Il riso

Una troia vogliosa ed il suo riso

Quando sono partito per Berlino, mai e poi mai avrei immaginato di ritrovarmi con una bella fighetta come Dayane, una ragazza danese piena di vita e simpaticissima, con quel suo sorriso infinito capace di trasmettermi tante emozioni uniche: il nostro incontro è avvenuto così per caso, mentre mi trovavo in una libreria, e ho notato questa simpaticissima ragazza, così sorridente da abbagliarmi con il bianco dei suoi denti.

Dopo averle chiesto un consiglio su un libro che le ho visto in mano, domandandole se conoscesse l’autore e potesse essere ideale per un appassionato di storie intricate, lei mi ha risposto sorridendo dicendomi che era la prima volta che sceglieva un libro di quell’autore, e che le piaceva sperimentare sempre nuove letture, cose nuove con le quali sentirsi sempre piena di stimoli per una vita sempre eccitante.

Le sue parole mi sono risuonate nella testa come se fosse un monito a godersi ogni istante, come se fosse una declinazione moderna del carpe diem, un modo differente dal solito per comunicarmi la sua volontà di sentirsi conoscere nuove persone e nuovi modi di fare, chinarsi su qualcosa di imprevedibile, il desiderio di vivere un istante davvero imperdibile, sentirsi portare via anche quel momento da sotto i piedi.

Così riguardandola e sorridendo con lei, le ho detto che in effetti pure a me piacevano le storie insolite, quelle raccontate da scrittori che magari non conoscevo per nulla e che, quindi, in un modo o nell’altro mi avrebbero poi potuto suggerire qualcosa di nuovo, un modo insolito per approcciarmi a qualche racconto, qualche nuova esperienza capace davvero di prendermi per mano e condurmi chissà dove.

Quindi ci siamo avviati ad un tavolino per condividere un momento di relax, bevendo un caffè in compagnia, mentre mi raccontava di essere in città per studi, e che piaceva tanto essere lì a Berlino, domandandomi poi che cosa ci facessi io lì: e a quel punto le ho risposto che era proprio il posto più bello dove trovarsi, per non perdere nemmeno uno stimolo di una vita che scorre talmente veloce da non vederla quasi.

Così da un momento all’altro ci siamo trovati catapultati in un dialogo in cui ci sembrava di conoscerci da secoli, finché Dayane mi ha proposto di andare da lei, per vedere Berlino da un’altra prospettiva, quella di una splendida stanza sulla Karl Mark Allee, un luogo pregno di quelle storie della parte Orientale della città, dove a distanza di poco meno di 30 anni, in un universo fatto di storie davvero incredibili.

Mi è piaciuto subito il suo alloggio e, non appena entrati, non ho mancato di farglielo notare: lei era davvero entusiasta dei miei complimenti e, rivolgendomi il suo sguardo sorridendo, mi si è avvicinata e mi ha preso per mano, spingendomi con lei sul suo divano letto, dicendomi “vuoi vedere anche come ti faccio godere per bene, scopandoti come una vera puledra selvaggia in cerca di cazzo?”

Una donna spettacolare in tutti i sensi

Io la guardai voglioso, e lei dissi “dai, fammi vedere, adesso mi godo tutto quanto lo spettacolo mentre ti dai da fare con  il mo cazzo focoso”, così lei mi abbassò i pantaloni, vogliosa, e prese a baciarmi il cazzo, sopra le mutande, dicendomi “mmmmh, un bel cazzo italiano tutto per me” e io la guardai e le dissi “ah, ma allora parli anche italiano?” e lei rispose “solo poco, perché a me piace cazzo italiano.”

La riguardai negli occhi e le dissi “bella figa danese!!” e lei “ehh, piace la figa danese, eh?” e io “mmmmm, non vedo l’ora di gustarla” e così le sfilai quei pantaloni di pelle e il perizoma, e poi, me la sistemai davanti al viso, in un esplosivo 69 mentre la sua bocca andava a pregustarsi la mia cappella, già bella calda e pronta a farsi largo in lei, Dayane, che mi sembrava davvero pronta a farmi stragodere.

Mentre mi spompinava amabilmente, la mia lingua lavorava la sua figa danese con grande passione, perché volevo proprio essere certo di assaporarla tutta, e poi volevo prepararla a prendersi il mio bel cazzo, fottendomelo con tutta la foga che poteva avere questa spettacolare tipa, così bella e piacevole in ogni sua espressione che non potevo davvero immaginare di non restarne veramente folgorato.

Quindi dopo avermelo spompinato per bene, e sentendolo bello gonfio e duro, lei mi disse “vuoi scopare bella figa danese?” e io “mmmm, non vedo l’ora, ma scopami tu, dai” e lei quindi si è sollevata davanti, e pian piano, mi si è accomodata sull’uccello, facendoselo scivolare tutto il figa, mostrandomi quella visione paradisiaca del suo culo e delle sue grandi labbra così aperte ed accoglienti nei confronti del mio cazzo.

Lei scivolava su e giù, vogliosa come una cavallerizza, e godeva ansimando e gemendo, scopando piano piano, a ritmo, con una leggerezza magnifica che mi regalava sensazioni uniche, mentre si eccitava scendendo a salendo sul mio cazzo, dicendomi “ti piace figa danese, eh????” e io “ohhh siiii, sei una figa danese!!!” e poi ancora “daiii, scopami bene, daiiii, ohhhhh” e lei si lasciava andare su e giù senza tregua.

Per quanto mi scopava bene, mi eccitavo di continuo, non riuscivo a trovare un istante di tregua, e volevo che ci desse sempre più dentro, che ci mettesse tutta la sua passione in quel movimento erotico unico: vedere le sue cosce su di me, quel culo meraviglioso e sentire la sua figa calda, erano tutte sensazioni troppo forti perché potessi resisterle così tanto a lungo, soprattutto perché non si fermava mai.

Le accarezzavo le cosce mentre si muoveva su e giù su di me, e poi si voltava di tanto in tanto, sorridendo e godendo, guardandomi con quell’espressione beata di chi amava farsi scopare così, e io, allo stesso tempo non potevo che pensare a lei che mi scopava cosi dolcemente, in quel momento davvero di grande piacere, fin troppo intenso per non potermelo ricordare in eterno, vedendola così bella.

Continuò a scoparmi così, voltandosi con quello sguardo meravigliosamente sorridente, mentre godeva con me: e poi, a un certo momento, raggiunse l’orgasmo con una tale intensità, muovendosi così divinamente, che le dissi che non avrei resistito a lungo, e poi mi disse “dai, sburrami in figa danese” e io le dissi “oh si, vengo, oh, siiii, veenggooo, daiiii Dayane, ohhhhhh siiiiiiiiiiiiiiii” e le scaricai tanta sborra dentro.

La guardai così, porca e dolcissima, calda e vogliosa, mentre la mia sborra cominciava a gocciolarle fuori dalla figa e le dissi “Dayane, sei una splendida figa danese” e lei “sono figa danese, vero?!”…

Mitico Tony, onnipresente quando si tratta di godere alla grande: il suo racconto erotico è davvero strepitoso in ogni sua parte 🙂

Il riso di una troia vogliosa, di Tony di Torino

Prima edizione: Gennaio 2016, by Atlantia Media.

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