così, parlando del più e del meno, le chiesi “allora come va, Ana? Hai trovato il principe azzurro in tutti questi anni?” e lei mi rispose “no, no: solo stronzi che mi hanno messo le corna, cazzo” e io le dissi “ah, mi spiace: non è che sia facile avere una storia seria…” e lei mi rispose “eh già, con gli uomini che pensano alla figa.”

E io abbassai lo sguardo, un po’ imbarazzato dalle sue parole, e poi lei si scusò, dicendomi che forse aveva esagerato: ma in quel momento le dissi “beh, certo che con una stragnocca come te, è difficile non lasciarsi prendere la mano e avere qualche desiderio…” e lei mi guardò con un’aria soddisfatta, dicendomi “grazie, beh almeno tu sei onesto nel parlarne: gli altri mi portavano a vedere le mostre, la prendevano larga, e poi alla fine sempre il loro scopo era quello di scoparmi come una troia.”

Allora le presi d’istinto la mano, accarezzandola, e lei non la ritrasse: poi parcheggiammo e le dissi “ok, adesso facciamoci due passi, ci faranno bene” e lei annuì, guardandomi di nuovo con quell’aria da biondona vogliosa, e poi, scesi dall’auto, potei finalmente assaporare quel suo bel culo tondo, racchiusi in quei leggings, con quel perizoma che la rendeva a dir poco irresistibile, soprattutto per uno come me che adorava le tipe con le curve al posto giusto e soprattutto non troppo secche.

Mentre camminavamo nella natura, Anastasia mi disse “senti, e se ti dicessi che ne ho piene le palle della morale e di tutte quelle stronzate, e ti dicessi che voglio che mi scopi qui, senza alcun pudore?” e io le dissi “è una proposta o è un ordine, Ana?” e lei ridendo mi disse “voglio che lo fai subito, dai, dammi il tuo cazzo che ti faccio vedere di cosa ho voglia” e senza attendere oltre, ci sistemammo dietro ad alcune piante, e lei se lo prese in bocca senza tanti complimenti succhiandolo e leccandolo.

“ohhhh siiiii, e brava la mia penalista, divertiti con il mio pene!” e lei rideva mentre mi spompinava, divertita da quelle mie parole e, poi, dopo avermelo fatto diventare bello duro se lo tirò fuori della bocca, e mi disse “bene, adesso è pronto per fottermi come una troia” e quindi si abbassò i pantaloni, e si tirò il perizoma nello spacco delle chiappe, provocandomi con quella vista magnifica, e mi disse “ti piace eh?! Dillo che mi vuoi sbattere come una cagna in calore senza pudore.”

E io le dissi “voglio la tua figa, dammela tutta qui, non farmi aspettare oltre” e quindi le sfilai il perizoma, e poi, le leccai la figa con desiderio, sentendola ansimare “ohhh siii, ora il cazzo, dai, dammelo non farmi aspettare che ho voglia di te” e lei quindi allargò la figa con le mani, e poi, mi disse “dai, ficcamelo dentro, lo voglio” e quindi io lo lasciai entrare in quella meravigliosa figa, godendo subito “ohhhhh siiiii, che bella figa che hai, ohhhhhhhhhh mi piace, ohhhhh dammela tutta, siiiiii” e la trombai.

Iniziai a spingere piano, ma poi, lei mi disse “dai, spingilo forte e tutto, trombami come una cagna, ho voglia di godere, non me ne frega un cazzo del resto” e io le dissi “ohh, siiii, adesso ti scopo io per bene” e quindi lasciai scorrere dentro di lei il mio cazzo duro e caldo, spingendolo come un pistone in un cilindro, con tutta la voglia che avevo di godere, provando un’emozione unica nel sentire la sua figa bagnata che mi faceva godere ad ogni spinta, e lei che si eccitava “uuuhhhh siii che bel cazzo!”

E io continuavo a trombarla senza tregua, mentre lei iniziava a gemere “ohhhhh siiiii, dammelo tutto, sono la tua puttana, un avvocato è sempre una puttana, eccomi qui, ohhhhhhh siiiiiiiiiiii” e io godevo con lei, schiaffeggiandole quel bel culo “ohhhh che bel culo, voglio trombarti tutta, che culo magnifico” e le diedi una bella serie di sberle al culo che divenne rosso, mentre lei si eccitava “ohhh siiiii, scopami, siiiiiii, picchiami quel culo, ohhhhhhhhhh” mentre lo spingevo dentro e godevo.

Poi lei iniziò ad ansimare sempre di più, trattenendo a fatica il godimento “ohhhhhhhhh siiiiiii, godoooooooo, ohhhhhhhhhh, mi piacee, dai sfondami tutta, sfondami quella figa da troia che c’ho, ohhhhhhhhhh siiiiiiiiiiiii” e poi si lasciò andare “veeeeeeeeeeengoooooo, ohhhhhhhhhh veeeeeeeengooooooooo ohhhhhh siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii” e la sentii sfogarsi di tutta la rabbia che aveva in corpo, mentre io continuavo a spingerlo dentro di lei, sempre più forte, ed ero ormai pronto a venire.

Quindi lo tirai fuori, la feci voltare e le dissi “dai bevitela tutta la sborra, dimmi che la vuoi tutta in bocca” e lei “sborrami in bocca, voglio tutto, ingoio daiiiiii” e io misi la cappella sulle sue labbra, spingendola dentro e fuori due e tre volte, e poi, scaricai sulla sua lingua tutto quanto, vedendola eccitarsi e godere pure di quel getto di vita che non tardò ad ingoiare, deglutendo soddisfatta per quanta sborra era riuscita a non perdersi durante i miei schizzi…

Non c’è nulla di meglio di una bella avventura di sesso come quella vissuta da Marcello, che ci ha anche proposto un bel racconto erotico appassionante.

La bionda si è fatta sfondare da dietro, di Marcello di Gorizia

Prima edizione: Luglio 2016, by Atlantia Media.

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