Gabry la cassiera

Ho trombato duramente Gabry, una gnocca che faceva la cassiera

La prima volta che son stato a fare la spesa nel supermarket del quartiere, non ho tanto prestato attenzione ad una cassiera che, con il passare del tempo, mi ha sempre più attizzato: Gabry, questo il suo nome, sulle prime sembrava infatti una donna come tante altre, che mai e poi mai avresti immaginato che potesse darsi da fare con il cazzo in un modo così appassionato e trasgressivo da sembrare una vera troia da film porno.

Dopo qualche settimana, facendo la spesa lì, mi son però accorto di come mi guardava ogni volta che arrivavo in cassa: sembrava che non avesse voglia di altro che di una bella trapanata alla sua figa ed al suo culo, o ancora, di una bella sborrata in quella sua bocca da troia, che pareva fatta apposta per accogliere almeno un paio di cazzi per ogni volta che si apriva, esattamente come una vera professionista delle trombate e delle sborrate.

Gabry, guardandomi con quella sua espressione a cavallo tra il divertito e la troia, un pomeriggio che ero da solo alla cassa senza altri clienti dietro di me, mi disse se la trovavo affascinante, con quel nuovo taglio di capelli: le dissi che le stava bene, e che in genere, pensavo fosse una bella tipa, di quelle che difficilmente mi sarei lasciato sfuggire, se lei mi avesse detto che non vedeva l’ora di darsi da fare con me. Non mi sbagliai per nulla su di lei…

Ma con il cazzo ci sapeva fare

Per tutta risposta, mi disse che voleva farlo con me, non vedeva l’ora di farsi trombare e che da tempo mi osservava di nascosto il pacco mentre mi muovevo verso la cassa: la guardai, quasi divertito, al che le dissi se potesse venir via con me proprio in quel momento, perché avevo voglia di trombarmela, di sentire la sua figa ingoiarsi il mio cazzo, e regalarmi delle sensazioni uniche, magari anche prendendolo in bocca.

Una sua collega sopraggiunse, e le disse che avrebbe potuto scambiare il turno, perché avrebbe potuto recuperare un paio di giorni dopo: colse la palla al balzo e andò a cambiarsi, mentre io la attendevo lì all’ingresso del supermarket. Uscimmo e andammo direttamente verso la mia auto, dopodiché, salimmo e ci avviammo verso casa sua, dove poco dopo mi avrebbe fatto vedere cosa voleva dire giocare con lei e con il suo corpo da troia.

Appena entrati, mi spinse sul divano, richiuse dietro di noi la porta rumorosamente, e quindi, mi sfilò i vestiti con una forza tale quasi da strappare le cuciture della maglietta: volle subito il cazzo, che afferrò alla base, e iniziò subito a succhiarlo come un calippo, andando a fondo, strozzandosi con la mia cappella in gola, e poco dopo, tirandolo fuori, se lo passò tra le tette e, ancora, facendoselo scorrere tra i palmi della mano, con massaggi irresistibili.

Più mi toccava, più io mi sentivo su di giri: quindi, si spogliò, lo afferrò tra le mani, e se lo fece scorrere sulle grandi labbra, avanti e indietro, facendomi sentire tutta la sua porcaggine. Quindi si voltò sulla schiena, e di nuovo, fece scorrere il mio cazzo tra le sue chiappe, quindi giù tra culo e figa, in un gioco che mi provocava e mi faceva sentire sempre più pieno di vita e di desiderio di trombare, con un preliminare che era davvero da infarto.

Riprese a giocare con il mio cazzo, stavolta tra i suoi piedi, e li sfregò su e giù sulla mia cappella, in un gioco che mi eccitava da morire: poi se lo riprese in bocca, me lo torturò tra le mani, la lingua e la labbra, prima di chinarsi e farselo scivolare in quella bella fighetta bagnata, che sin dai primi istanti mi parve così stretta da farmi godere come un riccio ad ogni penetrazione, con me che spingevo più in fondo per sentire nuove sensazioni piacevoli.

E mentre io la trombavo, Gabry godeva come una troia, ansimava e gemeva, le piaceva da morire il cazzo dentro, e lo voleva sempre di più: iniziò a stringermi a lei, quindi ad incitarmi perché la trombassi più velocemente, e io obbedii alle sue richieste sempre più pressanti. Non ci mise molto, con quel ritmo così veloce, a venire e sbrodolare tutta la sua figa ormai bagnatissima come dopo una doccia, mentre io non vedevo l’ora di venire.

Avevo il cazzo e la cappella viola, ormai mi sentivo pronto a lasciar andare la sborra, e poco prima di farlo, lo tirai fuori e glielo misi in bocca: lei lo succhiò quanto bastò perché sborrassi da tutte le parti, abbondantemente e senza ritegno, spingendoglielo dentro tutto. Gabry ingoiò la sborra con soddisfazione, e mi disse che voleva rivedermi tante altre volte, dopo questo primo incontro che le aveva dato tante emozioni.

Le dissi che l’indomani sarei tornato da lei: e così ho fatto, e continuo a fare anche oggi, tornando a trovarla almeno ogni martedì della settimana…

Sempre così, queste cassiere dall’aspetto integerrimo: fuori sono delle santarelline, ma dentro hanno il sangue in bollore, così poi scopano con uomini come Daniele che raccontano per bene la storia di sesso che hanno vissuto…

Gabry la cassiera che voleva l’amante voglioso, di Daniele di Massa.

Prima edizione: settembre 2015, by Atlantia Media.

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Un pensiero riguardo “Gabry la cassiera

  • 11 Maggio 2016 in 1:54
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    Questa la conosco, son sicuro che sia quella Gabry che conosco io!! Non ti facevo così disponibile 😀

    Risposta

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