Il secondo turno di Manu

Nemmeno un mese dopo l’avventura che ho avuto con Marisa, lei è stata trasferita in un nuovo supermercato. Durante le ultime settimane, infatti, era sempre meno di turno lì, dove è arrivata una nuova ragazza, che è altrettanto scoppiettante ed attizzante.

Sulle prime, mi è sembrata un po’ più introversa e poco interessata a dare confidenza ai clienti. Sempre alle prese coi cartoni di prodotti da sistemare, la riccia – come l’ho soprannominata – non è mai particolarmente di molte parole, talvolta stenta anche quasi a salutare.

Quando è in cassa, è molto sbrigativa e si limita al tipico dialogo di rito, tra saluto, totale della spesa e «paga col bancomat?» Anche se mi sembra poco espressiva, in realtà, c’è qualcosa di misteriosamente affascinante in lei: i suoi occhi hanno un’espressione vivacissima.

Due giorni fa, però, la tipa era un po’ meno seria e professionale del solito. Scherzava con un’altra collega, e saltellando sorridente per i reparti, mi sembrava più ben disposta al dialogo. Quando l’ho ritrovata in cassa, poi, è stata l’occasione perfetta per rompere il ghiaccio con lei.

Una battuta in cassa che cambia tutto

«Ciao…» e risposi anch’io con un «ciao!» Mentre batteva i prodotti alla cassa, osservava incuriosita il mio pane di segale. «Com’è quel pane? Me l’hanno consigliato, ma ancora non l’ho voluto provare…» Le dissi «a me piace tantissimo, con quel gusto rustico…» «Ma non sa un po’ di acido?»

«Sì, be’, diciamo leggermente acidulo lo è…» E guardando delle caramelle, poi aggiunse «Beh, dai, allora poi ti rifai con la dolcezza di quelle, eh?!» E riuscì a strapparmi un sorriso. Continuammo a parlare del più e del meno e, poi, nel salutarla, le dissi «alla prossima… ma, non so il tuo nome…»

«Manu, chiamami pure Manu…e tu?» «Ok, Manu…io sono Gabriele» Quando sentì il mio nome, vidi che il suo volto si trasformò. La sua espressione si fece curiosa. Nei suoi occhi, mi parve di notare che ci fosse una strana luce intrigante. La guardai come per chiederle se volesse dirmi qualcosa.

La mia aria «interrogativa» la spinse a parlarmi. «Ma tu, per caso, sei quel Gabriele che conosce Marisa?» Le sue parole suonarono come un eccitante campanello di allarme. «Sì, sono io…» Abbassò gli occhi per un istante e disse «ahhhh…okaaaay» trascinando la sua risposta per qualche secondo.

Mi parve di notare un certo rossore sul suo volto, e un risolino malcelato. «Okaaay» ripete ancora, fissandomi con un’espressione che mi eccitò. Prima di andarmene, le dissi «se vuoi, possiamo conoscerci anche noi…» Le mie parole colpirono nel segno. «Ehhh behhh, perché no?» azzardò lei.

«Dai, la prossima volta andiamo a prenderci una colazione insieme…» E lei «domani per me è ok… che dici? Qui verso le 9?» «Va bene, allora ci vediamo domattina» e mi avviai con la mia spesa verso casa.

La colazione con Manu

Pensai ancora alle parole di Manu, e poi mi venne in mente la sua espressione in volto. Chissà cosa si erano dette lei e Marisa? Le aveva confidato qualcosa della nostra avventura? Della nostra prima trombata al supermercato, oppure, delle splendide serate da lei a scopare fino allo svenimento?

L’indomani, capii tutto. Manu era lì alle 9, puntualissima. Quando l’ho vista senza divisa, mi sono eccitato. Il suo bel culo non era mai messo in evidenza dai pantaloni laschi che era solita indossare, ma in quell’occasione, era super provocante. Pantaloni di pelle e giubbotino corto…«mmm» pensai.

Quando notai che aveva delle décolleté che mettevano ben in evidenza i suoi piedi già leggermente abbronzati, come le mani, mi resi conto che non avrei resistito a lungo a far colazione. «Ciao, sei splendida oggi…bella rock!» E lei «Ciaooo…hai visto che outfit? A me piace troppo»

E ci avviammo verso il tavolino al sole. «Ci mettiamo qui, che dici?» «Perfetto, con quel po’ di sole bello tiepido, poi…» Dopo esserci seduti, cominciammo a parlare del più e del meno. Ma la mia attenzione era tutta su quelle cosce meravigliose, quelle gambe così attizzanti.

«Vedo che ti piace il mio outfit…» Mi disse con soddisfazione. «Davvero il top, Manu…» Continuammo a mangiare qualcosa e poi venne il momento di pagare. Le offrii io la colazione. Al mio ritorno mi disse «che fai, oggi?» E io «al momento non ho ancora impegni…e tu?» «Sono libera…»

«Che ne dici se ci facciamo un giro insieme?» «Va bene, prendiamo la mia macchina?» «Ok» e ci avviammo verso l’auto di Manu. Aveva una ypsilon bianco perla. «Bella…» e lei «Grazie» «come te…» e lei «mi fai la corte?» «impossibile…sei troppo…hot» e lei «adesso ti faccio sentire la temperatura!»

Mi prese la mano e mi guidò tra le sue tette belle calde, mugolando. Poi mi invitò a toccarla la splendida figa, ancor più rovente e già bagnata. «mmmm, sei già bella rovente…» e si voltò a guardarmi con una faccia da vera troia «dai, scaldati anche tu con me…»

«Dove andiamo?» E lei «andiamo da me…abito qui dietro…». Il tempo di salire in auto e già eravamo arrivati a casa. «Bello qui…» e lei «ti piace?» «sì, come tutto di te…» Mi guardò e disse «dammelo tutto, ora, non fare aspettare una signora…» Ci spogliammo fulmineamente, buttando i vestiti ovunque.

Eravamo entrambi in preda all’eccitazione. Mi fece sdraiare sul tappeto. «Lo voglio, dammelo da ciucciare…» E se lo prese senza tanti complimenti. Io volli i suoi piedi, che mi affascinavano tantissimo. La tirai a me. Le succhiai le dita e le leccai quei piedi meravigliosi. Lei si eccitò ancor di più.

La vidi bagnarsi come una fontana, e quindi la tirai su di me a 69. Cominciai a leccarla, voglioso, con intensità e ritmo. La sentivo mugolare e gemere rumorosamente, col mio cazzo in bocca. Il mio uccello si era trasformato nella sordina del suo piacere, mentre godeva e succhiava come una troia.

Quel 69 intensissimo ci portò in poco tempo ad esplodere di piacere. Sulle ultime spinte della sua lingua, spruzzai tutta la sborra che avevo in corpo e lei si strozzò mentre cercava di prendersela tutta. Qualche istante dopo, pure lei si lasciò andare in un vero e proprio fiume di umori, gemendo.

Riprendemmo un po’ di fiato, eccitatissimi «ti piace la mia figa?» «La adoro» «E il mio cazzo?» «Lo voglio cavalcare come una cavallerizza troia…»

Il secondo turno di Manu, di Gabriele di Mantova

Prima edizione: aprile 2025, by Atlantia Media.

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