Emma la trombamica

Mi son fatto quella figa di Emma, una trombamica più che focosa

Una mattina di questo mese di novembre, mentre mi trovavo a casa per sistemare un paio di cose che da tempo avevo trascurato, ed ero praticamente immerso nei miei lavori di bricolage, all’improvviso ho sentito suonare il telefono: inizialmente non avevo alcuna voglia di andare a sentire chi fosse, perché non volevo interrompere il mio lavoro, ma poi, di fronte all’insistenza della chiamata ho deciso di andare a sentire chi fosse.

Dall’altra parte della linea, c’era nientemeno che una tipa conosciuta non molto tempo prima, Emma: non ricordo esattamente per quale motivo ci siamo conosciuti con questa tipa, mi pare in un bar una sera quando con gli altri eravamo già abbastanza brilli, ed era finita che scherzando e parlando, ci eravamo scambiati i numeri di telefono, per poi risentirci e vederci nuovamente nelle scorse settimane, fino ad oggi.

Emma mi sembrava abbastanza su di giri, non sapevo esattamente per quale motivo potesse esserlo, e parlandoci per un po’, ho scoperto di cosa si trattava: a casa sua c’erano dei problemi con lo scaldabagno, e allora, aveva proprio bisogno di una mano per riuscire a sistemare quella situazione fastidiosa, considerando anche che faceva già abbastanza freddo e non aveva alcuna voglia di far bollire l’acqua per prendersi cura di sé.

Così, le dissi che sarei andato a casa sua per cercare di capire quale fosse la causa del problema: e dopo aver sospeso ciò che stavo facendo in salotto, mi avviai quindi alla macchina, e poco dopo arrivai da lei. Emma era già abbastanza preoccupata, e non appena mi ha visto, si è rincuorata ringraziandomi molto del fatto che mi fossi precipitato lì da lei per aiutarla a sistemare una cosa che la stava già mettendo in ansia da un’ora.

Dal freddo eravamo passati ad un gran caldo

Era abbastanza infreddolita, e quando le ho chiesto perché avesse tanto freddo, mi ha risposto che era solita scaldarsi con una bella doccia sin dal primo mattino, e quel giorno si sentiva persa: dopo un rapido esame, le ho detto che avremmo dovuto cambiare la resistenza dello scaldabagno, e che poi sarebbe quindi tornato a funzionare normalmente, per la felicità di Emma che poteva così tornare alle sue abitudini.

Andammo ad acquistare la resistenza insieme, perché lei non ne capiva proprio nulla, dopodiché tornammo a casa e la cambiai: nel giro di qualche minuto, l’apparecchio tornò finalmente a riscaldare l’acqua, mentre la mia amica era ormai troppo contenta, e non vedeva l’ora di potersi fare una bella doccia e riprendersi dopo quelle ore in cui era rimasta a pensare e a ripensare come venirne fuori da quella situazione problematica.

Così, prima di avviarmi verso casa, volle a tutti i costi offrirmi qualche cosa da bere e da mangiare, perché disse che mi aveva disturbato abbastanza perché non venissi in qualche maniera ricompensato per il mio lavoro in casa sua: la guardai, le dissi che non c’era alcun problema, e quindi, mi accomodai con lei in salotto sul divano, e mi accorsi che pian piano lei si sta svestendo e, nello stesso tempo, mi guardava in modo provocante.A

Aveva fretta di fare la doccia e, ancora, mi disse che sicuramente non mi sarei formalizzato se si fosse già preparata in mia presenza: la guardai bene, vidi quelle belle tettone abbondanti, e poi quella fighetta un po’ pelosa, e quel che bel culo tondo al punto giusto senza eccessi, che mi faceva eccitare – e non poco – alla sola idea che potessi arraffarlo e spingerlo sul mio cazzo, perché lei mi scopasse a dovere in quella giornata fredda.

Allungai la mia mano destra sulla sua gamba sinistra, e mi guardò con un’espressione stupita: quindi mi disse che non vedeva l’ora di farsi trombare, e mi spogliò già sul divano, senza attendere oltre, perché aveva voglia di sesso, e lo voleva davvero senza saper attendere, considerando come con le sue mani era già arrivata al mio cazzo, l’aveva scappellato, e già se l’era portato alle labbra per iniziare a dimostrarmi quanto fosse troia.

Dopo un rapido pompino, mi stese sul letto, quindi, divaricò le sue gambe e mi si mise sopra: iniziò a muovere bene il bacino avanti e indietro, spingendosi di peso su di me, mentre io le arraffavo le tette dal desiderio, e le dicevo che era semplicemente divina nello scoparmi, e che non volevo fare altro che stare lì a farmi scopare il cazzo da quella splendida figa, incitandola a muoversi in maniera sinuosa come solo lei sapeva fare.

Emma trombava, soddisfatta, e di tanto in tanto reclinava il capo all’indietro mentre scopava, godendo e lasciando andare qualche gemito profondo: era bagnatissima, la sentivo scopare con passione, mentre il mio cazzo scivolava dentro di lei senza sosta, facendole perdere la testa. Io continuavo quindi a stringerle le tette, eccitatissimo, e non potevo immaginarmi come sarei venuto, qualche minuto dopo, considerando come scopava divinamente.

Non seppi durare più a lungo, quando lei mi montò sopra completamente, e in un paio di penetrazioni profonde, di quelle fatte lentamente ma con passione, mi fece finalmente sborrare dentro di lei, quindi, continuò a scoparmi per un po’, mentre io le torturavo per davvero il clitoride con le dita della mano sinistra, mentre sempre con la destra non mollavo per un istante le tette, che tanto mi facevano eccitare in quella posizione.

Emma era quindi venuta, godendo ed ansimando come una vera troia, senza sapersi contenere: mi guardò con quella faccia da vera troia e, sollevandosi da me, mi disse che avremmo pure potuto fare una doccia insieme, perché ormai eravamo già lì, belli sudati, dopo quella meravigliosa scopata. Ci avviammo in bagno e, quindi, una volta entrati nella vasca da bagno, ricominciammo da dove ci eravamo interrotti…

Solo la passione per l’eros può scaldare l’animo durante i mesi freddi: ed Emma si è lasciata incendiare dalla passione da Matteo, vivendo una storia di sesso sfrenato.

Emma la trombamica aveva davvero freddo, di Matteo di Bologna.

Prima edizione: novembre 2015, by Atlantia Media.

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Un pensiero riguardo “Emma la trombamica

  • 5 Dicembre 2015 in 16:56
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    una bella storia vera mi e picuta tanto

    Risposta

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